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CAVALLAZZI, Arnaldo
Nasce a Castel Bolognese (RA) il 5 settembre 1878 da Raffaele e
Maria Contoli, tipografo, poi imprenditore edile. La sua adesione agli ideali libertari in
giovane età è probabilmente influenzata dallesempio del padre, esponente di primo
piano dellanarchismo castellano. Non vanno però trascurati nella sua formazione il
ruolo e linfluenza della madre, che proviene da una famiglia di uomini di cultura
che annovera ecclesiastici, storici e letterati. Anarchico sarà anche il fratello minore
Ribelle. Frequenta le scuole tecniche a Faenza, formandosi poi una discreta cultura
politica da autodidatta, attraverso lintenso studio di libri e giornali anarchici.
Il 18 marzo 1897 si arruola volontario nellesercito. Assegnato al 78° Reggimento
Fanteria, consegue il grado di caporale maggiore ed è congedato il 13 settembre 1899.
Ritornato nella città natale apre la Tipografia Cavallazzi, nella cui gestione si
alterneranno negli anni vari membri della famiglia. Inizia intanto a svolgere attività
politica, mettendosi rapidamente in luce come una delle personalità di maggior spicco tra
gli anarchici castellani della sua generazione. Nel "Cenno biografico al giorno 15
settembre anno 1900", compilato dal Prefetto di Ravenna e conservato presso il CPC,
viene definito "di carattere serio, eccitabile, capace di energiche risoluzioni e
violenti propositi". Si aggiunge che fa "attiva propaganda fra i giovani operai
con discreto profitto", e che tra i suoi compagni "gode molta influenza perché
è uno dei più istruiti ed energici e anche perché figlio del capo partito. La sua
influenza è però circoscritta a Castelbolognese. E in corrispondenza con tutti i
capi anarchici delle Romagne". Invia corrispondenze al "Combattiamo" di
Genova e a "LAgitazione" di Ancona. Riceve giornali anarchici
dallItalia e dallestero, e anche stampe, circolari e opuscoli. Nel 1900
partecipa a tutte le riunioni clandestine organizzate dagli anarchici locali e a quelle
pubbliche e private della Lega dei partiti popolari. Verso la fine dellanno, nel
clima repressivo seguito al regicidio di Bresci, viene denunciato per il reato di
associazione sediziosa con il padre e con tutti gli altri componenti il nucleo
organizzatore del gruppo socialista-anarchico di Castel Bolognese. Il 4 dicembre 1900
viene prosciolto dal Tribunale di Ravenna, insieme a tutti gli altri imputati, per
insufficienza di indizi. Seguono alcuni anni relativamente tranquilli, anche se non
mancano alcune denunce e processi. Lepisodio più clamoroso, in cui viene coinvolto
insieme al padre e al fratello Ribelle, ha luogo il 22 ottobre 1905. Durante una
conferenza tenuta a Castel Bolognese dal repubblicano Pirro Gualtieri di Cesena, il
delegato di P.S. interrompe loratore e ordina lo sgombero della sala. Nel trambusto
che segue vengono arrestate una decina di persone fra cui loratore, Armando Borghi
di passaggio intervenuto in sua difesa, e alcuni anarchici del paese compresi i
Cavallazzi. Il giorno dopo, mentre gli arrestati vengono trasportati al carcere di Faenza
in tre carrozze trainate da cavalli, Borghi riesce a liberarsi delle manette e a darsi
alla fuga, permettendo agli altri occupanti della vettura (Arnaldo e Raffaele Cavallazzi,
insieme alloratore Gualtieri) di fare altrettanto. Al processo, svoltosi il mese
successivo a Ravenna, Arnaldo viene condannato a 25 giorni di reclusione e a lire 83 di
multa. La collaborazione ai giornali anarchici prosegue con le corrispondenze inviate a
"LAurora" di Ravenna, fondata nel 1904. Assume la presidenza in occasione
di un Convegno regionale anarchico tenutosi a Castel Bolognese il 20 ottobre 1907. Si
impegna anche nellattività sindacale. Nello stesso 1907 diventa presidente della
Lega di resistenza dei braccianti (creata nel giugno 1906), dopo esserne stato uno dei
maggiori promotori. Allinizio del 1908 viene nominato presidente, segretario e
cassiere della lega muratori, allinterno della quale prevalgono gli elementi
anarchici. Assume la vice-presidenza, e poi la presidenza, del Corpo dei Pompieri
volontari, fondato a Castel Bolognese nel gennaio 1909. Assolverà volontariamente a
questo compito per circa trentanni, fino allo scioglimento del Corpo in epoca
fascista (tra laltro, la squadra di C. parteciperà nel 1919 alle operazioni di
soccorso dopo il terremoto a Vicchio del Mugello). Compie inoltre vari atti di coraggio
fin dalla più giovane età, salvando persone dalle acque e dal fuoco. Tra il 1907 e il
1909 lascia la Tipografia nelle mani del fratello. In seguito dà vita a una propria
impresa edile, che in breve tempo diviene una delle maggiori del paese, arrivando a
contare fino a una ventina di operai. Si è nel frattempo sposato, e presto la famiglia si
amplia con la nascita di 3 figli. Nel desiderio di dare un fattivo contributo alla
soluzione dei problemi della popolazione, non esita a entrare a fare parte di commissioni
pubbliche municipali, da cui la maggioranza dei suoi compagni si tiene lontana per
prevenzioni ideologiche. Nel 1911 è membro, insieme allanarchico Oreste Zanelli,
della Commissione Comunale per lIgiene. Nel 1914 si schiera contro lintervento
dellItalia in guerra. Richiamato alle armi l8 maggio 1915, subito dopo il
ricevimento dellavviso si mette "a Castelbolognese a fare attivissima
propaganda in quelle campagne per sollevare i coloni per una pubblica manifestazione per
la sera dell8 stesso, contro la guerra". Costretto a partire e aggregato al
133° Battaglione di Milizia Territoriale di Bologna, viene congedato il 23 gennaio 1919
col grado di sergente maggiore, promosso e decorato per avere salvato dei feriti.
Nellimmediato primo dopoguerra si prodiga gratuitamente per gli operai disoccupati,
ricevendoli la sera nei locali dellUfficio Tecnico comunale per registrarli e fare
avere loro un sussidio. Il suo congedo coincide con una fase di rilancio del movimento
anarchico castellano, che vede ingrossarsi le sue file con lafflusso di una nuova
leva di militanti. Le diversità generazionali si fanno avvertire, e si formano due gruppi
sulla base delletà. C. diviene il responsabile del gruppo degli adulti, mentre il
gruppo giovanile è animato soprattutto da Nello Garavini. Entrambi partecipano come
delegati dei due gruppi castellani a vari Convegni anarchici emiliano-romagnoli, e sono
presenti anche al Congresso nazionale di Bologna della UAI (1-4 luglio 1920).
Lascesa del fascismo comporta aggressioni e persecuzioni per tutti gli oppositori.
Il 15 ottobre 1922, durante una manifestazione di reduci, C. è accusato di avere offeso
la bandiera della locale Sezione Combattenti, e per salvarsi dai fascisti che gli danno la
caccia, deve fuggire e restare per qualche tempo fuori paese. Dopo lavvento al
potere di Mussolini, subisce innumerevoli perquisizioni domiciliari ad opera dei
carabinieri istigati dai fascisti locali, al ritmo di una ogni settimana o quindici
giorni, per circa sette o otto anni, fin verso il 1929. Subisce anche alcune aggressioni
da uno squadrista suo vicino di casa, capo-manipolo e poi seniore della milizia, che
manifesta un particolare accanimento nei suoi confronti. Nel 1927 è arrestato insieme a
molti altri oppositori del regime a seguito dellattentato subìto a Ravenna dal
gerarca Ettore Muti. Gli arrestati castellani, circa una ventina tra anarchici e
socialisti, vengono rilasciati a piccoli gruppi nelle settimane successive, ma C. e altri
5 ricevono lammonizione, che comporta larresto e la prigione nel caso di ogni
infrazione anche minima. Lammonizione gli sarà revocata nel giugno 1929, ma la
sorveglianza nei suoi confronti, per quanto allentata, proseguirà fino alla caduta del
fascismo. Dopo l8 settembre 1943 collabora alle iniziative clandestine di un gruppo
animato da Padre Samoggia, un frate cappuccino che cerca di fornire aiuto agli sbandati,
agli evasi dai campi di concentramento, ai perseguitati politici e ai renitenti alla leva,
fornendo ricoveri e abiti civili (per questo il frate sarà arrestato, tradito da una
spia). Nellultimo anno di guerra e in particolare durante linverno 1944-45,
allorchè il fronte si ferma sul fiume Senio e i tedeschi tengono in ostaggio la
popolazione civile impedendone levacuazione, C. ha modo di dimostrare grandi doti di
generosità umana e di spirito di sacrificio, prodigandosi in favore dei concittadini
sottoposti a tremendi disagi e pericoli. Dal 30 novembre 1944 al 15 maggio 1945
costituisce e dirige la squadra di soccorso dellUNPA (Unione Nazionale Protezione
Antiaerea), che senza alcun compenso si occupa di dare soccorso ai feriti rimasti sotto le
macerie dei bombardamenti e sepoltura ai morti, e inoltre svolge servizio antincendio e
anticrollo, tra molti pericoli (lo stesso Arnaldo resterà ferito a un piede da una
scheggia di granata, e due componenti della squadra, tra cui suo genero Ariovisto
Liverani, moriranno). Salva inoltre dalla completa distruzione lArchivio comunale e
un affresco della Madonna del XVI secolo della Chiesa di S. Sebastiano, colpita dai
bombardamenti. Partecipa alle riunioni del Comitato Cittadino, e in seguito della Consulta
Comunale, organismi formati da esponenti di varie correnti politiche antifasciste, che si
propongono di garantire lordine pubblico e affrontare le necessità della
popolazione. Allinterno della Consulta, creata il 1 gennaio 1945, C. assume compiti
di carattere sanitario, assistenziale e annonario. Il 4 gennaio 1945, di sua iniziativa e
con il consenso dei membri della Consulta, nonostante letà ormai avanzata C. compie
un viaggio a piedi fino a Bologna per domandare che Castel Bolognese (tagliata fuori dal
resto della provincia di Ravenna a causa del fronte) sia aggregata a quella provincia e
per chiedere viveri e medicinali. Limpresa ha successo, con notevole sollievo per la
popolazione castellana ormai allo stremo. Dopo la Liberazione, C. in rappresentanza degli
anarchici entra a fare parte del nuovo CLN unitario creato il 30 aprile 1945. Si occupa
della rinascita del movimento, dando impulso allattività del risorto Gruppo
anarchico e stabilendo contatti coi compagni delle altre città romagnole. Muore a Castel
Bolognese l11 maggio 1946. Il 5 ottobre 1947 gli verrà concessa una Medaglia
dArgento al Valore Civile alla memoria, in riconoscimento dellopera prestata a
favore della popolazione civile durante la fase finale della guerra.
FONTI: ACS, CPC,
ad nomen; Archivio privato Scilla Cavallazzi Liverani; BLAB, Fondo Anarchici
Castellani; N. Garavini, Testimonianze, dattil. inedito; Intervista a Scilla
Cavallazzi Liverani, rilasciata a G. Landi e F. Zama il 21 luglio 1986; BCDP-CB, Sezione
Locale, Miscellanea.
Bibliografia: scritti su C.: A. Borghi, Conferma
anarchica (Due anni in Italia), Forlì, "LAurora", 1949; Id., Mezzo
secolo di anarchia (1898-1945), Napoli, ESI, 1954; O. Diversi, Il territorio
di Castelbolognese, Imola, Galeati, 1972; A. Donati, Sul Senio il fronte si è
fermato. Castelbolognese 1943-1945, Castel Bolognese, Grafica Artigiana, 1977; Comune
di Castelbolognese, Testimonianze e documenti della Resistenza a Castelbolognese,
Faenza, Centro Stampa Comunale, 1981; Castelbolognese nelle immagini del passato,
Imola, Grafiche Galeati, 1983; Il movimento anarchico a Castelbolognese (1870-1945),
Castel Bolognese, Grafica Artigiana, 1984; S. Cavallazzi Liverani, Sopravvivere ad
ogni costo fu lincitamento che Arnaldo Cavallazzi rivolse in modo esemplare alla
popolazione di Castelbolognese, "Vita Castellana", n. 1 (n. s.), 1985; G.
Landi, Una famiglia di anarchici castellani: i Cavallazzi, in Aspetti della
società tra Ottocento e Novecento, Castel Bolognese, Grafica Artigiana, 1987; C.
Martelli, Fascismo antifascismo resistenza guerra di liberazione a Tredozio e in altri
comuni della Romagna, s.l., s.n., 1993.
(Gianpiero Landi)
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