Epaminonda Zanelli (1874-1954), l’ultimo garibaldino

Epaminonda Zanelli nacque a Castel Bolognese il 15 novembre 1874 da Domenico e Antonia Raccagna. Con i fratelli Mario ed Oreste si occupò delle due principali attività di famiglia: la storica “Locanda Stella” ereditata dal padre, e l’import-export di fiori medicinali. Entrambe le attività avevano la loro principale sede lungo la via Emilia, nel Borgo, dove era ubicata anche la casa Zanelli.
Riportiamo il testo della memoria funebre e un necrologio comparso su “Il Pensiero mazziniano” che si concentrano sugli ideali politici di Epaminonda Zanelli (era un fervente mazziniano) e sulla partecipazione come volontario, nella Brigata Alpi di Peppino Garibaldi (nipote dell’Eroe dei due mondi), alla Prima guerra mondiale.
Sopravvissuto ad altri castellani, compagni in quell’avventura (fra cui Francesco Budini, caduto sul campo, e Giovan Battista Bagnaresi, fatto prigioniero e morto trentenne nel 1926), fu per questo definito l’ultimo garibaldino. Alleghiamo anche una significativa cartolina (reperita sul mercato antiquario) spedita durante la Grande Guerra, dalla quale si intuisce come fosse stato fortemente schierato per l’intervento italiano.
Epaminonda Zanelli (che molti castellani chiamavano semplicemente “Paminondo”) morì ad Imola il 6 febbraio 1954, pochi mesi prima di compiere gli 80 anni (A.S.)

Dalla memoria funebre (Biblioteca comunale di Castel Bolognese, fondo Stefano Borghesi):

Romagnolo dello stampo antico — ispirò la sua vita all’ideale Mazziniano — nel culto della famiglia — della patria — della libertà. — Combattente d’Africa nel ‘96 — Volontario della guerra 15-18 — si batté da valoroso sul Col di Lana — nelle schiere garibaldine della Brigata Alpi.

Carattere fermo — sobrio di parole — per naturale tendenza sentì la religione del dovere — e ad essa premio — il diritto.
Di modi semplici — alla sincerità di un animo perennemente fanciullo — unì la consapevolezza virile — di una vita temprata — di civile e militare esperienza.

La delicata attività commerciale — svolta con cura appassionata — amò improntare di correttezza severa — e di scrupolosa onestà.

La gagliarda eretta figura — cui faceva corona — affetto di nipoti — e sorriso di bimbi — dissimulava — con giovanile baldanza — la incombente vecchiezza.

Ai familiari — che amarono in Lui il simbolo dell’antico ceppo — fu guida prudente — di assennato consiglio — e di paterno conforto.
E la semplicità della sua vita — sublimò per essi — nella morte — in un supremo comandamento d’amore.

La morte dell’ultimo garibaldino

(tratto da: Il Pensiero mazziniano, anno IX, n. 3, 10 marzo 1954)

Nella vicina Imola, in una clinica dove era stato trasportato per un male sviluppatosi quasi improvvisamente, è deceduto la sera del 6 febbraio EPAMINONDA ZANELLI, repubblicano ed ultimo della schiera dei garibaldini di Castel Bolognese.
Cresciuto sull’esempio del padre Domenico che fu fiero mazziniano, che soffrì per anni il carcere e che ogni anelito e forza spese gagliardamente per la sua fede, Epaminonda Zanelli fu in ogni tempo lavoratore indefesso, cittadino esemplare, repubblicano convinto, anima ardente di garibaldino. Nel 1915, a 41 anni, accorse nelle file del garibaldino 51° Regg. Fanteria e fu combattente al Col di Lana ed a Sasso di Stria agli ordini di Peppino Garibaldi.
Modesto per educazione e per indole, mai vantò i suoi meriti, il suo sacrificio, pago solo del dovere compiuto.
La sua scomparsa ha destato profondo dolore e rimpianto in ogni ordine di cittadini. La camera ardente, allestita nella sede del P.R.I. di Castel Bolognese, è stata meta di numerosissimi amici, anche dalle città e paesi vicini.
I funerali – in forma civile – sono stati una chiara dimostrazione dell’affetto e della stima di cui lo scomparso era circondato.
Era presente, con bandiera, l’Associazione Garibaldini di Lugo che ha recato una corona di alloro con bacche dorate; inoltre i vessilli delle Sezioni Repubblicane di Faenza, Imola, Lugo, Brisighella, Cotignola e Castel Bolognese. Al Cimitero il Presidente Nazionale dell’Associazione Reduci Garibaldini sen. Aldo Spallicci ha salutato la salma con nobilissime, elevate parole, e la famiglia dell’estinto, in un pubblico ringraziamento, a Spallicci si è rivolta in modo particolare, poiché “salutò l’ultimo garibaldino di Castel Bolognese, inquadrandolo, degnamente, nel serto glorioso di tutte le Camicie Rosse castellane, onore e vanto perenne del nostro Paese”.

Lettera spedita da Epaminonda Zanelli a Sante Tosi il 26 agosto 1915 (collezione Andrea Soglia)

Carissimo Tosi

dal fronte 26/8/915

assieme all’amico Budini v’inviamo i più sinceri saluti, colla fede di ritornare in mezzo agli amici a completa vittoria, solo a dispetto di chi col loro neutralismo davan man forte all’ambiziosa Germania, e alla barbara Austria, di continuare la sua via di conquista e di massacro sui popoli civili, e noi ci sentiamo forti e orgogliosi di aver impugnato le armi contro a tali barbari.
Salute Epaminonda

 

 

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