Gabriele Tassinari (1852-1925)

Chimico e benefattore

gabriele_tassinari

Ritratto giovanile di Gabriele Tassinari
(si ringrazia il dr. Arturo Frontali per la fotografia)

Nell’ottobre di 90 anni fa moriva Gabriele Tassinari, il cui nome, sconosciuto alla maggior parte dei castellani, viene ricordato nell’intitolazione della nostra Scuola dell’Infanzia.
Gabriele Tassinari nacque a Imola il 21 luglio 1852 da Giacomo Tassinari, farmacista e naturalista castellano, e Costanza Felici. Non si sanno molte sulla sua infanzia, trascorsa felicemente a Imola dove presumibilmente frequentò le locali scuole. Il periodo dell’adolescenza fu invece molto travagliato e sconvolto dalla morte della madre Costanza, avvenuta quando Gabriele aveva appena 11 anni. Il carattere difficile del giovane Gabriele lo portava spesso ad avere problemi col padre Giacomo, il quale aveva non poche gatte da pelare nella gestione del figlio.
Al carattere problematico si associò un tormentato curriculum scolastico, che è stato molto difficile ricostruire. Dopo aver frequentato le scuole di Imola, Gabriele si portò dapprima a Pisa, presso lo zio Paolo, presumibilmente per frequentare il Liceo e poi nella più vicina Faenza per diplomarsi presso il prestigioso Liceo Torricelli, noto anche per la sua complessità. Il 1869 era l’anno dell’esame per conseguire il diploma di licenza liceale, ma quell’anno fu il più disastroso per gli esami nella storia del Liceo Torricelli. Tutti e quattordici gli studenti, Gabriele compreso, furono bocciati. Non sappiamo se a causa di questo insuccesso Gabriele avesse cambiato le sue scelte relative alla prosecuzione degli studi oppure se la scelta fosse già stata fatta da tempo, fatto sta che egli si iscrisse alla Scuola di Farmacia dell’Università di Pisa, dove lo zio Paolo già da alcuni anni insegnava chimica. All’epoca, specie per chi non riusciva a conseguire il diploma, la Scuola di Farmacia era un vero e proprio refugium peccatorum, in quanto era possibile iscriversi anche senza licenza liceale, previa un esame di ammissione.
E’ probabile, comunque, che Gabriele intendesse intraprendere gli studi scientifici per proseguire la tradizione di famiglia, e quindi si trasferì a Pisa, dove riuscì a superare l’esame di ammissione. I problemi caratteriali, purtroppo, lo accompagnarono anche in questo periodo, durante il quale lo zio Paolo cercò in ogni modo di tenerlo lontano dai guai e di farlo studiare il più possibile.
Non sappiamo molto degli anni immediatamente successivi, ma è probabile che la pazienza di Paolo e Giacomo e una progressiva maturazione di Gabriele avessero contribuito a rendere più tranquilla la situazione, tant’è che egli, attorno al 1872, si trasferì all’Università di Bologna per ultimare gli studi in farmacia. Il 23 luglio 1874, in ritardo sui tempi prescritti, Gabriele conseguì il diploma. Questo primo successo era sicuramente dovuto anche all’incontro con il professor Francesco Selmi, uno dei chimici italiani più importanti dell’800, che prese a cuore i destini dello studente, stanti anche i rapporti di amicizia con Paolo e Giacomo Tassinari.
Il proseguimento degli studi scientifici di Gabriele a livello universitario richiedeva due cose. Innanzitutto un biennio di pratica in farmacia e poi, cosa ancora più fondamentale, il conseguimento della licenza liceale, onde potersi presentare all’esame di ammissione al corso di chimica della Facoltà fisico-matematica.
Per poter ottenere tutte queste cose, Gabriele si trasferì a Pavia, dove ebbe la nomina, per gli anni accademici 1874/75 e 1875/76, ad assistente/aiuto di laboratorio al Gabinetto di materia medica della Facoltà di Medicina e Chirurgia della locale università. Fra un’incombenza e l’altra, ebbe modo di proseguire gli studi e di prepararsi per ottenere la tanto sospirata licenza liceale, che conseguì nell’ottobre del 1875.
Dopodiché Gabriele fu ammesso al primo anno del secondo biennio per la Laurea in Chimica presso la Facoltà di Scienze dell’Università di Pavia, coll’obbligo di dare due esami supplementari, ossia fisica ed analisi algebrica, l’ultimo dei quali fu superato nel novembre del 1876. Ne conseguì un nuovo trasferimento, questa volta a Roma, probabilmente sotto la regia dello zio Paolo, che affidò il nipote ad un altro pezzo da novanta della chimica italiana, Stanislao Cannizzaro.
Non abbiamo molte informazioni sul periodo trascorso da Gabriele a Roma. Era sicuramente il momento del riscatto dopo tanti anni bui. Nel 1877, come da programma, Gabriele conseguì la laurea in chimica all’Istituto chimico Panisperna dell’Università di Roma. Nell’ottobre dello stesso anno gli fu conferito il posto di studio di perfezionamento all’interno dello stesso Istituto, dove si trattenne almeno un paio d’anni dopo la laurea. In quel periodo effettuò attività di laboratorio e di ricerca, pubblicando vari lavori, alcuni dei quali assieme a Robert Schiff. Probabilmente sempre in questo periodo incontrò finalmente anche l’amore, conoscendo Maria Veneziani, la donna che sposò (non sappiamo in che anno), che lo accompagnò per tutta la vita e che gli diede l’unico figlio Giacomo (detto Giacomino), nato nel 1884.
Dopo il periodo romano Gabriele intraprese la professione di insegnante di chimica negli Istituti tecnici, mestiere che farà per tutto il resto della vita. Nell’anno scolastico 1880/81 si trovava a Messina. Successivamente si trasferì all’Istituto tecnico di Mantova, dove rimase per alcuni anni e dove ebbe modo anche di occuparsi (e pubblicare) di alcune ricerche di chimica inorganica. Sempre durante il periodo mantovano Gabriele Tassinari diede alle stampe alcuni manuali di chimica per gli istituti tecnici: Guida ad esercizi pratici di chimica (la seconda edizione è datata 1891) e Ripetitorio di chimica (diviso in due parti, uscite a distanza di qualche anno l’una dall’altra e la cui seconda edizione è data rispettivamente 1894 e 1898). I tre libri, come dimostrano le numerose edizioni stampate, furono molto apprezzati e utilizzati dagli studenti: nel 1934 (svariati anni dopo la morte di Gabriele) uscì la nona edizione della Guida ad esercizi pratici di chimica, nel 1928 uscì la sedicesima edizione del Ripetitorio di chimica (parte I) e nel 1932 la quindicesima edizione del Ripetitorio di chimica (parte II).
Nel 1896 Gabriele Tassinari si trasferì a Perugia per insegnare nel locale Istituto Tecnico ed infine, a fine 1897, si sistemò definitivamente a Genova, dove continuò a fare il professore, presumibilmente, fino al 1923.
La vita di Gabriele Tassinari e della sua famiglia trascorse serenamente fra Genova, Castel Bolognese e la campagna di Solarolo, finché non scoppiò la prima guerra mondiale. Il figlio Giacomino, studente di Fisica, partì volontario, rimase più volte ferito e morì all’Ospedale di Genova il 14 ottobre 1918 a causa dei gas respirati qualche mese prima in battaglia. I coniugi Tassinari, che già durante il conflitto si erano prodigati in molte opere di assistenza civile, spesero gli ultimi anni della loro vita onorando la memoria del figlio caduto, pubblicando anche un opuscolo contenente fotografie e lettere di Giacomino.
Nel 1923, dopo aver lasciato l’insegnamento, Gabriele si trasferì a Faenza dove, nell’ottobre del 1925, pose fine drammaticamente alla sua esistenza. Maria Veneziani morì il 20 ottobre e Gabriele, non reggendo al distacco, il giorno successivo, subito dopo il funerale della consorte, si suicidò.
Il disegno suicida non fu dettato da un raptus, ma era stato concepito vari anni prima, come si può ben intuire dal testamento di Gabriele scritto il 26 novembre 1923, del quale si riportano alcuni significativi passi:
“Oggi mentre sono ancora in pieno possesso delle mie facoltà mentali scrivo qui il mio testamento. Istituisco erede universale la mia cara ed amatissima moglie Maria Giulia Tassinari nata Veneziani.
Le lascio il mio fondo denominato “Scala” sito in Comune di Solarolo in Vicolo Rosario (che consta di tre appezzamenti della estensione totale di ettari 10 circa) […]
Prego caldamente la mia ottima Maria di farmi il funerale più modesto che si può, senza preti, senza fiori e senza lapidi.
Se poi dovessi avere la grande disgrazia di sopravvivere a questo angelo di donna, e sarà certo per poco, allora voglio che il Fondo Scala sopra descritto vada all’Asilo Infantile Camerini di Castel Bolognese in pro dei figli del popolo ad onorare la memoria sacra del nostro Giacomo. In caso di rifiuto subentri la Congregazione di Carità di Castel Bolognese”
Nel testamento sono contenute disposizioni anche sul denaro posseduto da Gabriele e sulle bestie bovine ed equine presenti nella stalla del Fondo Scala. Il denaro doveva servire alle spese di ultima infermità e dei funerali della consorte Maria nonché al trasporto e alla tumulazione di Gabriele “nella fossa comune dello stesso cimitero senza lapide od altro segno” ed infine all’eventuale mantenimento di un’anziana cognata di Roma; il denaro rimasto dopo queste spese doveva essere equamente diviso fra uno studente di Genova (probabile pupillo di Gabriele), una nipote della moglie dimorante in Roma e il Direttorio del Partito Nazionale Fascista di Castel Bolognese.
Su quest’ultimo punto Gabriele Tassinari, poco prima della morte della moglie probabilmente già inferma, opererà una modifica, con codicillo olografo datato 6 settembre 1925, nel quale non troviamo più il lascito al PNF di Castel Bolognese. E’ una modifica assai significativa, dato che Gabriele, nell’ottobre del 1923 era stato nominato assessore nella prima amministrazione fascista del paese: è probabile che dopo l’omicidio Matteotti e la piega violenta presa dal regime egli si fosse allontanato dal partito.
Dopo la morte di Gabriele, che sopravvisse alla moglie, seppur per poche ore, il podere Scala passò in eredità all’Asilo Infantile Camerini di Castel Bolognese, che, per onorarlo, aggiunse alla propria denominazione, che ricordava il duca Silvestro Camerini, anche il nome di Gabriele Tassinari. La denominazione è stata “ereditata” dalla Scuola per l’Infanzia (già Scuola Materna) Camerini-Tassinari.
Il Comune di Castel Bolognese volle ricordare la memoria del munifico cittadino intitolandogli, nel Dopoguerra, anche l’omonima via che congiunge via Matteotti a viale Pascoli.
Gabriele Tassinari, contrariamente a quanto previsto dal testamento, riposa tuttora nel cimitero di Castel Bolognese, in una tomba situata a fianco a quella del figlio Giacomo, su cui è stata posta una lapide recante la seguente iscrizione:

Discendente da famiglia paesana illustre per studi scientifici
Onorò del suo insegnamento le Scuole d’Italia
Patriota fervente, cittadino generoso senza ostentazione
Fu tutto per le vittime della guerra europea
A la patria diede in olocausto l’unico figlio adorato
Accorato per la morte dell’affezionata consorte
Volle seguirla dopo brevi ore nella tomba
Legando con atto magnanimo ogni sua sostanza
All’Asilo Infantile Camerini
L’amministrazione dell’Istituto
In segno di riconoscenza volle
Associarne il nome a quello del benefico fondatore
Ed additarne ai posteri il nobile esempio

Andrea Soglia

Bibliografia:
Arturo Frontali, Andrea Soglia, Tassinari miei…, storia di una famiglia di scienziati romagnoli, Faenza, Tipografia Faentina, 2012

La tomba di Gabriele Tassinari nel cimitero di Castel Bolognese

La tomba di Gabriele Tassinari nel cimitero di Castel Bolognese

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