Girolamo Pallantieri

Difficile sapere se questo Girolamo Pallantieri, che sarebbe stato un Minore Conventuale sia esistito. Di lui abbiamo un unico riferimento nella vita del Venerabile Girolamo Vescovo di Bitonto scritta dal Guastamacchia, che così riferisce:

“Entrò (Girolamo Vescovo di Bitonto n.d.r.) nell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, ove col mutar dell’abito mutò il nome di battesimo, Bernardino, in quello di Girolamo, in memoria di uno zio dello stesso nome e confratello in religione”.

Può darsi che, invece, il Frate Novello avesse voluto prendere il nome dell’allora già famoso Girolamo, sacerdote e scrittore. Tale ipotesi, tuttavia, colliderebbe con la notizia data dal Guastamacchia della scelta del nome per onorare la memoria di uno zio dello stesso nome e confratello in religione. Questo significherebbe che tal zio, oltre ad essere stato Minore Conventuale, al momento della vestizione del futuro Vescovo, cioè nel 1547, era già morto.

Nessuna notizia però, finora, ha portato alla luce in Castel Bolognese un Girolamo Pallantieri conventuale in quell’epoca. Si potrebbe obiettare che il Guastamacchia, Minore Conventuale di Ruvo di Puglia, scrive nel 1961 forse riferendo voci e tradizioni bitontine; egli invece si basa sulla travagliosa vita di fra Hieronimo Pallantieri, manoscritto anonimo del XVI secolo conservato nell’archivio dell’Ordine dei Minori conventuali in Roma, scritta probabilmente mentre il santo Vescovo era ancora in vita, che appare assai circostanziata e ricca di notizie, spesso sconosciute dai tradizionali scrittori di biografie di illustri castellani: Garavini, Emiliani e Diversi. Lascio, per ora, il dubbio, in attesa che esso sia risolto con la scoperta di nuovi documenti.

Paolo Grandi

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