I Pallantieri di Castel Bolognese

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Stemma della famiglia Pallantieri (disegno a penna del prof. Fausto Ferlini di Castel Bolognese, riprodotto da: A. Garavinus, “De viris illustribus ac statu rerum Castri Bononiensis”, Bononiae 1608, pag. 129).

La tradizione vuole che questa famiglia, assieme ai Ginnasi, ai Pantaluppi ed ai Bragaldi, fosse tra le prime colonizzatrici del nuovo Castello voluto e fondato dai bolognesi nella seconda metà del XIV secolo. Addirittura il Giordani nella sua Cronichetta di Castel Bolognese, afferma che queste famiglie dal cognome ellenizzante facessero parte di una colonia greca stanziatasi nei territori attorno Castel Bolognese ai tempi della colonizzazione italica (750-550 a.C.) che, oltre ad aver lasciato traccia di sè in alcuni toponimi (es.: Tebano), sarebbero state le prime residenti del nuovo Castello. Di certo, i Pallantieri si stabilirono molto presto a Castel Bolognese poichè troviamo tal Alberico di Ettore Pallantieri di Castel Bolognese che in Lugo, il giorno 26 giugno 1408 (cioè ad appena vent’anni dalla fondazione del Castello) è presente fra i testimoni d’un contratto di compravendita di un terreno. Nella Biblioteca Comunale di Faenza ho reperito addirittura un albero genealogico, scritto di pugno dallo storico Rossini all’interno di una schedina riferentesi a don Battista Pallantieri, che ricostruisce due ceppi, di Mengo e di Giacomo, risalenti alla fine del secolo XIV e provenienti da Casanola.

Pur senza essere mai stata elevata alla nobiltà, la famiglia Pallantieri è sempre ricordata come Illustre o Nobile, forse per i personaggi che nel corso di due secoli illuminarono la sua storia: Giovanni Francesco (1470?-?) capitano di ventura e difensore di Castel Bolognese dall’attacco dei Guasconi; Alessandro (1505-1571) celebre giurista e Governatore di Roma; Caterina, sorella di quest’ultimo e madre del Card. Ginnasi; Carlo (1525?-?) che eccelse nell’arte militare e fu a servizio di vari Principi Italiani; Alessandro (1550?-1610) fondatore del Collegio Universitario Pallantieri a Bologna; Girolamo di Filippo (1510-1591) teologo ed elegantissimo poeta arcadico, parroco dapprima al Borello (1564) indi Arciprete di Castel Bolognese dal 1571 al 1591; Girolamo di Carlo, (1533-1619) Minore Conventuale, apprezzato teologo e Vescovo di Bitonto; Gian Paolo (1540?-1606) come il precedente Minore Conventuale e Vescovo di Lacedonia; Giovanni Battista (?-1623?) che fu parroco di Mazzolano, Girolamo di Baldassarre, oratore sacro (1623-1685) ed altri ancora. Difficile tracciare un completo albero genealogico della famiglia, che si estingue a Castel Bolognese con Colomba e Giovanni Francesco verso la fine del XVIII secolo, in quanto già nel secolo XIV si incontrano Pallantieri abitanti a Imola e a Bologna; agli inizi del XVII secolo poi essa era già sparsa per l’Italia, così come difficile è spiegare i motivi della improvvisa povertà in cui vennero a trovarsi i suoi componenti dopo la morte di Alessandro, il fondatore del Collegio. La loro casa, a Castel Bolognese, comprendeva una serie di edifici posti sulla via Emilia, verso valle, facenti angolo con la via Roma Nuova, oggi via Costa e prolungandosi sull’odierna via Pallantieri, un tempo via Gattamarzia, comprendendo il palazzo oggi di proprietà Biancini che reca in facciata alcune finestre, tamponate, di severo stile quattrocentesco. Della stessa impronta sono le colonne del portico sulla via Emilia ed alcune sale con bella volta ad ombrello poste al piano terreno, oggi occupate da un ristorante. Un palazzo Pallantieri, inoltre, fu inglobato nel monastero delle Domenicane e, fino agli anni trenta di questo secolo, palazzi e monastero erano uniti da un volto gettato sopra la Via Costa. Il complesso poi incorporava anche la chiesa del Rosario Vecchio, che conservava una effigie della Madonna, attribuita a Giovanni da Riolo, oggi venerata nella chiesa di San Petronio assieme ai quindici ovali rappresentanti i Misteri del Rosario, ordinati per conto della Confraternita del Santo Rosario da Achille Pallantieri. La famiglia inoltre possedeva i sepolcreti nella chiesa di San Francesco che più volte beneficiò.

Già in un rogito del 1477 compare un Giovanni Battista Pallantieri, farmacista; la sua bottega era senz’altro sotto il portico della via Emilia nelle proprietà di famiglia ed in essa il notaio castellano Babone Ramberti usava spesso rogare i suoi atti. Giovanni Battista era anche proprietario di terreni all’Anconata ed a Campiano, questi ultimi venduti nel 1487. In un rogito del 1479 appare invece Giovanni Pallantieri, proprietario di una drapperia presso il cimitero della chiesa di San Francesco; nel 1481 è indicato come Massaro del Comune. Non solo stoffe commerciava il Pallantieri se in un atto del 23 agosto 1483 vende ben ventimila mattoni di cotto e duecento corbe di calcina a Pietro da Milano per l’erigenda nuova rocca di Castel Bolognese. Anche Giovanni possedeva terreni nella parrocchia di Casalecchio, presso il canale. Pietro Pallantieri o Pietro Paolo, fu Giorgio è ricordato in un rogito del 1480; lo stesso è detto dell’Anconata in un successivo strumento del 1496; probabilmente così era nominato per i suoi possedimenti terrieri, presso il Senio, in quella località. Altri terreni egli possedeva a Biancanigo. Un Achille Pallantieri, notaio di Castel Bolognese, compare per la prima volta in un rogito del 1503.

Accanto a costoro, altre famiglie col medesimo cognome e con diversa estrazione sociale vivono a Castel Bolognese: è un Pallantieri il muratore incaricato dal Comune nel 1515 di eseguire alcuni lavori alle Porte civiche e di togliere i merli dalle mura del Castello per costruirvi i bordonali. Dall’esame dei registri parrocchiali, che cominciano nella seconda metà del secolo XVI, si possono individuare diciotto ceppi, alcuni dei quali lasciano flebili tracce, mentre solo di tre possiamo vedere rami successivi: la famiglia di Giovanni o Giovannino (1565?) che attraverso il figlio Giacomo (1607) darà notizie fino al 1662 con la nascita di Maria; la famiglia di Alessandro detto il Bursino (1575?), il cui secondogenito Fabrizio (1606), sposo di Lucrezia battezzerà la figlia Bianca nel 1636 senza lasciarci altre notizie e, da ultimo Ludovico (1567?) sposo di Diambra Mezzamici. Suo figlio Torquato (1599), sposo di Antonia avrà nove figli; di questi Ludovico (1641), sposo di Laura, è il padre di Pietro Lamberto (1679) che sposato a Maria Caterina Marcolini avrà dieci figli. Di questi sono presenti a Castel Bolognese, nella loro casa sulla via Emilia, alla benedizione pasquale del 1746 solo Alessandro (1706) e Laura (1718). Alessandro sposa Gerolama, ed avrà quattro figli, l’ultimo dei quali Giovanni Francesco nel 1771, dopodichè la famiglia si estingue in Castel Bolognese; parimenti, in Bologna si estingue con la morte di Colomba nel 1819.

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Castel Bolognese, Via Emilia: le Case dei Pallantieri.

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Castel Bolognese, Via Pallantieri già via Gattamarzia: le Case dei Pallantieri

Paolo Grandi

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