Mons. Alessandro Pompignoli (1920-2005)

 In memoria di Mons. Alessandro Pompignoli (Don Sandrino)

“Il mio bene è stare vicino a Dio nel Signore ho posto il mio rifugio”

Alessandro Pompignoli è nato a Brisighella il 1° ottobre da Giovanni e Alpi Anna ed è entrato in seminario a Faenza nel 1932 dopo aver frequentato l’asilo parrocchiale, la scuola comunale e aver partecipato alla vita della parrocchia come chierichetto e fanciullo di Azione Cattolica.
Già orfano di padre, Don Sandro ha celebrato la 1^ S. Messa a Brisighella il 23 luglio 1945 sotto lo sguardo commosso della mamma Anna perché la vocazione e il sacerdozio erano frutto anche della sua fede e della sua preghiera.
Don Sandro, dopo un breve tirocinio di cappellano presso la chiesa parrocchiale di Fontana, dal 1946 fu chiamato a svolgere il servizio di cappellano nell’ospedale di Castel Bolognese e della Casa di Riposo, e di collaboratore alla parrocchia di San Petronio a fianco degli arcipreti che si sono via via succeduti nel tempo.
Castel Bolognese ben conosce le tonalità della carità pastorale di Don Sandrino: la sua disponibilità all’ascolto, l’incoraggiamento, il consiglio, la consolazione che nascono dalla parola di Dio, insieme ai doni sacramentali del perdono dell’Eucarestia. Solo Dio invece riuscirà a contare i gesti di carità che Don Sandrino ha disseminato in sessant’anni di sacerdozio: il sorriso ai bambini, la parola ai giovani, la visita ai malati, il conforto ai provati dalla sventura, la tenerezza per gli anziani, la generosità per le missioni e la premura per le istituzioni della Chiesa.
E soprattutto la preghiera.
Questo servizio di intercessione l’ha innalzato ogni giorno al cuore di Dio per i vivi e per i defunti, non solo nella Messa ma con l’amata preghiera del Rosario.
Si sa che Don Sandro ha fatto della devozione a Maria il fulcro del suo Ministero.
Per un brisighellese la devozione a Maria è legame affettuoso e profondo con la Madonna delle Grazie a maggio e la Madonna del Monticino a settembre, alle quali si devono aggiungere una sua devozione di casa alla Madonna dell’Aiuto come castellano di adozione, verso l’Immacolata. Anche a lui, come ai suoi quattro compagni della 1^ Messa, furono rivolte le parole dell’omelia: “Salute a voi, fiori elettissimi, sbocciati nel giardino della Chiesa, a rallegrare col vostro profumo la grande vigna del Signore”. Si, salute a te, Monsignore, hai veramente rallegrato col tuo profumo e i tuoi frutti la grande vigna del Signore.
Maria, la mamma di Gesù, assieme a San Giuseppe e ai tanti Santi di cui fosti devoto, ti guidi nell’intimità del suo Figlio.

Nato 1 ottobre 1920                         Morto 16 ottobre 2005

Testo e fotografia tratti dalla memoria funebre distribuita il giorno dei funerali in San Petronio.

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