Angelo Minardi (1913-2008)

Angelo Minardi assieme alla moglie in viaggio a Lourdes nel 1988

Angelo Minardi assieme alla moglie Alfreda Zauli (1914-2014) in viaggio a Lourdes nel 1988

La scomparsa del maestro Angelo Minardi

Angelo Minardi, spentosi il 4 settembre scorso all’età di 95 anni, ha avuto un risalto particolare nella scuola elementare di Castel Bolognese nel dopoguerra. Personalità dotata di diverse attitudini e capacità, licenziato dalla scuola “Alberghetti” di Imola nel 1931, lavorò fino al 1935 come operaio alla Weber di Bologna. Nel 1936 si diplomò all’Istituto magistrale di Forlimpopoli. Nell’anteguerra ebbe incarichi d’insegnamento, in particolare di educazione fisica, in corsi per adulti e di avviamento professionale e nelle scuole medie della provincia. Nel 1948 vinse il concorso magistrale a Forlì e, dopo un anno di servizio in sede disagiata, fu trasferito nel 1949 a Castel Bolognese capoluogo, ove rimase fino al congedo avvenuto nel 1977. Ha sempre creduto nella sua professione, distinguendosi per il rigore dell’impostazione didattica e per l’attenzione ai risultati ottenuti dai suoi alunni nella scuola e nella vita. Apparteneva pienamente alla generazione del “maestro unico”, a cui molti oggi vorrebbero fare ritorno. Gli è stato riconosciuto un onorevole servizio alla scuola anche per l’intensa ed efficace attività svolta, dal 1949 al 1961, nella direzione tecnica ed amministrativa della refezione di Castel Bolognese e per altri incarichi nell’ambito del Patronato scolastico. Nel 1995 gli è stata conferita dal Presidente Scalfaro l’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica. Non fu inoperoso nemmeno negli anni della pensione. Molti di noi lo ricordano per la diligenza e la scrupolosa precisione profuse nella rilegatura di libri e di stampe presso il convento dei Cappuccini fino alla chiusura di questo avvenuta nel 1984 e nel corso di rilegatura di cui ebbe l’incarico nel 1987 dall’Amministrazione Comunale. Nello stesso periodo collaborò alla pubblicazione della prima guida di Castel Bolognese, realizzando con perizia una pianta topografica a colori del centro cittadino e del forese. Nel 1994 consegnò all’arciprete Dall’Osso un’ampia documentazione, raccolta e rilegata con la meticolosità di sempre, relativa alla chiusura del Convento e destinata all’archivio parrocchiale.

S.B.

Testo tratto da: “Il Nuovo Diario Messaggero” del 13 settembre 2008

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