Nasce a Castel
Bolognese (RA) il 6 aprile 1882 da Domenico e Antonia Ortolani, sindacalista e
giornalista. Cresce in una famiglia di modeste condizioni economiche che aveva dato il suo
contributo di sangue alle lotte risorgimentali ma che contava anche uomini di chiesa. Il
padre è un internazionalista, passato come tanti altri della sua generazione dal
mazzinianesimo al socialismo bakuninista, amico in gioventù di Andrea Costa prima della
sua elezione a deputato. Come militante anarchico non è molto attivo, ma ha solide
convinzioni ed è sempre pronto alla solidarietà verso i compagni perseguitati dalla
polizia. Sotto linfluenza dellambiente familiare e dei compagni del padre,
particolarmente numerosi nel paese natale, B. diviene anarchico in giovanissima età. La
sua prima educazione politica avviene attraverso lavida lettura di libri, opuscoli,
giornali internazionalisti e anarchici che il padre conserva in casa in un vecchio
armadio, e che lo mettono ancora adolescente a conoscenza degli "sviluppi dei
movimenti di avanguardia in Italia, le loro origini, le loro crisi, le persecuzioni a cui
erano stati soggetti". Altri libri e giornali riceve dal vecchio internazionalista
faentino Serafino Mazzotti, intimo amico di Bakunin e testimone dei suoi ultimi anni alla
Baronata e a Berna. Decisiva per la sua formazione è però soprattutto
"LAgitazione", il settimanale anarchico fondato nel 1897 ad Ancona da E.
Malatesta. Dalle colonne del giornale Malatesta svolge una serrata polemica con il
socialismo legalitario marxista, ma anche contro le deviazioni individualiste
dellanarchismo e contro il revisionismo di Francesco Saverio Merlino.
Limpronta malatestiana si rivelerà determinante per la successiva evoluzione
politica di B. che a quella lezione si manterrà poi sostanzialmente sempre fedele,
aldilà delle scelte diverse e delle tante svolte compiute nelle varie fasi della sua
vita. Nel 1898, a soli 16 anni, per vedere di persona Malatesta e sentirlo parlare, fugge
da casa e si reca ad Ancona dove riesce ad assistere al processo a suo carico. Lo stesso
anno prende parte ai moti per il pane che si svolgono a Castel Bolognese come in molte
altre località italiane, assaltando i forni e lanciando sassi contro i carabinieri,
assieme ad una folla esasperata e affamata. Dopo i moti, per meglio sfuggire alla polizia,
si reca a Imola e poi a Bologna, dove a distanza di poco tempo si trasferiscono
definitivamente anche i genitori. Lavora come lavapiatti in una bettola e integra gli
studi già compiuti di elettrotecnica assistendo ai corsi dellUniversità Popolare.
Dopo il regicidio prende pubblicamente posizione a favore di Bresci ed è per questo
costretto a rifugiarsi per qualche tempo nelle campagne del paese natale. Rientra a
Bologna nel marzo 1901, approfittando del nuovo clima instaurato dal ministero
Zanardelli-Giolitti, e rapidamente si impone come uno degli esponenti di maggior rilievo
del movimento anarchico in Emilia-Romagna. A lui soprattutto si deve la riorganizzazione
locale del movimento con la ricostituzione di un vero e proprio Gruppo a Bologna. Dotato
di notevoli qualità oratorie, inizia a parlare nei comizi e partecipa a manifestazioni
nella regione. Attivamente impegnato nella campagna antimilitarista, nel 1902 viene
arrestato per avere in una manifestazione incitato alla renitenza alla leva. E la
prima di una lunga serie di mandati di cattura, arresti, processi, condanne e
carcerazioni, destinati a ripetersi con cadenza quasi annuale per tutta lepoca
giolittiana.
Nel suo curriculum non mancano anche alcune clamorose fughe dalle mani della
polizia, come quella di cui si rende protagonista il 23 ottobre 1905 mentre viene
trasferito alle carceri di Faenza da Castel Bolognese, dove era stato arrestato la sera
precedente durante le vivaci proteste seguite alla interruzione, da parte del delegato di
P.S., di una conferenza del repubblicano Pirro Gualtieri di Cesena. Nel maggio 1906 è
chiamato a Ravenna a dirigere il settimanale "LAurora", in precedenza
redatto da Domenico Zavattero. Sul giornale, prendendo spunto da una conferenza tenuta a
Ravenna da Libero Tancredi, pubblica tra laltro una serie di articoli teorici
raccolti poi nellopuscolo Il nostro e laltrui individualismo (1907). Si
tratta di un testo di notevole importanza per stabilire quali siano allinizio del
secolo le sue concezioni teoriche. Da un lato lautore sostiene lestraneità
degli individualisti stirneriani dal movimento anarchico, ma al tempo stesso prende le
distanze anche dai tentativi di dare al movimento stesso una struttura organizzativa
stabile e permanente, restando quindi allinterno della tradizione del comunismo
anarchico antiorganizzatore, allepoca ancora maggioritario nel movimento anarchico
italiano. Per B. è necessario armonizzare lazione individuale con quella
organizzata collettivamente. Egli respinge le posizioni di quegli anarchici organizzatori
che portano alle estreme conseguenze il metodo organizzativo, sfociando in forme a suo
avviso dogmatiche e autoritarie. Ma se le diversità con costoro si pongono semplicemente
sul piano dei metodi di lotta, essendo identico il fine ultimo, B. sottolinea a più
riprese la sua totale contrapposizione alle concezioni individualiste, dalle quali
"scaturisce unopposta maniera di concepire la vita e la lotta". Identici
concetti vengono da B. esposti nella relazione su Gli anarchici di fronte
allindividualismo stirneriano, inviata al Congresso Anarchico nazionale tenutosi
a Roma nel giugno 1907, e pubblicata su "Il Pensiero". Nel frattempo si fa
promotore di una piccola attività editoriale, la "Biblioteca Lux", la cui
principale funzione è la pubblicazione di opuscoli di propaganda e di stampati
antimilitaristi. Nel luglio 1907 rientra a Bologna e lanno dopo inizia a svolgere
attività sindacale assumendo lincarico di segretario del Sindacato provinciale
edile, autonomo dalla Federazione nazionale e dalla CGdL, organismi entrambi nelle mani
dei riformisti del PSI (terrà lincarico fino al 1910). Si unisce ai sindacalisti
rivoluzionari nella lotta da questi ingaggiata con i riformisti per il controllo della CdL
(lotta che porterà nel dicembre 1912 a una scissione, con la nascita a Bologna di una CdL
riformista separata dalla Vecchia CdL controllata da sindacalisti e anarchici). B. in
questa fase condivide con i sindacalisti rivoluzionari le critiche al socialismo
riformista, il metodo dellazione diretta e lorganizzazione decentrata e
federativa. Sembra individuare nel sindacalismo lapplicazione delle teorie
anarchiche al campo delle lotte operaie, la leva necessaria per arrivare alla società
libertaria. Nel settembre 1909 è arrestato alla stazione ferroviaria di Brescia,
picchiato a sangue per tutta la notte, spostato in cellulare in varie località italiane e
infine rimesso in libertà quando ormai sono passate le tracce della "lezione"
infertagli dalle forze dellordine. Nel 1911 si reca a Piombino per aiutare gli
operai metallurgici e la CdL sindacalista impegnati in una dura vertenza, e ne torna con
unaltra denuncia. Collabora a "LAgitatore" (Bologna, 1910-1913),
insieme a D. Zavattero, Maria Rygier, Giuseppe Sartini e altri. Per un articolo a favore
di Augusto Masetti, che il 30 ottobre 1911 in una caserma aveva sparato al suo colonnello
per protesta contro la guerra di Libia, B. è costretto a fuggire allestero per
evitare larresto.
Si rifugia a Parigi, dove resta per più di un anno.
E un periodo decisivo per la sua formazione culturale e politica, che ne esce
definitivamente sprovincializzata. Si appoggia a Felice Vezzani, di cui diventa intimo
amico, e frequenta gli ambienti della "Bataille syndicaliste", "Les Temps
Nouveaux" di Jean Grave, "Le Libertaire". Entra inoltre in relazione con
Sebastien Faure, Charles Malato, James Guillaume e Amilcare Cipriani. Diventa un fervente
ammiratore del sindacalismo francese, soprattutto del suo rifiuto di subordinare il
sindacato al partito. Nel luglio 1912 si reca in Svizzera per tenere una serie di
conferenze ma viene espulso e torna in Francia. Rientra in Italia alla fine del 1912,
grazie ad unamnistia concessa dal governo per festeggiare la pace con la Turchia.
Aderisce allUnione Sindacale Italiana (creata al Congresso sindacalista di Modena
del 23-25 novembre 1912, in sua assenza), e ne diviene propagandista. Pubblica Fernand
Pelloutier nel sindacalismo francese. E in Italia? (1913), in cui si ricollega
allidea operaistica dellInternazionale bakuniniana e sostiene la necessità
per lanarchismo di legarsi agli interessi specifici materiali delle masse
subalterne. E il periodo in cui le sue concezioni più si avvicinano al sindacalismo
rivoluzionario puro, la sua fase di "empietà operaista" (come la definisce lui
stesso), tanto da sostenere anche polemiche con Malatesta e altri anarchici. Al II
Congresso dellusi (Milano, 4-7 dicembre 1913) presenta unimportante relazione
sullo sciopero generale ("LInternazionale", 4 dicembre 1913), basandosi
sulla sua concreta esperienza di organizzatore operaio e tenendo presente la lezione dello
sciopero generale indetto dallUSMilanese nellagosto precedente, che lo aveva
visto tra i suoi protagonisti . Convive con Ornella Fabbri, unoperaia tipografa che
nel 1914 gli dà un figlio cui viene imposto il nome Comunardo (cambiato dautorità
nel 1918, con sentenza del Tribunale di Bologna, in Patrizio). Si impegna a fondo, e con
un ruolo di rilievo, nella campagna pro Masetti. Durante la Settimana rossa (giugno 1914)
è attivo fra Bologna, Imola e Faenza, cercando di dare uno sbocco insurrezionale allo
sciopero generale. Al termine sfugge per il momento allarresto e viene nominato
segretario di un Comitato nazionale pro ferrovieri con sede a Bologna. Con lo scoppio
della guerra in Europa si spezza lunità dei partiti e delle organizzazioni di
sinistra realizzatasi nel corso delle giornate di giugno. Anche fra i sindacalisti
rivoluzionari fanno breccia le posizioni interventiste. B. si schiera decisamente contro e
nel Convegno nazionale dellusi che si tiene a Parma il 13-14 settembre 1914 è lui
soprattutto a opporsi alle tesi interventiste di Alceste De Ambris. Al termine della
discussione prevale lo.d.g. di Meschi, contrario allintervento, e il vecchio
gruppo dirigente sconfessato presenta le proprie dimissioni. Nei mesi successivi gli
interventisti dellUSMilanese e della CdL di Parma usciranno dall usi e daranno
vita alla uil. La nuova maggioranza dellusi, in cui ormai gli anarchici hanno un
ruolo determinante, sposta la sede nazionale a Bologna e nomina B. segretario generale
dellorganizzazione. Essendo "LInternazionale" rimasto nelle mani
della CdL parmense, B. fonda il giornale "Guerra di Classe", diretto e quasi
interamente redatto da lui, e ne fa il nuovo organo nazionale dellusi. In novembre
viene arrestato per i fatti della Settimana rossa e ritorna in libertà nel gennaio 1915
per effetto di unamnistia. Nel corso del 1915 si trasferisce per breve tempo a
Modena e poi a Piacenza, dove assume incarichi temporanei in leghe e CdL, continuando a
battersi contro la guerra e contro linfluenza dei deambrisiani. Nellaprile
1916 viene internato a Firenze e poi nella vicina Impruneta. Prende parte al Convegno
anarchico clandestino di Firenze del giugno 1916 (chiamato "di Ravenna" sulla
stampa, per depistare la polizia), tappa decisiva nel processo di riorganizzazione del
movimento. Verso la fine del 1916, dopo una lunga sofferenza, muore di tubercolosi la sua
compagna. Nel periodo successivo a Caporetto B. è trasferito a Isernia. Per tutto
linternamento riesce a mantenere i contatti con lUSI e il movimento anarchico,
prima attraverso alcuni ferrovieri, poi anche tramite Virgilia DAndrea, che diventa
la sua fedele compagna di vita e di lotta. Entrambi, insieme al piccolo Comunardo, sono
colpiti dallepidemia
di spagnola e rischiano seriamente di morire, ma
riescono a salvarsi grazie anche allaiuto dei compagni e della famiglia del padrone
di casa. Nel dicembre 1918 B. è liberato dallinternamento. Dopo un giro di
propaganda si trasferisce a Firenze, poi nel gennaio 1919 a Bologna. Terminata la prima
guerra mondiale si apre un periodo estremamente convulso e drammatico nella vita del
paese, caratterizzato da due anni circa di agitazioni e scioperi che danno la sensazione
che la rivoluzione proletaria sia imminente, a cui seguono invece altri due anni di
montante reazione fascista, il cui sbocco sarà lascesa al potere di Mussolini. Di
questo periodo B., nella sua duplice qualità di leader anarchico e soprattutto di
segretario dellUSI, sarà indiscutibilmente un protagonista di primo piano. Durante
il Biennio rosso si assiste a una impetuosa crescita di tutte le organizzazioni del
movimento operaio, dai sindacati ai partiti e ai movimenti. LUSI (che nel 1913 aveva
circa 100mila aderenti) alla fine del 1919 supera i 300mila iscritti, destinati a crescere
ulteriormente nellanno successivo. Anche gli anarchici, che vedono notevolmente
ingrossare le proprie file, si riorganizzano in Federazioni provinciali e regionali e poi,
al Congresso di Firenze dellaprile 1919, nella UCAI. Numericamente molto superiori
sono però i numeri degli iscritti, rispettivamente, alla CGdL e al PSI. In prima linea in
tutte le agitazioni, gli anarchici sono consapevoli dei rapporti di forza, e del fatto i
socialisti sono determinanti per potere dare lauspicato sbocco rivoluzionario alla
crisi del dopoguerra. Al miglioramento dellatteggiamento degli anarchici nei
confronti dei socialisti contribuisce anche il comportamento mantenuto dal PSI nel corso
della guerra, e il peso determinante che allinterno del partito sembrano assumere i
massimalisti a scapito dei riformisti. Gli anarchici premono perciò per un accordo con i
socialisti, che talvolta si realizza nei fatti a livello di base, ma non viene mai
formalizzato. In breve nascono e si approfondiscono invece i dissidi, a causa
dellatteggiamento dilatorio dei socialisti in tutte le più importanti agitazioni
del periodo, dai moti del carovita del giugno-luglio 1919 agli scioperi e eccidi della
primavera 1920, dalla rivolta di Ancona alla occupazione delle fabbriche sempre nel 1920.
Nel dicembre 1918 B. si oppone alla proposta di fare confluire lUSI nella CGdL.
Propone, in alternativa, lo scioglimento delle leghe e la convocazione di una costituente
sindacale, facendo nascere un nuovo organismo eletto dalla base, ma la CGdL rifiuta.
Nellaprile 1919, dopo lincendio dell"Avanti!" da parte dei
fascisti, propone la formazione di un comitato rivoluzionario formato da 5 membri in
rappresentanza di USI, CGdL, PSI, UAI e SFI. Viene arrestato con lintero C.Centrale
dellUSI, precauzionalmente, prima dello "scioperissimo" del 21 luglio
1919. Al III Congresso dellUSI (Parma, 20-22 dicembre 1919) una particolare
attenzione viene dedicata ai Consigli di Fabbrica, a cui si dà ladesione con
lavallo di B. che garantisce sullo spirito rivoluzionario del movimento torinese.
Viene deciso lo spostamento della sede centrale a Milano, dove poco dopo B. si
trasferisce. Prende parte con un ruolo di rilievo al Congresso di Bologna della UAI (1-4
luglio 1920), appoggiando Maurizio Garino, relatore sui Consigli di Fabbrica, contro la
diffidenza di molti compagni . Si differenzia inoltre dalla maggioranza manifestando
parere favorevole a dare una eventuale adesione alla III Internazionale nel caso arrivi un
invito in tal senso (mentre altri in campo anarchico, da tempo, hanno iniziato a
denunciare linvoluzione autoritaria della rivoluzione russa). Alcune sue
dichiarazioni di questo periodo, di entusiasmo per quanto sta avvenendo in Russia e
addirittura favorevoli al concetto della dittatura del proletariato (sia pure dando al
termine la valenza politica di "rivolta di tutta la classe operaia contro il
privilegio borghese" e di "soppressione del parlamentarismo per
listituzione del Soviettismo"), lasciano del resto pensare che egli abbia
attraversato una fase, se non di vera e propria infatuazione, almeno di incertezza nei
confronti del bolscevismo, salvo ricredersi abbastanza in fretta. Collabora al quotidiano
"Umanità Nova" e sostiene, dalle colonne di "Guerra di Classe", una
polemica con Amadeo Bordiga e "Il Soviet". Nellestate 1920 ha
loccasione di recarsi in Russia, invitato a prendere parte al Congresso di
costituzione dellInternazionale dei Sindacati Rossi. Partito la sera del 22 luglio,
dopo un viaggio estremamente tortuoso e avventuroso sotto falso nome (le cui motivazioni
non sono chiare, in quanto risulta essere in possesso di un regolare passaporto), arriva a
Pietroburgo il 14 agosto, quando il Congresso sindacale si è già concluso da una
settimana. Partecipa a titolo informativo alle riunioni di un Comitato dellISR
appena costituito, ma si trova in parziale dissenso. Incontra Zinoviev e Lenin, ma anche
lanarco-bolscevico Victor Serge e Kropotkin, che muovono critiche nei confronti
dellindirizzo preso dalla rivoluzione. Secondo quanto B. racconta nel suo libro di
memorie, ha uno scontro con Bucharin e non aderisce allISR. Ripartito per rientrare
in Italia, viene raggiunto dalla notizia delloccupazione delle fabbriche e affretta
per quanto possibile il suo viaggio, giungendo a Verona il 16 settembre, quando però il
movimento volge al termine. Tiene comizi a Milano, Sestri e Verona incitando a non
abbandonare gli stabilimenti. A nome dellUSI rifiuta la proposta governativa di un
rappresentante nella commissione di controllo operaio (a differenza dei socialisti). Il 13
ottobre viene arrestato, in esecuzione di un mandato di cattura emesso il 20 luglio.
Passata la fase offensiva del movimento operaio, sembra venuto il momento per fare pagare
ai rivoluzionari la grande paura provata dalla borghesia. Poco dopo vengono arrestati
anche Malatesta e altri 20 militanti anarchici. Laccusa è "cospirazione contro
lo Stato", "associazione a delinquere" e reati a mezzo stampa e parola. In
seguito alle proteste dellopinione pubblica, i più vengono scarcerati e vengono
derubricati i reati per Malatesta, B. e Quaglino, che restano in carcere. Il processo
ritarda e i tre, su proposta di B., iniziano uno sciopero della fame. Si sviluppano
agitazioni in tutta Italia, la protesta cresce, poi il 24 marzo 1921 una bomba messa da
alcuni anarchici al Teatro Diana di Milano provoca una strage. Immediata è la condanna
dellepisodio da parte di Malatesta e B., ma la strage diventa comunque pretesto per
rappresaglie e arresti, e segna anche la cessazione della campagna in favore degli
incarcerati. Il 26 luglio inizia il processo, difensore F.S. Merlino. Grazie anche alla
brillante autodifesa di Malatesta e B., gli imputati vengono assolti. Quando esce dal
carcere, B. trova un clima politico radicalmente mutato. Dilaga lo squadrismo fascista e
il movimento operaio è costretto sulla difensiva. Un elemento di novità è rappresentato
dalla comparsa sulla scena politica del PCDI, nato a Livorno il 21 gennaio 1921. Emerge in
piena luce il dissidio ideologico tra anarchici e comunisti, essenzialmente sulla
valutazione della rivoluzione bolscevica, ma anche sul ruolo del sindacato nel processo
rivoluzionario e sul rapporto con il partito. Mentre B. è in carcere una delegazione
dellUSI, nel luglio 1921, firma a Mosca un documento di unità coi comunisti e di
adesione allISR (sola condizione, che resti indipendente dallInternazionale
Comunista). B. sconfessa subito loperato della delegazione e annulla ladesione
allISR. Poco dopo, al III Congresso naz. della UAI (Ancona, 1-4 novembre 1921),
riferisce le sue impressioni sulla Russia, sostenendo la trasformazione della rivoluzione
in dittatura dei capi del Partito comunista. Le polemiche allinterno dellUSI
crescono, mettendo a rischio lesistenza stessa dellorganizzazione. Dopo il
Consiglio Generale dellottobre 1921, che pure vede una sua parziale vittoria
(conferma delladesione condizionata allISR, ma rinvio dellaccettazione
di un posto nel Consiglio centrale), B. si dimette dalla segreteria dellUSI e viene
sostituito da Alibrando Giovannetti. In questo modo spera di rasserenare il clima
allinterno dellorganizzazione e di evitare una scissione. Ritiene inoltre di
avere le mani più libere per impegnarsi in conferenze e contradittori con i comunisti.
Nel IV Congresso dellUSI (Roma, 10-13 marzo 1922) avviene la battaglia definitiva.
La corrente favorevole allISR (Nicola Vecchi e Giuseppe Di Vittorio) si trova in
minoranza rispetto alla corrente di B., Giovannetti e Carlo Nencini, che condanna
ufficialmente lISR e la politica comunista. Di fatto, lUSI si divide in due
tronconi. Nellopuscolo Anarchismo e sindacalismo, che riporta il testo di una
conferenza tenuta a Roma il 3 aprile 1922, B. espone chiaramente la sua posizione. Dopo
avere riproposto i principi antiautoritari e antistatalisti, condanna bolscevismo e
comunismo e ribadisce lassoluta indipendenza del sindacato da ogni movimento
politico, compresa la UAI. Lultima decisione di rilievo come dirigente dellUSI
è ladesione allAlleanza del Lavoro, sorta nel febbraio 1922 su iniziativa di
gruppi anarchici e repubblicani romani, e a cui aderiscono tutte le organizzazioni
operaie, salvo quelle controllate dai comunisti. La sconfitta dello sciopero proclamato
per il 1° agosto 1922 sancisce la disfatta del movimento operaio e apre la strada alla
conquista del potere da parte dei fascisti. Poco dopo la marcia su Roma B. lascia
lItalia per Berlino, dove ha luogo il Congresso dellAIT (25 dicembre 1922
2 gennaio 1923), una nuova internazionale sindacale di orientamento
anarcosindacalista e libertario, di cui è uno dei principali fautori. Inizia il lungo
esilio di B., che si protrae per più di 20 anni. A Berlino frequenta il mondo degli esuli
anarchici, soprattutto russi, e si dedica attivamente allorganizzazione
dellAIT. Come suo rappresentante, dopo essersi recato nel 1922 a Parigi, sarà nel
1924 a Santarém in Portogallo, nel 1925 ad Amsterdam e poi a Madrid, sempre attaccando
sia il fascismo che la politica sovietica. Nellestate del 1923 si trasferisce con V.
DAndrea a Parigi, dove per mantenersi svolge lavori saltuari. Lambiente che
trova è profondamente diverso da quello di dieci anni prima. Molti dei rapporti creati
durante il suo primo soggiorno parigino ora si raffreddano, con alcuni per la posizione
favorevole da loro assunta nei confronti della prima guerra mondiale, con altri per
lallineamento al bolscevismo. Pubblica LItalia tra due Crispi. Cause e
conseguenze di una rivoluzione mancata (1924), in cui ricostruisce dal suo punto di
vista gli avvenimenti del "Biennio rosso" e traccia un bilancio dellazione
delle varie forze della sinistra italiana in quegli anni. La sua preoccupazione principale
è quella di riorganizzare il movimento anarchico, superando le divergenze tra
individualisti, antiorganizzatori e organizzatori, e mantenendolo fuori dalle alleanze, in
particolare con i comunisti. In breve tempo diffida anche delle "Avanguardie
garibaldine", e prende le distanze da quegli anarchici che si lasciano irretire nella
provocazione di Ricciotti Garibaldi, nipote del generale, che daccordo segretamente
con il governo fascista propone di organizzare una spedizione armata in Italia per
compromettere quanti più antifasisti è possibile. La vicenda costituisce un duro colpo
per la credibilità dellintero movimento libertario italiano esule in Francia, e
sarà fonte di polemiche e lacerazioni dolorose trascinatesi in qualche caso per decenni.
Sul fronte unico proletario B. dissente da
Malatesta (che è invece favorevole), perché a suo avviso non viene tutelata
lautonomia del movimento anarchico. Alla fine del 1926, invitato dal periodico
sindacalista di New York "Il Proletario" a tenere alcune conferenze, lascia
Parigi e riesce a entrare negli Stati Uniti. Poco dopo lo segue V. DAndrea, e nel
1932 il figlio Comunardo (detto Nardo). Trova gli emigrati italiani in grande
maggioranza simpatizzanti per il fascismo, e il movimento anarchico disorganizzato. Si
stabilisce a New York, ma viaggia in tutti gli Stati tenendo innumerevoli conferenze che
rivitalizzano il movimento e contribuiscono notevolmente a far conoscere allopinione
pubblica la verità sul fascismo. Si lega strettamente al gruppo che pubblica
"LAdunata dei Refrattari" a Newark, N.J., di tendenza antiorganizzatrice.
Diventa sempre più critico nei confronti del sindacalismo e si mostra tenace oppositore
di ogni alleanza, sia con le correnti dellantifascismo democratico, sia soprattutto
con i comunisti (Gli anarchici e le alleanze antifasciste, 1927). Per questo entra
spesso in polemica con altri gruppi anarchici che si muovono su una diversa prospettiva
politica, in particolare la corrente che fa riferimento a "Il Martello" di Carlo
Tresca. Pubblica il libro Mussolini in camicia (1927), che suscita molto scalpore e
ha una grande diffusione, con numerose traduzioni. La polizia italiana chiede fin dal suo
arrivo negli Stati Uniti larresto e la deportazione di B., e vi sono continue
pressioni dellAmbasciata italiana sulle autorità americane. Nel giugno 1927 subisce
un primo arresto durante la campagna per Sacco e Vanzetti, ma viene rilasciato dietro
cauzione (si forma un Comitato pro-B. e la stampa americana dà ampia risonanza al caso).
Nellaprile 1930 la polizia tenta di arrestarlo durante una conferenza, B. riesce a
fuggire ma un giovane anarchico, Carlo Mazzola, resta ucciso. In seguito è costretto a
vivere in clandestinità sotto il falso nome di Miraglia (peraltro noto alla
polizia). Per anni la sua attività politica deve limitarsi alla pubblicazione sotto
pseudonimo di numerosi articoli, in prevalenza contro il fascismo, e un ciclo di
conversazioni in un Circolo di Brooklyn ogni settimana. Tra i diversi pseudonimi da lui
usati nel corso della sua lunga attività giornalistica, alcuni dei più comuni sono: Vattelapesca,
Armando Vattelapesca, Etimo Vero, Girarrosto, Ihgrob, Il
ciabattino ribelle.
Nel 1933 muore Virgilia DAndrea,
lasciando B. nella disperazione. Negli anni successivi si legherà a Catina Ciullo,
conosciuta nellambiente degli anarchici italo-americani, che diventerà la sua nuova
compagna di vita. Per le sue posizioni politiche che lo espongono a notevoli rischi
- preferisce non partecipare direttamente alla guerra civile spagnola (riceve comunque un
lasciapassare, e le informative della polizia italiana lo danno presente a Barcellona dal
3 aprile al 13 maggio 1937). In Spagna si reca invece il figlio, che si arruolerà nelle
Brigate Internazionali. Nel 1940, in seguito allAlien Registration Act, B.
deve uscire dalla clandestinità. Il 30 novembre viene arrestato e incarcerato insieme ad
alcuni esponenti fascisti. Viene liberato dopo 4 mesi, grazie allintervento di
Arturo e Walter Toscanini e di Gaetano Salvemini, a cui è legato da personale amicizia.
Nel luglio 1944 tenta inutilmente di fare ritorno in Italia avvalendosi del vecchio
mandato di deportazione, ma ottiene un netto rifiuto dalle autorità americane. Può
imbarcarsi solo nellottobre 1945, quando la guerra è finita già da alcuni mesi. In
Italia trova la situazione politica generale molto mutata rispetto allepoca
prefascista. Contribuisce alla difficile riorganizzazione del movimento anarchico
svolgendo una intensa attività. Partecipa a Convegni e riunioni e svolge unazione
di orientamento tramite la pubblicazione di articoli e opuscoli. Conduce una attiva
campagna contro la Costituente e contro le intromissioni della Chiesa nella politica
italiana. Dopo la morte di Malatesta, Fabbri e Berneri, B. è percepito come lultimo
dei grandi leaders storici dellanarchismo italiano, e grande è il suo prestigio. Si
impegna soprattutto nella propaganda orale, con numerosissimi comizi e conferenze, spesso
con contradittorio, in località piccole e grandi di tutte le Regioni, ricevendo ovunque
una calorosa accoglienza e riempiendo sale e piazze. Ben presto però la partecipazione
politica dellimmediato dopoguerra si incanala sempre più verso i grandi partiti di
massa, quando non lascia il posto progressivamente al disimpegno. Le posizioni politiche
di B., che denuncia il connubio socialcomunista con i preti e polemizza contro i miti
unitari, incontrano resistenze. Una interessante testimonianza su questo periodo molto
intenso si trova nel suo libro Conferma anarchica (Due anni in Italia) (1949).
Anche allinterno del movimento anarchico nascono contrasti, per la netta opposizione
di B. a dare al movimento stesso una base organizzativa. Si oppone sia alla ricostituzione
dellUSI , sia allinserimento di norme vincolanti nello statuto della fai. A
sostegno porta lesempio delle vicende spagnole e delle deviazioni burocratiche là
verificatesi. E evidente linfluenza, nel B. del dopoguerra, della realtà
americana in cui è a lungo vissuto, e in particolare dellambiente degli anarchici
italoamericani antiorganizzatori. Del resto, al gruppo dell"Adunata dei
Refrattari" sono strettamente legati anche gli anarchici italiani più vicini a B. e
che difendono le stesse posizioni allinterno del movimento (Pio Turroni, Attilio
Bazzocchi, Gigi Damiani, Italo Garinei e altri). Nel 1948 B. ritorna negli Stati Uniti,
dove resta fino al 1953. Rientra in Italia, dove poi si stabilirà definitivamente, appena
in tempo per partecipare al V Congresso della fai (Civitavecchia, 19-22 marzo 1953). Fa
approvare una sua mozione sulle "basi fondamentali dellanarchismo", in cui
viene ribadito il principio dellantiautoritarismo e la comune opposizione ai governi
di Occidente e Oriente, e viene nominato direttore di "Umanità Nova". Nel 1954
esce il suo libro più noto, Mezzo secolo di anarchia (1898-1945), con prefazione
di Gaetano Salvemini, un testo di memorialistica molto apprezzato anche allesterno
del movimento anarchico. Collabora, sempre con brani di memorialistica, a "Il
Mondo" e "Il Ponte". Dopo lappoggio dato agli insorti della
rivoluzione ungherese del 1956, la linea di ferma opposizione di principio al comunismo
esce attenuata dagli avvenimenti italiani del luglio 1960, a seguito dei quali si ammette
la possibilità di una lotta comune contro la reazione. Nel 1962, dopo il tentato sbarco
di elementi anticastristi appoggiati dalla CIA alla Baia dei Porci, prende le difese del
regime di Castro (Giù le mani da Cuba, "Umanità Nova", 28 ottobre
1962), ricevendo per questo accuse di filocomunismo da una parte dello stesso movimento
anarchico.
Il successivo Congresso della fai
(Senigallia, 7-9 dicembre 1962) accetta la linea di B., che pur denunciando la tendenza
allinvoluzione totalitaria del castrismo, rifiuta anche di schierarsi dalla parte
degli americani e dei reazionari. Nel 1964 si riapre la polemica, a seguito di nuovi
attacchi al regime castrista mossi da esuli anarchici cubani a cui B. (insieme del resto a
una parte consistente dellanarchismo internazionale) nega ogni credito. Riprendono
vigore frattanto nel movimento italiano i tentativi di dare alla fai una struttura
organizzativa e un "Patto associativo" con norme vincolanti per gli associati.
Al Congresso di Carrara (31 ott.-5 nov. 1965) prevale questo orientamento, in contrasto
con le posizioni di B. e della corrente che a lui fa riferimento. B. lascia la direzione
di "Umanità Nova", che viene affidata a Mario Mantovani e Umberto Marzocchi, e
si ritira a vita privata. Dà il suo appoggio alla nascita dei GIA, formati dalla
componente che non condivide la svolta organizzativa della FAI e che per questo attua una
scissione. Muore a Roma, dopo una lunga malattia, il 21 aprile 1968. Per sua volontà, è
sepolto a Castel Bolognese.
FONTI: ACS, CPC, ad nomen; Min.
int., PS, Divis. aff. gen. e riserv., serie G 1 e K1, 1916-26; BLAB, Archivio Armando
Borghi; iisg, Archives.
BIBLIOGRAFIA: Scritti di B.(si riportano
solo le prime edizioni, con alcune eccezioni quando nelle edizioni successive ci sono
modifiche parziali nel titolo e nel testo; sono escluse anche le traduzioni in altre
lingue di opere apparse originariamente in lingua italiana): Il nostro e laltrui
individualismo. Riflessioni storico-critiche su lanarchia, con pref. di Leda
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Rafanelli, Bologna, Tip. Artistica Commerciale, 1908; Fernand Pelloutier nel
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(Gianpiero Landi)