La torre, che era stata costruita nel 1394,
ebbe una nuova campana grossa a partire dal 1718. Di questa sostituzione si parlava già
da anni (1), come appare dalla scrittura privata inserita nei registri
consiliari, contenente le clausole del contratto stipulato il
27 novembre 1717 con Gasparo Landi da Imola, abitante in Cesena.
La vecchia campana grossa, tirata giù dalla torre il 1° dicembre di quellanno, fu
spezzata e depositata presso la segreteria della Comunità. Il suo peso, costituito da
2663 libbre, fu rispettato anche per la nuova.
I lavori di fusione iniziarono il 14 maggio 1718 nel macello pubblico. In quella occasione
ogni fase fu costantemente accompagnata da un rituale religioso culminante con la solenne
cerimonia della benedizione, avvenuta il 29 maggio alla presenza di eminenti personalità
ecclesiastiche.
Il giorno stabilito la Magistratura fece esporre il santissimo nella chiesa parrocchiale
di S. Petronio, pregando larciprete Sebastiano Caglia di recarsi a benedire la
"fornacella", cosa che avvenne sulle ore 16 (2). Fu subito
appiccato il fuoco, che bruciò ininterrottamente fino alle ore 23 circa. (3)
Nel frattempo i molti sacerdoti presenti intonarono vari inni, il "Veni Sancte
Spiritus" e le "Laude" della Vergine. Giunti alla lauda Santa Maria
"fu dallorefice aperto con una longa stanga aperto il condotto corrispondente
alla fornacella, et alla stampa della campana per la quale passava il metallo disfatto, e
lasciandolo andare nella detta stampa, fu in poco tempo, che si direbbe due Credo, colato
il metallo necessario per detta campana e ne restò nel canaletto di sopra più libre
ducento dicianove ad uso dellartefice".
Nei giorni successivi si procedette alla rifinitura e alla pesatura, per la quale venne
chiamato lo "stadiere Sante Alberto Filippi, figlio di Gioseppe Maria", della
parrocchia di S. Giacomo di Lugo".
Il 22 maggio la campana, posta sopra una "treza", venne trainata nella chiesa
del Pio Suffragio da quattro buoi. Essa recava la seguente scritta : "REFUSA
FUIT ANNO DOMINI OCTAVO PONTIFICATUS CLEMENT. XI. PER ILL. IO. CONTOLI CONSUL. ET. ILL.
ALEXAND. GOTTARELLI. ILL. FRANC. GUERINI J. V. D. ET JACOBUS TAXINARI ASSUMPTI DEP. AB.
ILL. COM. C. BONON. ANNO DOMINI MDCCXVIII. GASPAR DE LANDIS COESENAE FUNDEBAT" con i
tre stemmi del Pontefice, del Senato bolognese e della Comunità castellana.
Alla cerimonia della benedizione, avvenuta il 29 maggio, presiedette il card. Ulisse
Gozzadini, vescovo dImola, giunto in paese alle ore 22. Smontato di carrozza davanti
alla casa di Alessandro Gottarelli ed indossata la "cappa magna di rosso", fu
ricevuto dai signori del Pubblico, preceduti da due donzelli e dal segretario. Poi, coi
gentiluomini del suo seguito e con alcuni sacerdoti del paese in abito lungo senza cotta,
si diresse verso la chiesa, ornata per loccasione di damaschi. "... fatta la
genuflessione avanti laltare maggiore, si pose a sedere sopra la sedia sopra il
trono, e i signori del Pubblico sopra il banco loro, e si fece vestire pontificalmente dal
clero di questo castello con lassistenza dellarciprete Caglia,
dellabbate Fiorini, che era al servizio di Sua Eminenza e benedisse e cresimò la
detta campana secondo il rito", imprimendole i nomi di due dei quattro Patroni del
paese e cioè Maria e Pudenziana. Seguì uno sparo di mortaretti, che si ripetè poi sia
alla conclusione della cerimonia, sia alla partenza del card. Gozzadini, avvenuta dopo il
trattenimento in casa Gottarelli, ulteriormente onorata dalla presenza del card. Piazza,
vescovo di Faenza, di ritorno dalla Legazione di Ferrara.(4)
Il 31 maggio si procedette alla collocazione della campana sulla torre (5),
che in quelloccasione subì una modifica : furono abbassati i finestroni sia
per motivi acustici, sia per facilitare la vista della campana stessa e venne poi fatto il
coperto.
Per lopera il Landi ebbe 95 scudi e 50 lire come ricompensa.
(1) Il 5 agosto 1708 la Magistratura ebbe i primi contatti con Gasparo
Landi e il 29 ottobre scriveva al Reggimento di Bologna per ottenere il suo beneplacito.
(2) Corrispondenti alle 10 del mattino
(3) Alla campana vecchia della torre il Landi ne aggiunse altre due
rotte, e un pezzo di metallo per complessive 400 libbre circa.
(4) Alle ore 24 circa "con torce accese, e candelieri dargento
furono serviti di rinfresco con acque ghiacciate e sorbetti, come anco tutti della loro
corte, et a chi era di seguito a detti cardinali, quali poi usciti da detta casa, facendo
altri complimenti, si licenziarono dassieme, e montati nelle loro carrozze, si
licenziarono, uno andò verso Faenza, e laltro verso Imola".
(5) Il giorno dopo fu fissato anche il battaglio del peso di 70 libbre,
ribattuto a Faenza. Per il considerevole peso, la campana fu issata "con canepi e
taglie a forma di girelle da quantità dhuomini, e da un paro di bestie
bovine".