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Diamantina, la villa ferrarese del
duca Camerini

La facciata di Villa Diamantina (foto Grandi)
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di Paolo Grandi
Così pure rispose negativamente
alla mia raccomandazione, che facesse un piccolo legato annuo di Sc. 50 almeno ad tempus
al piccolo ragazzo Domenico delli q. Lorenzo Deggiovanni, e Camerini Maddalena, ambedue di
lui attinenti in parentela, e per servizio in qualità di Castaldi morii pochi anni prima
in Diamantina. Chi scrive è mons. Tommaso Gamberini, consulente ed ispiratore
delle beneficenze lasciate dal Duca Camerini, in uno scritto depositato presso
larchivio delle Opere Pie di Castel Bolognese, affrettandosi poi a concludere che il
Duca, dal piglio burbero, ma dal cuore generoso, lasciò per testamento allo sfortunato
ragazzo addirittura 300 scudi annui (circa 12 milioni di lire attuali) in perpetuo.
Mi restava il mistero della località ove i genitori del Degiovanni avessero fatto i
fattori. Dopo tanto cercare nei documenti del Duca, trovai per caso una relazione di un
amministratore che riferiva un episodio capitato al Camerini appena di ritorno da
Diamantina, nel ferrarese. Fortunatamente, la località era segnata in una dettagliata
carta regionale e, pertanto, tramite il Comune di Vigarano Mainarda di cui fa parte, ho
ottenuto notizie sul luogo. Non è difficile raggiungere Diamantina; il viaggio e la
visita impegnano un pomeriggio. Giunti a Ferrara, seguite le indicazioni per Mantova;
procedete sulla Statale 496 Virgiliana fino a Vigarano Pieve; passato il paese
circa un chilometro, sulla destra, troverete lindicazione per Diamantina. Dalla
statale, alta sulla campagna, un rettilineo asfaltato, superando due canali e dividendo i
fertili campi opera della bonifica, conduce in pochi minuti al ridente borgo agricolo su
cui primeggia la villa già Camerini.
Diamantina non ha limponenza e la nobiltà della villa di Piazzola sul Brenta,
tuttavia vanta una storia di tutto rispetto. A differenza della residenza veneta, che
divenne il simbolo della potenza economica della famiglia, quella ferrarese era e rimase
piuttosto una dimora di campagna, ove trattare gli affari dellazienda agricola,
priva pertanto di opere darte di rilievo e senza sfarzo di decori ed affreschi. La
tradizione vuole che la torre, inserita nella facciata delledificio principale, sia
di epoca matildina e servisse di guardia alle nuove terre emerse dalla bonifica. Essa,
insieme con il fondo su cui domina, fu ceduta nel 1506 al duca Ercole I dEste e
passò ai suoi discendenti, per cui è annoverata nellelenco dei beni di proprietà
di Ercole II al momento della devoluzione del ducato allo Stato Pontificio (1597),
rimanendo a tale famiglia fino a quando Francesco III duca di Modena la vendette al conte
Gian Luca Pallavicini il 10 luglio 1756, che la unì alla vicina tenuta Sammartina di cui
era già proprietario. Nel 1767 villa e terreni furono venduti alla famiglia genovese
Centurioni che successivamente vi incorporò la confinante tenuta Ca di Dio. Passato
poi ai marchesi Lomellini, sempre di Genova, lintero fondo agricolo fu acquistato
dal duca Camerini attorno al 1820.
Il corpo centrale della villa, che abbraccia la torre medievale, è il più antico e può
farsi risalire allepoca estense; i grandi fienili a portici, i magazzini, i
rimanenti edifici, nonché le case coloniche attorno alla costruzione sono tutte opere
compiute da Silvestro Camerini che impresse un grande impulso allo sviluppo della
produzione agricola di Diamantina. A causa dei tanti rimaneggiamenti avuti nei secoli, il
profilo architettonico delledificio è difficilmente leggibile. Nella torre,
elemento cardine della struttura, si apre lingresso principale che immette in un
androne passante che divide la costruzione in due parti simmetriche. Al di sopra
dellingresso, un balcone marmoreo su colonne e la trifora che vi si affaccia,
insistendo su agili colonnine di ferro, fanno pensare più alla commistione di un
ritrovato gusto ottocentesco per loriente con la solennità del rinascimento,
piuttosto che alla valorizzazione della struttura medievale; lo scalone a due rampe alla
destra dellandrone è settecentesco, ma con rimaneggiamenti del tardo ottocento,
visibili nella balaustra e nei materiali impiegati. Risulta invece molto interessante la
disposizione dei vani attorno all androne, di tipico gusto ferrarese.
Separata dalla residenza padronale è labitazione del bovaro, ora abbandonata, bassa
e con il prospetto principale rivolto verso lesterno della corte. Le altre
costruzioni ausiliarie del complesso sono disposte in ordine sparso nel modo proprio di
tutta la zona. Di certo interesse, a fianco della strada maestra, è la piccola
chiesa-oratorio dedicata a San Silvestro con semplice facciata in cotto.
Una lapide postavi di recente dallattuale proprietario della villa, dott. Cavallari,
recita: Questo oratorio compiuto nel 1839 da Silvestro Camerini e dedicato a S.
Silvestro fu eretto in sostituzione dì un altro risalente al XVII sec. che sorgeva di
fronte alla villa demolito nello stesso anno. Restaurato da G. Morelli per volontà del
dott. E. Cavallari e restituito ai fedeli della Diamantina nel 1980.

L'oratorio di Villa Diamantina. Da notare, in piccolo,
sulla destra, la lapide di cui è stato riportato il testo (foto Grandi)
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I fienili della villa ospitano
unoriginale raccolta di foto depoca, carte del territorio, macchine
industriali e attrezzi che illustrano le operazioni di bonifica condotte a Vigarano e
conclusesi nel 1930, nonché la vita degli agricoltori della zona dal secolo scorso al
secondo dopoguerra; la collezione, voluta dal dott. Cavallari, che fu amico del compianto
padre Vittorio da Cento, già Priore del nostro Convento dei Cappuccini, ha preso vita
grazie allentusiasmo del suo curatore e custode sig. Antonio Dal Passo, che non
manca di illustrare ai visitatori ogni oggetto esposto.
Il cortile della villa accoglie ogni anno, ai primi di maggio unimportante mostra
canina internazionale.

Villa Diamantina, particolare della facciata con in
primo piano la torre medievale (foto Grandi).
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