Ricordando il dottor Gastone
Castel Bolognese. Il 18 giugno scorso si è spento alletà di
84 anni Gastone Raccagna. Apparteneva alla generazione dei vecchi medici di famiglia, che
operavano in situazione socio sanitarie molto diverse da quelle attuali. Quarantanni
di professione, coincisi con graduali ma profonde trasformazioni della comunità locale,
hanno lasciato un vivo ricordo della discrezione del "dottor Gastone" nei
rapporti umani e professionali, della sua disponibilità ad alleviare sofferenze e portare
conforto. La sua famiglia, che aveva salde radici a Castel Bolognese, non senza sacrifici
ne assecondò la vocazione a diventare medico. Purtroppo la guerra frappose vari ostacoli
alla continuità degli studi intrapresi alla Facoltà di Medicina di Bologna. Dopo
l8 settembre 43, quando era militare a Padova, Gastone Raccagna riuscì a
sfuggire in modo rocambolesco alla deportazione in Polonia. Rifiutò di imbracciare di
nuovo le armi quando gli venne richiesto dai repubblichini. Preferì la clandestinità, ma
collaborò con i Cappuccini di Castello, che nel loro convento prestavano assistenza ai
resistenti e ai prigionieri inglesi. Tuttavia la sosta del fronte sul Senio fornì
uninsperata base di appoggio ai suoi studi grazie alla conoscenza fatta di un
illustre sfollato, il direttore della clinica medica SantOrsola di Bologna, che poi
lo volle al suo fianco. Il traguardo della laurea in medicina fu raggiunto a pieni voti
nel 1948. Nella scelta tra medico ospedaliero e medico di famigiia Raccagna optò per la
seconda professione, che gli era più congeniale e che gli consentì di dare la parte
migliore di sé stesso. Dopo il pensionamento diede alle stampe, nel 1998, un diario
intitolato "Dallaltra parte", in cui ripercorreva le tappe
dellesercizio della sua professione medica alla luce di riflessioni che erano anche
specchio di vita vissuta della gente. La pubblicazione fu presentata allauditorium
comunale dal cardinale Achille Silvestrini, compagno di classe di Raccagna al liceo
Torricelli di Faenza. Lamicizia con "Don Achille" e con gli altri
componenti della scolaresca (che contava altri giovani di Castello) è stata sempre
coltivata con incontri annuali. "Non ci siamo persi - ha scritto Raccagna nel suo
diario a dispetto degli acciacchi fisici siamo rimasti in fondo quelli di un tempo.
E sopra di noi tutti il manto protettivo, impalpabile, del caro Don Achille che ci guida
con mano leggera e sorregge nella gioia e soprattutto nel dolore".
s.b.
tratto da "Sette Sere" del 23 giugno 2007