Realizzazione delle sezioni

Alle sezioni trasversali e longitudinali che consentono di esaminare internamente l’edificio, di valutare le ampiezze dei vani e di verificare i vari prospetti, ho dedicato uno studio più approfondito essendo indispensabile per comprendere ed osservare i rapporti spaziali all’interno del fabbricato. Solo con svariate sezioni si possono determinare i diversi punti di variabilità più ancora che con lo studio delle piante e dei prospetti.

Nelle relazioni che seguono, parlo unitamente delle sezioni A-A; B – B e delle sezioni C- C; D – D perché unite sulla stessa traccia, mentre cambiano solo le direzioni di veduta.

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Complesso di Santa Maria della Misericordia: riferimento planimetrico delle sezioni effettuate

SEZIONE “A-A; B-B” – SEZIONE LONGITUDINALE DELLA CHIESA E PARTE DELL’EX OSPEDALE
I disegni mostrano prevalentemente la sezione longitudinale della Chiesa che, studiati meticolosamente, riportano graficamente tutte le decorazioni, gli stucchi e gli elementi compositivi che contribuiscono a creare la tipica atmosfera di questi mistici ambienti. Particolare attenzione va rivolta alla cupola (il cui peso è distribuito su quattro grosse pilastrate laterali) che si erge alta e maestosa, sovrastando l’intero complesso. Al centro si nota il prospetto del piccolo porticato (Sez. A – A) che s’affaccia sul cortile interno incluso fra ambienti appartenenti all’ex Ospedale.

Esaminando questa parte dell’edificio, troviamo locali destinati ad alloggi che sono stati sicuramente ampliati dopo l’edificazione della nuova Chiesa. La scala (Sez. B-B) esterna collega il piano terra con il primo piano e non prosegue nel sottotetto, servito da una scala interna più piccola. Alcuni vani, che s’affacciano in questo cortile, conservano ancora i caratteristici caminetti dell’epoca.

SEZIONE “C-C; D-D” – SEZIONE TRASVERSALE DELLA CHIESA E DEGLI AMBIENTI LIMITROFI

Al centro dei disegni, si vede la Chiesa sezionata trasversalmente e limitata ai due lati dagli edifici dell’ex Ospedale di S. Maria della Misericordia e del palazzo Zacchia-Rondinini.
La sezione della Chiesa evidenzia lo schema statico delle strutture portanti su cui gravano i vari carichi della costruzione. Notiamo collegamenti verticali che uniscono i vari livelli dell’edificio. Un vasto corridoio al primo piano immette in stanze sapientemente dimensionate e proporzionate che si affacciano nei cortili interni. La cupola, solenne, pone una nota di verticalismo nell’accentuata orizzontalità delle strutture. L’Altare Maggiore, sormontato da due angeli in gesso, offre una scenografica prospettiva dipinta, tipica di quei tempi, recuperando una illusoria profondità.

SEZIONE “E – E” – SEZIONE LONGITUDINALE DELL’EDIFICIO

In questa sezione, che taglia longitudinalmente il palazzo Zacchia-Rondinini, appare l’imponente scalinata che congiunge i vari livelli del fabbricato. Questa scala rappresenta il principale collegamento verticale di tutta la struttura. Un ampio cortile, caratterizzato dal porticato ad archi ribassati e da una regolare scansione delle finestre, è circoscritto dall’edificio e collega orizzontalmente, attraverso un lungo corridoio, le due estremità dell’abitazione. Da questo cortile si accede, tramite una ripida scala, alle cantine formate da ampi spazi con tipologie di copertura di volte a botte in muratura. Al piano terra, nella parte anteriore o Sud dell’edificio, si alternano volte lunettate a padiglione in muratura con coperture lignee controsoffittate da arelle e gesso. Al primo piano invece, troviamo locali destinati ad alloggi della nobile famiglia, i quali presentano pavimentazioni in mosaico veneziano e in cotto e, come tipologie di copertura, strutture lignee (alcune delle quali controsoffittate). Il sottotetto, voluminoso, presenta la struttura portante in mattoni parzialmente intonacati ove la restituzione grafica riporta la data “1813”, risalente probabilmente all’ultima ristrutturazione.

PROSPETTI: CONSIDERAZIONI SULLA LORO REALIZZAZIONE

I segni percettibili esaminati sul tessuto murario, rifatti graficamente con meticolosità fotografica, sono finalizzati alla completa conoscenza del fabbricato fissando qualsiasi documentazione di interventi e trasformazioni. Per cui, pur rilevando i vari particolari a mano libera, l’operazione di restituzione grafica dei prospetti l’ho dovuta fare analizzando il vasto materiale fotografico realizzato nella prima fase del lavoro.

PROSPETTO NORD : VIA PALLANTIERI

Il prospetto, nella parte superiore, si presenta con aperture allineate orizzontalmente, ove un rudimentale balcone, realizzato in epoca non troppo lontana, interrompe bruscamente la regolare scansione delle finestrature. Il distacco dell’intonaco lungo la base di questa facciata, dovuto alle infiltrazioni dell’acqua e all’umidità, mette in evidenza la muratura irregolare in mattoni. Le aperture delle botteghe artigianali, frutto di ampliamenti delle finestrature originarie del piano terreno realizzati nel secondo dopoguerra, tolgono linearità e conformità al prospetto, valorizzato peraltro dalla cupola della Chiesa che si erge maestosa oltre la linea di colmo della copertura.

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Prospetto posteriore “Nord” in Via Pallantieri

PROSPETTO SUD : VIA EMILIA

II gioco scenografico del chiaro-scuro del porticato alleggerisce e slancia il prospetto. Il fronte della Chiesa neo-classica si differenzia dal resto del fabbricato anche per il tipo di lavorazione apportata, restituendo con velata trasparenza i mattoni sagramati sulla facciata.
Solo nel 1773 l’avancorpo della Chiesa venne incluso fra gli edifici laterali di uguale altezza, per migliorare l’illuminazione dell’interno. Questa fu opera del valente Arch. Cosimo Morelli il quale apportò, come motivo centrale della facciata, una grande finestra a serliana ionica, posta fra due nicchie frontonate ed “incoronata” da leggere nervature murarie.
La caduta dell’acqua piovana dai tetti direttamente lungo il perimetro murario esterno, ha prodotto fenomeni di umidità permanenti.

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Prospetto anteriore “Sud” sulla Via Emilia

Testo e immagini tratti da: Il complesso architettonico di S. Maria della Misericordia a Castelbolognese: ipotesi di adattamento e consolidamento, tesi di laurea in Architettura, Università degli Studi di Firenze; laureanda Paola Malucelli, relatore L. Nizzi Grifi, correlatore S. Van Riel

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