1604: Castel Bolognese festeggia il neo-Cardinale Domenico Ginnasi

L’11 giugno 1604 la comunità castellana era tutta in fermento nell’attesa della conferma di una voce, secondo la quale l’arcivescovo Domenico Ginnasi era stato promosso Cardinale da papa Clemente VIII. Data la grande importanza dell’avvenimento, la Magistratura, che immaginava le manifestazioni di giubilo che ne sarebbero derivate non solo a Castel Bolognese ma in tutta la Romagna, pensò di chiedere al Reggimento di Bologna il beneplacito per le spese. E, perché non vi fosse alcun ostacolo nello svolgimento di queste manifestazioni, ciascun membro si impegnò a pagare di proprio, qualora si fosse reso necessario.

Paolo Regoli ed Ottavio Mainardi furono eletti assunti con il compito di organizzare i festeggiamenti. Lo stesso Consiglio incaricò anche don Paolo Favolini, sacerdote di Castel Bolognese, di accogliere ufficialmente l’illustre ospite con una solenne orazione ogni qual volta questi avesse visitato la sua Patria. I festeggiamenti durarono fino alla fine del mese di giugno “co’ luminarj, co’ fuochi e con erudite compositioni (…) e per alcuni giorni li banchettarono lautamente”.

Per la prospera e lunga salute del nuovo Cardinale si celebrarono Sante Messe nelle Chiese cittadine in copioso numero; le sorelle del Cardinale, Zenobia e Lucrezia “distribuirono a’ mendichi di molto denaro”; Lucrezia poi volle organizzare una giostra mettendo in palio un premio. La notizia si diffuse velocemente in tutta la Romagna e si prevedeva che la gara, fissata per il 27 giugno, avrebbe richiamato numerosi forestieri. Essendo pertanto in gioco il prestigio cittadino, la Comunità deliberò di offrire una collana d’oro di trenta piastroni, cercando anche di superare in sontuosità e grandezza i festeggiamenti che già in altri luoghi della Romagna erano stati fatti in simili circostanze. Venne deliberato infine che il Cancelliere si incaricasse di pubblicare il bando per il giorno fissato mediante i “trombetti”. I cavalieri, sia locali che forestieri, avrebbero dovuto comparire alle ore 16 “con cavalli, lanze, padrini, livrea, putti per assestare le lanze“. Il palio si tenne nel giorno fissato “con numeroso concorso de’ Cittadini delle Città circonvicine, con indicibil godimento de’ paesani del commemorato Eminentissimo”.

Paolo Grandi

Tratto da: GRANDI P., Il Cardinale Domenico Ginnasi, Faenza 1997.

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