Giovanni Dari, partigiano diciannovenne, caduto a Dueville il 27 aprile 1945

pagina a cura di Andrea Soglia, con testi di Pierluigi Dossi

Foto di Giovanni Dari tratta dal volume “Gloria eterna ai Caduti per la Libertà della Provincia di Ravenna”

Dueville è un comune di circa 14000 abitanti della provincia di Vicenza ed è situato lungo la Statale Marosticana Schiavonesca che unisce Vicenza a Bassano. Pochi a Castel Bolognese conosceranno l’esistenza di questo paese, che, mentre l’Italia festeggiava la Liberazione del 25 aprile, nei giorni immediamente successivi, dal 27 al 29 aprile 1945, fu teatro di una strage tedesca e di conseguenti combattimenti fra i partigiani e le SS che videro in totale la morte di 19 persone fra civili e partigiani.
E fra i partigiani trovò la morte il diciannovenne Giovanni Dari di Castel Bolognese, che è da considerarsi l’unico partigiano castellano ad essere caduto durante un’azione di guerra contro i nazifascisti.
La storiografia locale di Dueville ha per lungo tempo classificato gli episodi del 27-29 aprile 1945 come rappresaglia, lasciando intendere che il tutto fosse stato provocato da un comportamento incauto dei partigiani che avevano attaccato una motocarrozzetta tedesca. In realtà, visto anche il brevissimo lasso di tempo trascorso fra la fuga della motocarrozzetta e l’arrivo dei camion delle SS (come documentano i recenti studi dello storico Pierluigi Dossi), i tedeschi, avevano già intenzione di liberarsi dell’inatteso ostacolo rappresentato dai partigiani presenti a Dueville forse perchè interessati all’eliminazione di due “pesci” ben più grossi, ossia dei comandanti la Div. Partigiana “M. Ortigara” (Giacomo Chilesotti “Loris” e Giovanni Carli “Ottaviano”), presenti in zona in quei momenti e da tempo tenacemente ricercati. Anche il passaggio veloce dal paese delle SS e la mancata distruzione del paese sembrano avvalorare fortemente il fatto che non si trattasse affatto di una rappresaglia.
Il nostro Giovanni Dari, sostanzialmente dimenticato nel nostro paese, è stato completamente dimenticato anche da Dueville, paese per il quale ha sacrificato la propria vita. Incredibilmente, infatti, il suo nome non compare in una lapide in bronzo, che lo storico Pierluigi Dossi definisce errata e incompleta, posta  sulla parete nord dell’ex Osteria/Trattoria “alla Berica” (luogo centrale dei fatti) in via Garibaldi a Dueville e inaugurata nel 2007.
Durante le ricerche sulle vittime di guerra di Castel Bolognese abbiamo trovato documenti relativi alla morte di Giovanni Dari a Dueville e abbiamo segnalato la sua figura a Pierluigi Dossi, che tramite internet abbiamo visto impegnato proprio nella ricostruzione degli episodi di Dueville, il quale ha iniziato una ricerca mirata sul “nostro”. In seguito ai suoi importanti ritrovamenti abbiamo anche intervistato, nel novembre 2014, Domenico “Dino” Dari, fratello di Giovanni, scomparso recentemente a 95 anni di età, per aggiungere qualche dettaglio in più. Alleghiamo un breve riassunto dei fatti avvenuti a Dueville e la scheda di Giovanni Dari, curati da Pierluigi Dossi, e siamo assai contenti di aver contribuito a far ritrovare la memoria di questo ragazzo, due volte dimenticato, sperando che in futuro sia a Dueville che a Castel Bolognese possa essere ricordato come merita.

Dueville nei primi anni ’50 (foto tratta da Pierluigi Dossi, 27-29 Aprile 1945 Ultimi giorni di guerra a Dueville e la falsa rappresaglia tedesca)

I fatti di Dueville

“All’alba del 27/4/45 la popolazione inizia a saccheggiare i magazzini lasciati incustoditi dai tedeschi in ritirata. Nel timore che tutto quel materiale sia depredato, il locale CLN decide di chiedere l’aiuto dei partigiani. Alle ore 9 arriva con un camioncino il comandante della Brg. “Mameli” Roberto Vedovello  “Riccardo”, accompagnato da 9 partigiani. Prima di affrontare il problema saccheggio, “Riccardo” distribuisce i suoi pochi uomini in modo da poter tener sotto controllo tutte le vie d’accesso al paese, infine, aiutato da alcuni elementi del CLN locale, riesce a far cessare le ruberie. Alle ore 13, da est, arriva una motocarrozzella tedesca; subito i partigiani che presidiano quell’accesso aprono il fuoco, feriscono il passeggero, mentre l’autista riesce a fuggire. Poco tempo dopo giunge una colonna di camion carichi di SS tedesche; scendono dai camion a poco più di 500 metri dal centro del paese, e con una manovra particolarmente decisa e veloce entrano nelle case, catturano ostaggi e danno alle fiamme le ultime 5 abitazioni che li separano dal contatto diretto con i partigiani. Mentre “Riccardo” e gli altri 7 garibaldini riescono a non entrare in contatto con gli attaccanti e ad allontanarsi dal paese, i partigiani del presidio est, si rendono conto troppo tardi della consistenza del reparto nazista e non riescono a sganciarsi: bloccati dal fuoco nemico, dopo un breve  tentativo di resistenza, alcuni di loro non trovano altro riparo che all’interno di una trattoria [l’Osteria “alla Berica”, ndr], mentre altri cercano disordinatamente altre vie di fuga. I nazisti irrompono nel locale e bloccano tutti i presenti; liberano le 4 donne e il bambino, mentre gli 8 uomini sono fatti prima uscire dal locale e allineare lungo il muro esterno, quindi fatti rientrare. Una volta nuovamente all’interno della  trattoria, le SS fanno uscire dal gruppo 2 persone, uno risparmiato forse per l’avanzata età, l’altro liberato perché milite della GNR, mentre altre 2 riescono a nascondersi in cantina. Le SS aprono il fuoco contro i 4 uomini rimasti, uccidendoli. Nel contempo i nazisti continuano ad avanzare verso il centro del paese, dove uccidono altre 4 persone. L’intera  azione di rastrellamento dura forse meno di un’ora, le SS dimostrano di avere fretta, risalgono subito sui camion e già alle ore 14,30 sono pronte a partire. Vengono sostituite nel presidio del paese e nella gestione degli ostaggi da un reparto della Flak, ed è proprio durante la permanenza in paese di questo  secondo reparto che avviene un secondo scontro in cui sono uccisi altri 4 partigiani, ma si giunge anche alla liberazione di tutti i 100 ostaggi. Sempre lo stesso giorno, ma in altri momenti e luoghi, ci sono altre quattro vittime e il 28 aprile altre due”.

(foto tratta da Pierluigi Dossi, 27-29 Aprile 1945 Ultimi giorni di guerra a Dueville e la falsa rappresaglia tedesca)

La scheda di Giovanni Dari

“Dari Giovanni di Giuseppe e Pasqua Ricciardelli, cl. 25, nato e residente a Castel Bolognese (Ra).
Di questo 9° Caduto della “Strage di Dueville” del 27 aprile 1945, la nostra storiografia locale aveva perso totalmente memoria, ed è solo grazie alla segnalazione e collaborazione di Andrea Soglia, storico e compaesano di Giovanni Dari (www.castelbolognese.org – Storia di Castel Bolognese), che è stato finalmente possibile ricostruire la sua vicenda.
Il 26 novembre 1943, con la chiamata alle armi della RSI, è costretto a presentarsi al Distretto Militare di Ravenna. Viene assegnato inizialmente all’ Ar.Co (Artiglieria Contraerea Territoriale dell’Aeronautica Nazionale Repubblicana) in Lombardia. Nel luglio del 1944 il suo reparto è ceduto alla Flak, la contraerea tedesca, e destinato in Germania (Operazione “Ursula”). Durante il trasferimento riesce a disertare e a raggiungere la zona Vicenza, dove entra in contatto con la Resistenza.
Partigiano territoriale della Brigata “Loris” di Dueville, viene catturato nella primavera del 1945 dai tedeschi e imprigionato presso la Caserma “Sasso” di Vicenza, sede del Comando della Feld-Gendarmerie nazista, nonchè luogo di detenzione prima della deportazione in Germania. La madre, per ben due volte, riesce a far visita al figlio in carcere a Vicenza [su questo aspetto, emerso dalle ricerche di Dossi, non concordavano a pieno i ricordi di Domenico Dari, ndr].
Nei giorni della ritirata tedesca, assieme ad altri due partigiani di Dueville, Pasquale Ruffo e Guido Giacomin, riesce a evadere e al mattino del 27 aprile a raggiungere Dueville e l’Osteria “Alla Berica”, locale gestito dalla famiglia Giacomin.
Tutti e tre i partigiani, Dari, Ruffo e Giacomin, dopo essersi aggregati al presidio partigiano di via Garibaldi, trovano tragica morte durante lo scontro con le SS tedesche: Giovanni viene ferito a morte nei pressi dell’Osteria “Alla Berica” e, ricoverato poi al suo interno, cessa di vivere alle ore 15:00.
Con la morte di tutti i partigiani evasi con lui dalla Caserma “Sasso” e che conoscevano probabilmente la sua identità, “privo di qualsiasi documento atto alla identificazione”, e mancando altre persone a conoscenza delle sue generalità, il 28 aprile 1945 l’Ufficio di Stato Civile del Comune di Dueville comunica al Tribunale di Vicenza il ritrovamento di un cadavere non identificato, “morto in seguito ad azione di guerra”. L’11 settembre 1945, con sentenza n. 29/1945, il Tribunale di Vicenza autorizza la trascrizione dell’atto come “cadavere di persona non identificata”.
Dopo la guerra, grazie alla caparbietà di sua madre e l’aiuto del loro parroco [don Giuseppe Sermasi, ndr], la famiglia viene a sapere che a Dueville c’è il corpo di uno sconosciuto. La madre Pasqua Ricciardelli, raggiunto il vicentino, con l’ausilio di una fotografia e la collaborazione del Comando della Brigata “Loris”, il 4 dicembre 1945 ottiene da Giuseppina Giacomin, Giuseppe Bozzo, Giuseppe Zocca ed Evangelista Savio, il riconoscimento in quel cadavere del figlio Giovanni Dari.
Il 3 aprile 1946, previa sentenza n. 5/1945 della Procura del Regno di Vicenza, l’Ufficio di Stato Civile di Dueville modifica la precedente registrazione negli Atti di Morte, e il 4 maggio 1949, viene autorizzato il trasporto e la tumulazione della salma dal Cimitero Comunale di Dueville a quello di Castel Bolognese”.

Tomba di Giovanni Dari nel cimitero di Castel Bolognese (foto Soglia)

Copia dell’autorizzazione alla traslazione della salma di Giovanni Dari da Dueville a Castel Bolognese nel 1949 (Archivio del Cimitero di Castel Bolognese)

Fonti della scheda di Giovanni Dari

(in Archivio Comunale di Dueville (ACD), Registro degli Atti di Morte, Anno 1945, parte II, Sez. C, n. 13 – Cadavere di persona non identificata; in Registro degli Atti di Morte, Anno 1946, parte II, Sez. C, n. 4 – Dari Giovanni; in ACD, Permesso di Seppellimento n. 31 del 4 maggio 1949 – Permesso di trasporto e tumulazione di Dari Giovanni dal Cimitero Comunale di Dueville a quello di Castelbolognese; in Archivio di Stato di Forlì (ASFC), Foglio Matricolare di Dari Giovanni; in Centro Documentale Esercito Italiano di Bologna, Scheda personale di Dari Giovanni; in I. Mantiero, Con la Brigata Loris, cit., pag. 302 – Elenco partigiani Brigata “Loris”; in AA.VV., Gloria eterna ai Caduti per la Libertà della Provincia di Ravenna, Ed. ANPI, Ravenna 1951; Testimonianza di Domenico Dari, fratello di Giovanni, raccolta nel novembre 2014 da Andrea Soglia a Castelbolognese).

Bibliografia per la pagina su castelbolognese.org

-Pierluigi Dossi, Episodio di Dueville 27-29-04-1945, pubblicato all’indirizzo http://www.straginazifasciste.it/wp-content/uploads/schede/Dueville%2027-29-04-1945.pdf (consultato il 23 luglio 2017)
-Pierluigi Dossi, 27-29 Aprile 1945 Ultimi giorni di guerra a Dueville e la falsa rappresaglia tedesca pubblicato all’indirizzo http://www.studistoricianapoli.it/articoli.php?id=146 (consultato il 23 luglio 2017)

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