Relazione sulla formazione e sul funzionamento di una squadra di soccorso in comune di Castelbolognese

La proposta di creare una squadra di soccorso in questo Comune, risale all’agosto del 1944, ad opera del prefetto della Provincia e dell’ufficio Tecnico comunale. La pratica attuazione però si è avuta solo dal 30 novembre dello stesso anno, in seguito alle prime granate cadute nell’abitato del paese nella notte dal 29 al 30.

La mattina del 30 novembre con lettera del Commissario Prefettizio del Comune, lo scrivente fu mobilitato civilmente ed inviato ad assumere il Comando di una Squadra di Soccorso, intesa al ricupero di morti e feriti dalle macerie, alla demolizione di muri pericolanti, alla puntellatura di coperti e di solai; in una parola, di aiuto a tutti i colpiti dalla guerra che aveva raggiunto la nostra zona.

Il sottoscritto nell’agosto 1944 inviato a fare parte di tale squadra, aveva declinato l’invito per ragioni di carattere politico, ma al 30 novembre, quando l’urgenza del soccorso batteva alle nostre porte, senza discussione accettava l’incarico affidatogli, soddisfatto di potere continuare anche da vecchio, la carriera di pompiere che aveva disimpegnato volontariamente per trent’anni, quale Vice e quale Comandante.

Alla data del 30 novembre la squadra consegnatagli era così composta:

1. Cavallazzi Arnaldo – Comando
2. Cupido Francesco
3. Impiduglia Filippo
4. Severi Giuseppe
5. Manna Luigi
6. Recchioni Eros
7. Cimatti Luigi
8. Serantoni Vincenzo

I primi tre risposero all’appello, gli altri cinque come da elenco non ubbidirono alla chiamata.

In breve sostituirà i disertori, in modo che fino dai primi giorni di funzionamento la squadra risultò composta dai seguenti elementi:

1. Cavallazzi Arnaldo – Comando
2. Liverani Ariovisto
3. Cupido Francesco
4. Impiduglia Filippo
5. Dalpozzo Armando
6. Piancastelli Carlo
7. Grazioli Oreste
8. Tampieri Antonio

Tale squadra riuscì anche dal lato tecnico essendo composta di tutti appartenenti all’arte muraria.

All’atto della formazione, ai componenti della squadra venne consegnato un bracciale con la dicitura ‘U.N.P.A.’ che ebbero cura di portare al braccio sinistro, per sottrarsi al lavoro obbligatorio imposto dai tedeschi. Fino dai primi giorni della formazione della squadra vi fu sempre qualcosa da fare: sopraluoghi, visite a cantine e rifugi, smorzamento di incendi, estrazioni di cadaveri dalle macerie, trasporto di feriti, nonchè puntellature, abbattimento di muri pericolanti, ecc., mentre la squadra era sprovvista di puntelli, senza scale, senza chiodame, né badili, né picconi, né corde. Agì sempre con mezzi di fortuna. I pochi militi di squadra, sprovvisti di ogni attrezzo, hanno dato quanto potevano delle loro forze, delle loro energie, esposti continuamente al pericolo e senza ricevere alcun compenso.

Al 15 gennaio 1945 il milite Tampieri Antonio cessò da ogni attività, mentre vennero assunti l’ing. Degiovanni Plinio, il rag. Dalprato Giovanni e Lanzoni Amilcare.

Il 22 gennaio 1945, il Comandante della squadra Cavallazzi Arnaldo venne ferito da scheggia di granata in piazza Camerini, mentre era diretto alla Canonica della Chiesa di S.Petronio, per ragioni inerenti alle sue funzioni. La scheggia che aveva colpito il piede sinistro, costrinse il Cavallazzi a venti giorni di letto, dopo i quali, zoppicante, riprese il suo servizio. Al riparo dei muri del Cimitero del Capoluogo essendovi appostata artiglieria tedesca, il cimitero era continuamente battuto da quella Alleata; difficoltà quindi per trasportarvi le numerose salme dei cittadini che cadevano quotidianamente o che morivano all’ospedale per ferite.

Anche in questo campo, la squadra si rese benemerita, accollandosi il trasporto dei morti.

In data 15 febbraio un nuovo milite venne a fare parte della squadra: Cani Aldo.

Il giorno 17 febbraio dopo un violento cannonneggiamento Alleato un generoso componente della squadra, Liverani Ariovisto, inviato in giro di perlustrazione nella zona colpita, rimaneva gravemente ferito da scheggia di granata. Portato dai colleghi e dai militi del Pronto Soccorso all’Ospedale di Imola, il giorno successivo vi decedeva.

Il Liverani, che lascia moglie e due teneri figli, fu compianto da tutto il paese e ricevette largo tributo di benevolenza dai militi della U.N.P.A. di Imola e specialmente dal loro Comandante sig. Ettore Mongardi. Per ragioni di sfollamento il milite Degiovanni ing. Plinio abbandonò la squadra, che alla data del 1° marzo restò così composta:

1. Cavallazzi Arnaldo – Comando
2. Cani Aldo
3. Cupido Francesco
4. Dalpozzo Armando
5. Dalprato rag.Giovanni
6. Grazioli Oreste
7. Impiduglia Filippo
8. Lanzoni Amilcare
9. Piancastelli Carlo

Castelbolognese, in principio della seconda decade di gennaio 1945, in seguito a richiesta di alcuni castellani veniva incorporata nella provincia di Bologna ed in seguito anche la squadra di Soccorso in oggetto fece richiesta di essere incorporata nell’organico Provinciale in una sua comunicazione diretta al Comando del distaccamento U.N.PA. di Imola che informava: ‘È stata ottenuta l’approvazione del Ministero dell’Interno di incorporare i componenti della squadra U.N.P.A. di Castelbolognese nell’organico del Comando Provinciale di Bologna a partire dalla data che stabilirà il Capo della Provincia e che verrà comunicata appena possibile. Il riconoscimento della squadra che non si era potuto ottenere dalla Provincia di Ravenna, in seguito agli avvenimenti bellici che ci aveva tagliato fuori da ogni comunicazione con la nostra Provincia era venuto attraverso quella di Bologna. La squadra locale assumeva il titolo di Distaccamento U.N.P.A. del Comando Provinciale di Bologna.

Il primo aprile veniva assunto un nuovo milite nella persona del perito industriale Ponzi Giulio.

In questo frattempo, la nostra squadra era stata fornita dal Comando Provinciale e da quello del Distaccamento di Imola, di qualche indumento, di vari attrezzi, di materiale per fasciature e di lacci di gomma. Man mano che la primavera avanzava anche le azioni belliche crescevano di intensità, il nostro territorio erasi trasformato in un campo di battaglia, ed il fiume Senio che dal lato sud dell’abitato dista appena 700 m., metteva a dura prova i gregari del soccorso.

Le truppe tedesche creavano continuamente imbarazzi ad il servizio era reso sempre più disagevole; i pochi militi erano continuamente impegnati a trasportare morti e feriti, a smorzare incendi che si sviluppavano anche a coppie, alla costruzione di muretti a secco sotto gli archi dei portici a protezione delle scheggie, alla distribuzione di calce per disinfezione ed a cento altri lavori, pur di rendersi utili alla popolazione.

Nei giorni che precedettero la liberazione furono ancora più intense le azioni belliche e gli sforzi della squadra vennero in conseguenza moltiplicati e solo a liberazione avvenuta, alcuni militi del Distaccamento si sentirono sciolti dagli impegni che volontariamente si erano assunti e così i gregari: Dalprato rag.Giovanni, Dalpozzo Armando, Impiduglia Filippo; ritornarono ai loro lavori abituali, che avevano abbandonato all’atto della iscrizione nella squadra di soccorso.

Il giorno 15 del mese di aprile una nuova disgrazia venne a colpire i superstiti del Distaccamento U.N.P.A.; il milite Cani Aldo, abile sminatore, dopo aver esposto tante volte generosamente la propria esistenza, incaricato di sminare un passaggio sul Senio, inciampava nell’ultima mina rimasta, rimanendo gravemente ferito. Trasportato all’Ospedale Civile di Faenza il giorno 28 aprile vi decedeva lasciando nella desolazione la moglie e l’unica figlioletta.

I superstiti del Distaccamento continuarono ancora a rendersi utili, a liberazione avvenuta, nelle molte esumazioni e nel ricupero di cadaveri giacenti sotto le macerie fino alla data del 15 maggio.

Dopo tale data l’organizzazione U.N.P.A. è da considerarsi sciolta.

Una parte del materiale avuto in consegna dal Comando Provinciale di Bologna è stata restituita, altro materiale è da ricuperare ed altro ancora è stato razziato dalle soldatesche germaniche.

Tutto il servizio dell’U.N.P.A. dal 30 novembre 1944 alla liberazione è stato compiuto gratuitamente.

Castel Bolognese, 30 maggio 1945

IL COMANDANTE DEL DISTACCAMENTO

Cavallazzi Arnaldo

(Documento conservato nell’Archivio privato Scilla Cavallazzi Liverani)

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