Ferrovieri caduti in servizio e memorie cancellate (per ora) dal progresso

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Quel che resta del giardino della stazione visto dal binario 4

di Andrea Soglia

I recenti lavori di adeguamento della stazione di Castel Bolognese alle nuove tecnologie, hanno portato allo smantellamento di una cospicua parte del bel giardino che si affacciava sul primo binario lato Faenza. L'ingrandimento del fabbricato attiguo al giardino ha comportato l'abbattimento di vari alberi, il totale sradicamento della piccola siepe (ora sostituita da una brutta rete metallica) che separava il giardino dal marciapiede, e l'asportazione della fontanella, offerta a suo tempo da un ente riolese, le cui macerie giacciono probabilmente (gennaio 2012) sui binari morti attigui al primo binario lato Imola.
Assieme agli alberi, però, sono sparite le memorie di tre ferrovieri caduti in servizio in incidenti avvenuti in stazione a Castel Bolognese. Infatti alcuni degli alberi abbattuti erano stati piantati in memoria di questi ferrovieri, e vicino ai tronchi erano state collocate tre piccole targhe con i loro nomi, qualifica, date di nascita e di morte.
Queste memorie, così come in tantissime altre stazioni, erano state poste, molto probabilmente, nella seconda metà degli anni '50 e lì hanno resistito per quasi 60 anni, contornate da un bel giardino che man mano era finito in stato d'abbandono. E ora quasi tutto è sparito, e quel che resta (pochi alberi) è quasi nella desolazione... e pensare che fino a poco più di venti anni fa c'erano addirittura concorsi che premiavano la stazione con il giardino più curato.
Non è dato sapere se, a lavori ultimati, verranno almeno ripristinate le targhe in memoria dei tre ferrovieri e sarà reso più dignitoso quel che resta del giardino. Pur comprendendo la necessità dei lavori di rinnovamento della stazione, ci si chiede se non fossero possibili un maggiore riguardo e una maggiore sensibilità.
Il tema delle morti sul lavoro resta ancora drammaticamente attuale e quindi è auspicabile che qualcuno prenda a cuore questa causa e si attivi per il recupero di quanto è (per ora) stato cancellato.
Nella viva speranza di vedere presto ricollocate le memorie poste dai nostri padri, non resta che ricordare i nomi dei tre ferrovieri morti pubblicando in questa pagina anche le fotografie e le storie a loro relative che è stato possibile reperire.


1) VISANI SANTE (manovratore)
nato a Castel Bolognese il 22/10/1892 - morto a Castel Bolognese il 26/07/1928

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Corriere Padano, 27 luglio 1928

Sfracellato dal treno

Stamane alle ore 4 il diretto N. 159 proveniente da Bologna travolgeva sfracellandolo il manovratore Visani Sante, di Castel Bolognese, di anni 36.
Il suo compagno di servizio Zannoni racconta che all’arrivo del treno entrambi si trovavano sotto la tettoia principale della stazione: egli entrò negli uffici per cambiare la lanterna con la bandiera pel segnali, mentre il Visani, attraversati i due binari, si portava lungo la banchina di quello di corsa: lo stesso atto faceva il dirigente il servizio sig. Brunetti.
Dopo otto, dieci passi, non si può sapere se per avere inciampato o per essersi troppo accostato al binario, il Visani ad un tratto fu visto sparire come inghiottito dal treno: la lanterna sola rimase sul marciapiede mentre il povero corpo veniva dilaniato e le membra sparse lungo il binario.
I miseri resti composti su una barella, furono trasportati per ordine del Capo Stazione Principale sig. Calzolari nella Camera mortuaria ove tutti i ferrovieri sono subito accorsi in mesto pellegrinaggio a portare fiori.
Ottimo lavoratore il Visani, buon padre di famiglia, godeva la stima e la fiducia dei superiori, l’affetto dei compagni: inscritto al gruppo ferrovieri fascisti ed al dopolavoro ferroviario era appassionato floricoltore tanto che a lui principalmente si deve il bellissimo giardino e le aiuole che adornano questa stazione.
Lascia i genitori, la moglie e un piccolo bimbo.


2) BENATI BENSO (manovale)
nato a Conselice il 25/11/1889 - morto all'Ospedale civile di Faenza il 23/09/1943

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Non è stato possibile, al momento, trovare notizie sui giornali dell'epoca. Il nome di Benso Benati, residente a Castel Bolognese, risulta però presente nell'elenco delle vittime civili di guerra del comune di Faenza, pubblicato nel volume "Popolazione e memoria della guerra nel Ravennate (1943-1945)". Come causa di morte viene riportato "ferite da granata".
L'episodio si tinge quindi di giallo: non risultano bombardamenti aerei il 23 settembre 1943, ma forse può essere collegato a qualche treno militare; l'incidente era avvenuto in stazione a Castel Bolognese e poi il Benati fu trasportato all'ospedale di Faenza? Oppure era avvenuto a Faenza?


3) FOGLI DINO (deviatore)
nato a Ravenna il 13/03/1912 - morto a Castel Bolognese il 11/01/1952

Giornale dell'Emilia, 12 gennaio 1952

Ferroviere maciullato da un treno sul ponte del Canale dei Mulini
La mortale disgrazia dovuta alla nebbia mentre la vittima tornava in bicicletta al suo posto di servizio

Di un grave infortunio sul lavoro è rimasto vittima stamane il ferroviere Dino Fogli fu Domenico di anni 39, residente con la propria famiglia, composta della moglie, di due figli ancora di tenera età e della di lui madre, in viale Roma.
Il Fogli, che presta servizio di deviatore alla Cabina B lato Faenza del locale scalo ferroviario, si era recato in bicicletta al magazzino, situato nel corpo centrale del fabbricato della Stazione ferroviaria, per prendere alcuni pezzi di legna da ardere per la stufa della cabina, e stava ritornando portando il combustibile sul manubrio della bicicletta.
Giunto sul ponte del canale dei mulini, per la foltissima nebbia, non si avvedeva del sopraggiungere del treno accelerato 1780 in arrivo alla nostra stazione alle ore 14,25, e, forse impressionato del breve spazio sul quale transitava, fra il parapetto del ponte ed il binario d’arrivo del suddetto treno, perdeva l’equilibrio cadendo dal lato dello stesso binario, mentre il convoglio arrivava.
Il povero Fogli veniva orrendamente maciullato ed i suoi resti erano poi pietosamente raccolti e trasportati alla camera mortuaria del locale ospedale.
Il poveretto aveva le gambe amputate ed il capo orribilmente schiacciato.
La misera fine del Fogli ha vivamente impressionato tutti i suoi compagni di lavoro e l‘intera cittadinanza.
Sul luogo della sciagura si recava il Giudice della Pretura di Faenza col medico-legale ed il cancelliere, accompagnati dal locale Comandante la Stazione dei Carabinieri per le formalità di legge.


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Primo piano di quel che resta del giardino della stazione

Pagina creata il 10 gennaio 2012, modificata il 14 gennaio 2012 e aggiornata l'1 febbraio 2012.

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