Francesca Budini, una lunga vita dedicata al lavoro

Una piccola lapide nel cimitero di Castel Bolognese ricorda, ai visitatori più attenti, la lunga vita dell'operaia Francesca Budini, dedicata quasi interamente al lavoro.
La Budini nacque a Castello il 27 settembre 1856, figlia di Innocenzo e Francesca Borghi, ed entrò ancora bambina, presumibilmente all'età di 8 anni circa, alle dipendenze della Ditta Santandrea, che si occupava di commercio di stracci, cascami, metalli e affini. Una straordinaria longevità lavorativa, sicuramente sostenuta da una ottima salute fisica e da una rara dedizione, la portò a rimanere per ben 75 anni alle dipendenze della stessa ditta e a lasciare il lavoro, probabilmente, solo poco tempo prima della morte, avvenuta il 25 gennaio 1940.
Francesca Budini, soprannominata Chèca de' Fròl (il marito Francesco Cimatti andava nelle campagne con il frollo per sgranare le pannocchie del granturco), si occupava della cernita degli stracci (in dialetto: strazèra). Così la descrive Oddo Diversi: "una donna formosa, prosperosa, con occhi chiari, capelli castani lisci spartiti sulla fronte e un seno pieno e sporgente anche nell'avanzata età".
Come si svolgeva il lavoro "dal strazèri"? Così lo ricordava Mario Santandrea: "Il loro orario nella stagione media era dall'alba al tramonto, con intervallo dalle otto alle otto e tre quarti e dalle dodici alle quattordici d'inverno; e quindici d'estate. Ad eccezione del periodo invernale, le donne lavoravano all'aperto a coppia, (una giovane e un'anziana) sull'acciottolato e la sera mettevano i corbelli al riparo e scopavano il terreno. [...] D'inverno facevano del lavoro straordinario, dopo cena, per dividere la penna leggera (piumino) da quella grossa che serviva da concime per i pomodori. Non c'era ancora la luce elettrica e l'illuminazione era data da lumiere di ottone a tre becchi con stoppino ad olio d'oliva".
Francesca Budini (Chèca de' Fròl) fu insignita della Stella al merito del lavoro, un'onorificenza istituita dal Regno d'Italia nel 1923 per premiare i lavoratori particolarmente meritevoli. Una rara fotografia, risalente al 12 ottobre 1934, ritrae i festeggiamenti a Francesca Budini in onore del riconoscimento appena concessole, presumibilmente in occasione del suo 70° anno di lavoro.
Un record oggi impossibile da battere, ma che all'epoca poteva sembrare una cosa poco più che normale. Altri castellani possono vantare lunghe dedizioni al lavoro, di pochi anni più brevi. Sante Amadei (1843-1938), ad esempio, fu per oltre 60 anni bidello comunale. E come non ricordare Tino Biancini (1904-2004), che andò in pensione dopo 66 anni di servizio prestato alle farmacie locali?

francesca_budini.jpg (178253 byte)
12 ottobre 1934: festeggiamenti per l'operaia Francesca Budini

checa_de_frol.jpg (129558 byte)
La Chèca de' Fròl in un disegno di Fausto Ferlini.
Si notino i vari corbelli, in ognuno dei quali
era destinato un diverso tipo di cencio


francesca_budini_lapide.jpg (178637 byte)

Cimitero di Castel Bolognese: tomba di Francesca Budini

Bibliografia: Oddo Diversi, Al strazèri, La Piè, 1984

indietro