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Castel Bolognese

Posizione geografica
Castel Bolognese è a 11º 48' 32"
di longitudine est del meridiano di Greenwich, a 44º 18' 36"; di latitudine nord. Il
territorio comunale ha una superficie di kmq. 32,28. Altitudine s.l.m. 42 m. Sorge nella
vallata del torrente Senio. E' posta a cavaliere della Via Emilia fra Faenza e Imola in
provincia di Ravenna - Italia.
Confini
Castel Bolognese confina a est con il
comune di Faenza, a sud con i comuni di Riolo Terme e Faenza, a ovest con il comune di
Imola, a nord con il comune di Solarolo.
Popolazione
La popolazione conta 9.006 abitanti
(dato aggiornato al 31 luglio 2006).
Collegamenti
Castel Bolognese è servita dalla linea
ferroviaria Bologna - Ancona e Ravenna - Castel Bolognese e da vari servizi di
autocorriere di linea. Dista da Bologna km. 42; Ravenna km. 43; Faenza km. 7; Lugo km. 22.

Le principali attrattive
Numerosi sono
i monumenti, alcuni dei quali di notevole pregio artistico, che il visitatore può trovare
a Castel Bolognese, paese che richiama per tanti aspetti (vedi i portici) l'urbanistica e
l'architettura della città madre Bologna. Fra le cose da non perdere c'è sicuramente la Chiesa
di S. Sebastiano, del 1506, dedicata oggi ai caduti della prima guerra mondiale.
A non molta distanza troneggia, sulla via Emilia, un edificio tardo-rinascimentale: Palazzo
Ginnasi.
A fianco sorge la Chiesa di S. Francesco, del Settecento, al cui interno c'è una
statua della Madonna che la tradizione attribuisce a Jacopo della Quercia.
Fra i monumenti più importanti c'è il Palazzo Comunale (o Palazzo Mengoni), che
Giuseppe Mengoni ricavò nell'800 da un convento di Frati Minori, abbellito da una fontana
di Angelo Biancini, sita all'interno del cortile. Degna di menzione è sicuramente la Chiesa
di S. Petronio, rifatta da Cosimo Morelli a fine Settecento. L'edificio sacro, che fu
costruito nel '400, tra le tante opere di pregio annovera una tela di Felice Giani
raffigurante S. Petronio, un affresco di Giovanni da Riolo e un dipinto della scuola di
Innocenzo da Imola.
Non distante dalla stazione ferroviaria c'è Villa Gottarelli, sprofondata in un
parco impreziosito da molte piante esotiche. Appena fuori dall'abitato ci sono il Convento
e la Chiesa dei Cappuccini, con opere di Gandolfi e Piancastelli. Su una collinetta
c'è Villa Zauli - Naldi.
In località Casalecchio si può ammirare l'ultimo esempio esistente di una serie di
molini che nel '400 furono costruiti lungo il «canale dei molini, la cui acqua riempiva i
fossati che cingevano il castello».
Cenni
Storici
di Paolo Grandi
Castel Bolognese trae il
proprio nome e la propria origine da Bologna che ne iniziò la costruzione nella seconda
metà del secolo XIV. Latto
notarile di fondazione, ritrovato presso lArchivio di Stato di Bologna dal
concittadino scrittore Avv. Francesco Serantini, porta la data del 13 aprile 1389. Già
prima di quella data però sorgeva nello stesso luogo un piccolo appostamento militare,
detto Bastia, sempre costruito dai bolognesi attorno al 1380-81.
Ben presto nel nuovo castello si accentrò la vita dellintera zona, che comprendeva
i castelli dellAnconata e di Casalecchio a nord della Via Emilia, quelli di
Biancanigo, Limadizio. Campiano e San Bartolo alla Serra a sud di detta strada. La storia
di questi fortilizi e del loro territorio inizia molto prima di quella di Castelbolognese:
infatti la zona collinare, soprattutto quella della Serra, fu già abitata in epoca
preistorica, come è dato rilevare dai reperti ritrovativi; indi, in epoca romana tale
zona si trasformò in luogo di soggiorno e di svago per alcune famiglie gentilizie romane,
come dimostrano i resti di alcune ville. La zona di Campiano invece, dato il suo ruolo di
porta della valle del Senio, ospitò, sopra un colle dominante la strada che conduceva
verso il monte, una pieve, ricordata in un documento dellanno 854.
Già nel XV secolo il Castello costruito al di là della Via Emilia, verso il monte, ed
avente una sola porta daccesso, la torre del 1394, si dimostrò insufficiente, tanto
che fu ampliato, occupando anche un lembo di terra al di qua della via Emilia. Le porte
daccesso divennero così due, sulla Strada Maestra, una verso lmola o porta del
Mercato, una verso Faenza o Porta del Mulino. Entrambe furono demolite nel secolo scorso.
Nella primavera del 1501
Castelbolognese fu occupato da Cesare Borgia il quale. dopo averne atterrato le mura il 29
luglio. gli impose un nuovo nome: Villa Cesarina. Con la riconquista della Romagna
da parte di Giulio II che cacciò i Borgia anche da Roma, dal 1506 fino alla unificazione
italiana appartenne allo Stato Pontificio, e ne subì le vicende.
La peste del 1630, che
infuriava in Romagna, non colpì Castelbolognese, e la popolazione attribuì questo fatto
ad un miracolo della Madonna. che si venera tuttora nella chiesa di San Francesco sotto il
titolo di B.V. della Concezione, decidendo di festeggiarla, in segno di ringraziamento,
per tre giorni, a Pentecoste. Di qui trae origine la tradizionale Sagra di Pentecoste,
manifestazione ricca di iniziative folcloristiche e gastronomiche.
Per la sua felice posizione e per i benefici fiscali da sempre goduti, Castelbolognese, e
la popolazione fu sempre un punto franco e un notevole centro di traffici e di commercio.
Vi fiorì il contrabbando fra la Toscana. Bologna e Ravenna, tanto che ancora oggi una
strada del centro è nota come "Strada dei Contrabbandieri". Al fine di
stroncare tale traffico, che aveva assunto notevoli proporzioni, Pio VI, con Motu
Proprio del 1791 decise di staccare Castelbolognese dalla madre patria e di annetterla
alla legazione di Ravenna, togliendole ogni privilegio.
Durante il Governo Napoleonico, Castelbolognese si trovò al centro del distretto di
Castel Senio comprendente anche Casola, Riolo, Solarolo, Bagnara e Cotignola.
Nel 1861 fu inaugurata la ferrovia di Bologna Forlì e la stazione ferroviaria di
Castelbolognese; il 23 agosto 1863 fu inaugurata invece la linea Castelbolognese-Ravenna. Occorrerà attendere il 24 agosto
1914 per vedere sbuffare la locomotiva lungo la valle del Senio: veniva aperta in quel
giorno la Castelbolognese-Riolo
Terme, ora soppressa.
Nel corso della seconda guerra mondiale
Castelbolognese fu teatro di aspri combattimenti e vide il fronte attestarsi sul fiume
Senio dallautunno allinverno 1944-45. Il centro abitato fu notevolmente
danneggiato. Furono distrutti la torre civica del 1394, la settecentesca chiesa del
Suffragio, il Palazzo Comunale, i campanili delle chiese di San Petronio e di San
Francesco, che furono entrambe danneggiate.
Brano tratto da: "Itinerari
turistici : provincia di Ravenna / raccolti e ordinati da Antonio Fogli e Francesco
Ravaglia ; scritti da Paolo Baldi ... [et al.]. - 4. ed. riveduta e ampliata. - Ravenna :
Ravaglia, 1998." |