Il professore Luigi
Patuelli
Una testimonianza esemplare di carità
Impegnato nell'Oami di Faenza e nell'Opera Santa Teresa di Ravenna
Se qualcuno ritiene che l'indifferenza sia giunta ad un punto tale
che la gente ignori le opere buone e chi le compie, avrebbe potuto ricredersi se, venerdì
10 ottobre, avesse assistito in San Petronio alle esequie di Luigi Patuelli, deceduto in
età di 87 anni. Il rito, presieduto da mons. Roberto Brunato, vicario della diocesi di
Faenza e amministratore parrocchiale di Biancanigo e Tebano, è stato seguito da una folla
numerosa. Cerano i castellani di San Petronio e di Biancanigo, per i quali il
professore Luigi era prima di tutto Gigì dla Ciùs". Egli apparteneva
allantica famiglia Patuelli, che fin dal settecento ha atteso ininterrottamente alla
custodia della chiusa, tra Biancanigo e Tebano, regolante il flusso delle acque del Senio
nel canale dei Molini. Erano presenti anche operatori e beneficati dellassociazione
Oami di volontariato, per la quale Patuelli si era a lungo prodigato né mancavano
insegnanti che furono al suo fianco nella scuola. In Luigi Patuelli coesistevano una buona
formazione umanistica e una fervida spiritualità francescana. Aveva insegnato lettere
italiane e classiche con esemplare dedizione ai suoi compiti di educatore. Concluse il
servizio nella scuola media di Castel Bolognese, da cui si congedò con rimpianto, nel
1986, quando aveva maturato il pensionamento. Ma non si mise a riposo nonostante i
postumi, che sempre lo hanno tormentato, di un malanno causatogli dalla lunga prigionia di
guerra. Nel 1985, a Faenza, era venuto a sapere, per caso da una locandina,
dellinaugurazione della Casa famiglia San Francesco con la quale
lOami, associazione dedita alle persone inabili, si insediava nella città manfreda.
Qui per ventanni, fino agli ultimi giorni, Patuelli si è continuamente prodigato
come volontario a sostegno e a conforto di tanti sfortunati nei quali, come mons. Brunato
ha ben sottolineato nellomelia, aveva imparato a vedere Gesù, che tanto amava. Era
pure solito unirsi al gruppo dei Castellani che nellultima domenica di ogni mese
prestano servizio volontario presso lopera Santa Teresa di Ravenna, alla quale sono
state devolute le offerte raccolte nel corso del funerale. A conclusione del rito funebre
sono state ascoltate toccanti testimonianze. E seguita la lettura della pergamena
pontificia, datata 29 maggio 2008, che l'estinto non ha fatto in tempo a ricevere: gli è
stato conferito il titolo di Cavaliere dellOrdine di San Silvestro Papa per il bene
reso alla Chiesa Cattolica. In San Petronio è scoppiato un applauso caloroso. Vi si sono
ritrovate allunisono tutte le persone che hanno conosciuto Luigi Patuelli sotto
aspetti diversi, ma che, forse, non avevano colto fino in fondo lintensità della
sua opera caritativa, circondata dalla modestia e dal riserbo che contraddistinguono le
persone sante.
Testo tratto da "Il Nuovo Diario Messaggero" del 18 ottobre 2008