Note di toponomastica: 1951, nasce la via Emilia Interna

In previsione del IX censimento della popolazione (anno 1951) l’ISTAT emanò una circolare di “Istruzioni per l’ordinamento ecografico” (1). Per seguire le istruzioni impartite da tale circolare anche nel comune di Castel Bolognese fu necessario intervenire sulla toponomastica già esistente e, nel contempo, assegnare una denominazione a varie strade del paese che ne erano sprovviste.
Con delibera del Commissario Prefettizio Oddone Sani, datata 9 aprile 1951, ci fu così un radicale intervento sulle denominazioni di molte “aree di circolazione” (2): si tratta dell’intervento più rilevante dopo quello del 1876 che ridenominò tutte le vie del centro storico.

In primo luogo si dovevano eliminare gli inconvenienti derivanti dal fatto che una stessa area di circolazione era chiamata con due diverse denominazioni: ciò portò alla creazione della “via Emilia Interna”. Fino ad allora, infatti, il tratto della via Emilia interno all’abitato di Castel Bolognese aveva due distinte intitolazioni: Corso Giuseppe Garibaldi e Borgo Giosue Carducci. Mentre il “borgo” (anche oggi lo chiamiamo così in realtà) aveva sin dal ‘700 una sua specifica denominazione (prima della morte del grande poeta, avvenuta nel 1907, si chiamava Borgo San Carlo, dal nome del santo a cui era dedicato l’oratorio Parini, oggi noto come forno della chiesina), il tratto di strada dentro le mura si era sempre chiamato via Emilia (o, più semplicemente Strada Maestra). E’ facile immaginare, vista la massiccia partecipazione dei castellani alle campagne risorgimentali, che l’intitolazione al generale Garibaldi sia avvenuta poco dopo la sua morte, risalente al 1882.

Con la delibera furono così cancellate queste due denominazioni e, inoltre, furono istituite anche la via Emilia Levante (fino ad allora via Emilia Faenza o via Faenza) e la via Emilia Ponente (già via Emilia Imola o via Imola). Fu anche eliminata la via Pascoli, che fino ad allora individuava la prima parte dell’attuale Strada Provinciale Lughese e fu nel contempo rinominato il viale Cappuccini in viale Giovanni Pascoli (per non ingenerare confusione con il piazzale Cappuccini). In secondo luogo furono assegnate denominazioni a varie aree di circolazione che ne erano sprovviste e furono così istituiti: Piazzale Garibaldi, Piazzale Brunelli, via Piancastelli, via Guidi, viale Mazzini, via Carducci, via Contoli, via Tassinari, Piazzale Stazione, via del Macello (oggi è scomparsa) e vicolo Cortilaccio (pure scomparso).

L’eroico Generale e il sommo Poeta furono quindi le principali vittime dell’inevitabile ordinamento ecografico e da titolari di un corso e di un borgo si ritrovarono titolari di un anonimo piazzale (anche se oggi risulta notevolmente abbellito in confronto ai tempi in cui ospitava la pesa comunale) e di una piccola via. Negli anni ’60, come ci racconta un articolo di Paolo Grandi, il consigliere comunale Mario Santandrea propose una “controriforma” della toponomastica che rimase sostanzialmente irrealizzata. E così nel 2011, ha compiuto 60 anni la “via Emilia Interna”, nome non troppo accattivante, a dire il vero, ma ossequiosamente rispettoso delle normative del 1951, che, pur avendo subito alcuni aggiornamenti, sono ancora in vigore.

Andrea Soglia

(1) Con l’aggettivo “ecografico” si intende ciò che riguarda lo studio della distribuzione e organizzazione delle comunità umane sul territorio
(2) Per area di circolazione si intende un suolo pubblico o aperto al pubblico destinato alla viabilità

Corso Garibaldi, ora via Emilia Interna, in una cartolina postbellica

Corso Garibaldi, ora via Emilia Interna, in una cartolina postbellica

Borgo Carducci, ora via Emilia Interna, in una cartolina degli anni '20

Borgo Carducci, ora via Emilia Interna, in una cartolina degli anni ’20

Contributo originale per “La storia di Castel Bolognese”.
Per citare questo articolo:
Andrea Soglia, Note di toponomastica: 1951, nasce la via Emilia Interna, in http://www.castelbolognese.org

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