La “Corale della Pace”, un’istituzione musicale ultracentenaria in Castel Bolognese

di Paolo Grandi

La Parrocchia della Pace è sempre stata tra le più attive di tutte quelle del Forese e si è sempre distinta in tutte le arti, specialmente nella musica arrivando addirittura nel dopoguerra ad avere oltre la Corale, anche la Banda.
L’istituzione di una corale polifonica nella Parrocchia di San Petronio è invece molto più tarda; infatti, dopo un breve esperimento condotto da padre Callisto Giacomini mentre era ospite del Convento Cappuccini di Castel Bolognese, la “Corale San Petronio” nacque, di fatto, nel 1982 con l’inaugurazione del nuovo organo donato dal compianto Arciprete mons. Sermasi e la prima esibizione fu durante la Messa della Natività di quell’anno. Prima della guerra esistevano le “canterine”, a volte accompagnate anche da voci maschili, tra le quali vi erano, oltre mia madre Marta Zannoni, le sorelle Prelati, Pinuccia “Pinéli” ed altre ragazze, ma non si costituì mai un gruppo stabile di cantori per il servizio liturgico nella più importante chiesa cittadina.
Non bisogna tuttavia dimenticare che durante la sua permanenza a Castel Bolognese padre Callisto formò un coro polifonico misto di bambini che addirittura cantò durante le riprese della S. Messa di RAI 1 da Riccardina di Budrio nel 1977.
Alla Pace, però, la tradizione di accompagnare col canto le celebrazioni liturgiche risale fin dal diciannovesimo secolo e dobbiamo ringraziare Gemma Utili, appassionata di musica, appartenente alla Corale della Pace e buon contralto, che nel 1996 ha raccolto le memorie della “Corale” in un libretto ormai introvabile ma che ora, tramite il sito www.castelbolognese.org potrà ottenere conoscenza universale. Sottolineo anche la rarità e la preziosità di queste memorie; fu padre Albino Varotti un giorno a dirmi che sono rare, nella bibliografica musicale, le pubblicazioni che trattano la storia delle corali.
Da ultimo non si dimentichi che la Parrocchia della Pace, assieme a Biancanigo, Tebano e Casanola, appartengono alla Diocesi di Faenza per cui venire per loro a cantare in San Petronio, che invece appartiene alla Diocesi di Imola era quasi come cantare “ai forestieri”!
Ciò detto, lascio la parola a Gemma ed al suo scritto, Storia e ricordi dei cori di Santa Maria della Pace – fine 800–1996, (Castel Bolognese, 1997), da cui provengono tutte le parti in corsivo.

PRELUDI

La parrocchia della Pace è sempre stata rinomata per i suoi cori. Sin dal fine 800, verso fine anni ‘20, esisteva un coro di canterine molto brave, «i vecc i geva, cu’iera un ciocch, d’cantareni». Da ricordare per bravura: Annunziata Dalpozzo, detta Nuzieda de’ Srai, brava soprano, e Enrica Nenni «detta la China» brava contralto. Alla Pace fino al1935 non ci fu più un coro vero e proprio. Il vecchio parroco don Leopoldo Savini mori nel 1935 e all’inizio del 1936 prese il possesso della parrocchia, don Vincenzo Cimatti, originario di Cotignola, già cappellano in S. Marco di Faenza. Essendo amante della musica bella, istituì subito «dopo previa selezione», un gruppo di canterine, «al cantareni dla Pés». Ci fu il debutto il 19 marzo 1936, festa di San Giuseppe.
In seguito, con l’aiuto di un bravo organista proveniente da Gaiano di Solarolo, «Cechino d’Pan Bianch», ci preparammo per la festa dell’Assunta «15 agosto». Imparammo la Messa dei Tassi, a due voci; al pomeriggio tutto un programma a tre voci, io facevo da solista nella terza voce, avevamo l’accompagnamento di 2 violini e un violonceilo. Don Cimatti dirigeva con la bacchetta alla Toscanini. Andando avanti nel tempo l’organista ci lasciò e ci venne in aiuto Luigi Tarabusi, maestro di musica «non vedente» originario di Castel Bolognese.
Di quel gruppo di canterine, oggi 1996, siamo rimaste in efficienza solo due, Antonietta Dalpozzo soprano ed io, Gemma Utili, contralto. Le altre o decedute, o trasferite altrove. Ai tempi di allora cantavamo ad orecchio senza musica, seguivamo l’organista con tanta volontà e costanza. Imparammo la Messa Cerviana a tre voci, pari, di Perosi, bellissimo il Benedictus, che faceva parte della terza voce da solista, che cantai per tutto il tempo di permanenza di don Cimatti, fino alla fine del 1940. Facemmo in seguito tanti saggi musicali, con pezzi di autori famosi: Mendelssohn, Beethoven, Mozart, Wagner. Venivano ad ascoltarci tanti forestieri, ed erano sempre applausi a non finire.
Don Cimatti non volle mai creare il coro misto. Istituì un gruppo di ragazzini che cantavano per loro conto. Nel 1938 fummo invitati a S. Biagio di Faenza, «tutti i due cori», i ragazzi cantarono la canzoncina alla fine della funzione dedicata «al sacro Cuore di Gesù». Di quel gruppo giovanile, faceva parte anche Sauro Montevecchi, figlio della maestra lnes Martini, titolare della scuola elementare della Pace, nonché Domenico Drei, che all’epoca aveva 11 anni. Nell’arco di tempo della permanenza di don Cimatti, facemmo tante gite e nelle località dove c’erano Chiese, cantavamo l’Ave Maria di Perosi a due voci.
Il Lunedi dell’Angelo, ci recavamo a piedi, al Santuario di Ghiandolino, veniva con noi l’organista Tarabusi, il quale ci accompagnava nei canti, eseguiti sia a Ghiandolino che a Pediano, dove c’era un organo molto antico, che aveva un mantice azionato a mano da persona apposita. Imparammo in seguito, l’Ecce Sacerdos Magnus, la Via Crucis, in tre motivi, molto bella, Messe funebri, Ninne Nanne, ed altri pezzi importanti.
Don Cimatti ci lasciò alla fine del 1940.

1937: Prima gita delle canterine della Pace con don Vincenzo Cimatti a ca’ dell’Alpe (Firenze).

1938: Canterine della Pace al passo della Raticosa con don Cimatti.

1939: sul Sasso di San Zanobi in gita con don Cimatti. Presenti Jusèf ‘d Buvareja (Giuseppe Silvagni) e Mingò ‘d Santa Catarèna (Domenico Silvestrini).

1939: Canterine della Pace in gita a San Marino con don Cimatti.


DON ZANNONI E LA GUERRA

All’inizio del 1941 lo sostituì don Vincenzo Zannoni, di San Severo di Cotignola, già cappellano a Villanova di Bagnacavallo, prete meno fine ma più grintoso. Istituì subito il coro misto, e gli diede il nome di Schola Cantorum. Imparammo la Messa S. Lucia del Branchini, a due voci dispari, che fu nostro campo di battaglia per tanto tempo. Avevamo tante richieste, dalle Parrocchie dove si celebravano le onoranze funebri dei soldati caduti al fronte, cantavamo i pezzi corti della Messa. All’Agnus Dei, sul pasta del “miserere nobis” inserivamo il “Dona Eis requiem”.
Con l’andare del tempo, dopo aver provato i pezzi liturgici, ci dilettavamo con la Lirica. Imparammo tanti pezzi importanti sia per coro che per solisti cantati dalla brava soprano Antonietta Dalpozzo e per tenore solista eseguiti dal bravo tenore Domenico Drei.
Spesso, finito di provare il canto, anche oltre mezzanotte, Domenico Drei inforcava la bicicletta e tenendo tutta la Via Emilia, (fortunatamente a quei tempi non c’era il traffico pazzesco di adesso), cominciava a cantare un pezzo, dall’opera Il Trovatore, dove sono inserite le parole «ah! l’amore, l’amore è un dardo» e vi assicuro che nel silenzio della notte era una cosa veramente suggestiva.
Imparammo i Vespri in tre motivi, in canto figurato (L’exultate Justi di Tommaso Viadana, L’Ave Maria di Gounod, L’Ave Maria di Schubert, L’Ave Maria dell’Otello).
Imparammo tante cante romagnole. Avevamo un teatrino, dove ci sbizzarrivamo in commedie, operette, lirica, cante romagnole. Era aperto al pubblico, il quale affluiva in massa ed era tutto gratis, ci accontentavamo degli applausi a non finire.
Nel settembre del 1943, il parroco di Casale don Bisi, chiese a don Zannoni se poteva mandare da lui un soprano e un contralto per insegnare alle ragazzine sue parrocchiane di cantare, mando l’Antonietta Dalpozzo soprano e la Gemma Utili, contralto; andavamo al pomeriggio in bicicletta, e tomavamo verso sera, tutto ciò per circa un mese alla fine don Bisi regalò ad entrambe una statuetta di peltro, raffigurante la Madonna. La Schola Cantorum era rinomata, avevamo tante richieste, imparammo tanti pezzi importanti per soddisfare i richiedenti.

30 giugno 1943: gita parrocchiale con cantori a Firenze organizzata da don Zannoni.


DALLA RINASCITA DEL DOPOGUERRA AL TEMPORANEO STALLO

La guerra devastò la Parrocchia della Pace il cui territorio e le cui case erano sulla prima linea. Così Continua Gemma Utili:
La Chiesa era distrutta, la canonica, il campanile, non esisteva più niente. Le campane ci furono prestate e attaccate al ramo di un pero. Per nove, dieci giorni il Parroco don Zannoni celebrò la S. Messa nella Cappellina mortuaria del cimitero. Il teatrino fu sistemato alla meglio e servì per le funzioni religiose. In seguito don Zannoni si trovò a dover reggere anche la parrocchia di Pieve Ponte. La Chiesa non esisteva più, il Parroco pure. Nella casa di un contadino della parrocchia fu sistemata una stanza che servì da Oratorio, al piano superiore, l’abitazione del Parroco, in un’altra stanza, al pian terreno, fu preparato un teatrino. Noi cantori ci trovammo andare di qua e di là, per cantare ci arruolammo con le canterine del luogo, qualche elemento veniva anche da Casale specialmente tre, Bacchilega, Mario, Sebastiano e Giovanni. Facemmo anche qualche commedia. Intanto ci aveva lasciati l’organista Tarabusi, cedendo il posto a Pia Drei, sua allieva (brava, che ci accompagnò per tanto tempo). All’inizio del 1946 furono invitate soltanto le canterine della Pace, ad un matrimonio a Pergola. Facemmo in seguito servizio musicale in tante parrocchie. Fummo invitati da don Italo Drei, cappellano a Gaggio, vicino al Ponte di Baffadi sulla strada Montanara, che da Imola porta a Firenze. Andammo il 20 gennaio 1947. A quei tempi, per gli spostamenti, ci servivamo di due furgoni a turno, gli autisti erano Teresio Bruni, detto Fitena, e Francesco Minardi, detto Chiccò d’Rumana, entrambi di Castel Bolognese. Quel giorno con Bruni, nell’ultima salita il furgone non gliela fece per il troppo carico, ci dovemmo arrampicare sul monte e finalmente guadagnammo la vetta (c’era la brina). Cantammo al mattino e al pomeriggio, da non dimenticare l’ottimo pranzo graditissimo, siccome a casa nostra avevamo appena di che sopravvivere. Al ritorno verso sera, nei pressi di Imola trovammo una nebbia talmente fitta che ci trovavamo bene e spesso a sinistra della Via Emilia, cioè giù di mano, con grande costernazione di Bruni, ma con l’aiuto di Dio gliela facemmo.
In quei tempi erano invitate solo le canterine della Pace, per cantare agli uffici ordinati dalle famiglie alle parrocchie in suffragio dei loro defunti. Ci davano L. 400 che al ritorno ce li ripartivamo e anche se pochi ci facevano comodo.
Facemmo tante gite: nel 1950 a Roma per il Giubileo dell’Anno Santo e in tanti altri posti. Se dovessi elencare tutte le bellezze vedute, non solo di Roma, dove ci restammo circa 8 giorni, ma anche in altri posti importanti che visitammo con don Zannoni ci sarebbe da riempire un libro apposito, lascio tutto al bel ricordo, dico soltanto che restando a contatto con gente colta «ui’è sempar qualcosa da purtess a’ ca’».
Nel 1950 fu costruita la Chiesa della Pace, sul lato opposto di quella distrutta. Don Zannoni ritornò a casa sua, a Pieve Ponte andò un altro Sacerdote, l’Arciprete Don Giovanni Minguzzi, bravo cantante che fu, con l’andare del tempo, nostro aiutante nelle feste principali.
Imparammo in seguito la Messa Regina Pacis di Baruzzi a tre voci dispari e la Messa Te Deum Laudamus a due voci di Perosi.
Nel 1959, don Zannoni fu chiamato a reggere la Collegiata di Brisighella, noi cantanti ci trovammo un poco spaesati, ma a poco a poco ci riprendemmo.
* * *
A don Zannoni successe don Vittorio Liverani, se pur non essendo musicista, favorì in tutti i modi la Schola Cantorum, la quale fu sempre presente in Parrocchia. Per le uscite andavano per lo più i maschi, diretti da don Domenico Casadio, protagonista principale fu Domenico Drei, che non mancava mai di presenza e generosità. Del coro femminile (nel 1972/1980) si interessò Laura Dalmonte, studentessa di musica, radunando un piccolo gruppo di ragazzine, insegnando loro pezzi di musica liturgica moderna. Erano invitate nelle parrocchie vicine dove si facevano notare per impegno e bravura.

1946: gita a Camaldoli con don Zannoni e Schola Cantorum.

1950, Roma, Anno Santo. A Tivoli con cantori della Pace, persone da Castel Bolognese e Pieve Ponte. Sulla sinistra don Domenico Casadio. La gita fu organizzata da don Zannoni.

1952: Gita parrocchiale della Pace con canterine all’Abetone, con don Zannoni.

23 aprile 1959: Cantori della Pace alla festa patronale di San Giorgio a Ceparano per onorare il futuro Parroco don Vittorio Liverani al tempo lì titolare della Parrocchia. Attorno a don Vittorio si vedono in alto Domenico Drei, Antonio Liverani, Giovanni Ricci; sotto Gino Bentivoglio, Dumas Battilani e Lino Silvagni.


COME RINACQUE LA “CORALE DELLA PACE”

Alla fine del 1979 morì don Antonio Contarini, originario di Faenza, bravissimo musicista, residente a Bagnacavallo. Con la sua corale, si recava tutti gli anni al Santuario di Pietramora, per onorare con il canto, la Madonna delle Grazie. Siccome il posto era rimasto vacante, don Carlo Maria Marangoni, parroco di Pietramora, don Domenico Casadio e Domenico Drei, pensarono di ricostituire la Schola Cantorum della Pace che si trovava in un momento di stasi (o quasi) per quel che riguardava la parte femminile. Il 14 settembre 1980 a Pietramora si sarebbe celebrata la festa in onore della Madonna delle Grazie. Eravamo quasi alla fine del mese di agosto, ci mettemmo tutti di buona lena, ci avvalemmo della direzione di don Nello Castellari, di San Cassiano di Brisighella e arruolammo tante ragazzine. Le prove si facevano a casa di Antonietta Dalpozzo, mettendoci a disposizione il suo pianoforte. Il 14 settembre 1980 ci fu il debutto a Pietramora per la funzione pomeridiana alle ore 15,30 (andò tutto bene). Le campane tubolari o carrilon ci furono prestate da Bagnacavallo, per l’accompagnamento dell’Ave Maria della sera di don Contarini. Le suonava Laura Dalmonte. All’organo c’era don Domenico (Casadio), dirigeva magistralmente don Nello Castellari.
Nacque da quel giorno la Corale della Pace, don Domenico Casadio (nostro direttore) la chiamò con quel nome. «In effetti, poi Corale o Schola Cantorum è sempre una cosa unica, la sostanza è sempre quella, come si suol dire in parole povere, cambia soltanto il nome».

Componenti maschili:

don Domenico Casadio
don Luigi Fabbri
Domenico Drei
Dumas (Gaspare) Battilani
Gino Bentivoglio
Giovanni Ricci
Luciano Landi
Lino Silvagni
Vittorio Conti
Giovanni Peroni
Paolo Grandi
Francesco Petroncini

Componenti femminili:

Domenica Linari
Laura Dalmonte
Paola Dalmonte
Elena Dalmonte
Pia Drei
Angelina Drei
Bianca Lega
Antonietta Dalpozzo
Fulvia Scardovi
Emma Scardovi
Lucia Scardovi
Luisa Zardi
Annunziata Zardi
Stefania Zardi
Angela Ossani
Maria Landi
Gemma Utili
M. Gabriella Avveduti
Franca Avveduti
Tiziana Bucci

Segue nello scritto di Gemma un diario delle esecuzioni tenutesi tra il 1980 ed il 1986, ordinatamente tenuto dalla figlia Gabriella.
Queste le ulteriori prime uscite che poi caratterizzarono il calendario della Corale e tuttora caratterizzano quello della corale “San Petronio e Santa Maria della Pace”:
Prima uscita dopo il debutto. Chiesa S. Maria della Serra, 26 ottobre 1980, ore 15. Le campane tubolari, prestate da Bagnacavallo. Direttore don Nello Castellari.
Casale, 9 novembre 1980, ore 15,30. Eseguiti i pezzi soliti.
Pace, 7 dicembre 1980, Festa dell’Immacolata Concezione. Rinnovammo quel giorno La Missa Secunda Pontificalis, a tre voci dispari di Lorenzo Perosi. Rinnovammo le campane tubolari acquistate a Pistoia da don Domenico e Domenico Drei, che anticipò i soldi, che gli furono in seguito restituiti. Regalò il viaggio (grazie).
Castel Bolognese, 8 dicembre 1980, al mattino Messa Secunda Pontificalis di Perosi, Salve Regina di Monsignor Cimatti. Pomeriggio tutto di don Contarini con campane o carrilon Tantum Ergo di Baruzzi, e la tradizionale Tota Pulchra di Borroni, fu l’ultima volta che ci diresse don Nello. Don Domenico disse: «dobbiamo renderci autonomi», e cosi fu.

Da allora fu un susseguirsi di impegni, spesso presi un anno per l’altro: le numerose feste di Sant’Antonio Abate animate spesso sia con la Santa Messa del mattino che con la solenne Funzione Pomeridiana oltre che alla Pace a Borello, Serra, Biancanigo, Pieve Ponte, Celle, Casale Faentino; la festa della Madonna del Paradiso nella sua Chiesa di Faenza, la terza domenica di quaresima; il lunedì di Pentecoste a Castel Bolognese per la Messa solenne e l’altrettanto solenne Funzione (La domenica il servizio era prestato dalla Corale San Petronio a partire dal 1983); il Corpus Domini a Biancanigo nel parco del “Camerone” concelebrato da don Rino e don Carlo Marabini; il Ferragosto alla Pace; la festa di San Bartolomeo, ultima domenica di agosto, a Casale Faentino; la festa della Madonna delle Grazie alla Pietramora la seconda domenica di settembre.

Con la direzione di don Domenico Casadio, la corale ebbe come organista Laura Dalmonte; inoltre il 24 gennaio 1981 a Celle, per la festa di Sant’Antonio Abate fu rinnovato l’organo elettrico donato alla corale dall’allora Cassa Rurale Artigiana ed acquistato da don Domenico e Domenico Drei ad Osimo.

La Corale ebbe impegni importanti, come il Pontificale del 350.mo anniversario della Preservazione dalla Peste, l’8 giugno 1981, presente il card. Mario Ciappi e con la partecipazione del tenore Ugo Tagliani, amico di Domenico Drei.

Borello, 21 febbraio 1981: la Corale schierata; in primo piano l’autrice Gemma Utili.

29 marzo 1981: la Corale della Pace in san Petronio. All’organo Laura Dalmonte, all’estrema sinistra Gemma Utili ed Antonietta Dalpozzo; in prima fila degli uomini Domenico Drei, Dumas Battilani, Lino Silvagni, dietro: Vittorio Conti e Gino Bentivoglio.

Settembre 1983: la Corale della Pace a Pietramora con le amiche di Villanova di Bagnacavallo. In Piedi: Paolo Grandi, don Domenico Casadio, Dumas Battilani, a destra Gemma Utili, Mariangela Cicognani; dietro: Vittorio Conti e Giuseppe Ossani; accosciato: Gino Bentovoglio.

Settembre 1986: la Corale della Pace a Pietramora al pranzo offerto da don Marangoni. Sullo sfondo a sinistra Domenico Drei e il maestro Angelo Creonti di Solarolo.

 

Settembre 1986: Gabriella Avveduti con il Carillon di Campane a Pietramora.


USCITE ED ESECUZIONI SVOLTE FUORI DELLA PARROCCHIA DAL 1987 AL 1996

Così continua Gemma Utili:
Pietramora, quattro uscite consecutive. Non siamo andati più perché nel 1990 don Carlo Marangoni lasciò la parrocchia. Tante uscite a Croce in Campo Imola. Tre volte a S. Ruffillo di Brisighella. Tante volte a Brisighella nella Collegiata. Tre volte nella Chiesa di S. Francesco (Brisighella) con la presenza del Cardinale Silvestrini, il quale officiava la S. Messa. (Chiesa ora inagibile). Al Monticino di Brisighella tre volte. Tutti questi anni annualmente alla Festa della Madonna del Paradiso (Faenza). A Fossolo. Tre S. Casciano di Brisighella. 1988 per il cinquantesimo di sacerdozio di Monsignor Nello Castellari. Tanti anni a Cassanigo. A S. Severo di Cotignola. A Cotignola nella Chiesa di S. Francesco (detta del Santo) per il cinquantesimo di Sacerdozio del Padre Mauro Scopa. Per ben tre volte all’Istituto del S. Cuore di Lugo. Due volte a Urbiano. A Cuffiano, a Campiano, Tebano… Agli ex Cappuccini di Castel Bolognese, con le cante romagnole. A Celle per una manifestazione serale, fummo invitati per presentare le cante romagnole. Tante volte invitati dalla Cassa Rurale ed Artigiana di Castel Bolognese. Per tanti anni dalle Suore Domenicane in occasione della festa di S. Domenico. A Brisighella per i concerti, organizzati da Monsignor Nello Castellari. Per ben tre volte nel Seminario di Faenza. Nella Chiesa del Cimitero di Faenza, dove è rettore don Carlo Maria Marangoni, tanti inviti li abbiamo rinunciati. A S. Benedetto in Alpe (Forlì) per una manifestazione folcloristica con le cante romagnole. A Ruvo di Puglia, che poteva essere anche motivo di gita, avevamo altri impegni. A Oriolo dei Fichi. Nelle Parrocchie dei dintorni, Pieve Ponte, Casale, Tebano, Biancanigo, Campiano. A Castel Bolognese in S. Petronio e S. Francesco per le due feste principali fino al 1995.

1990: la Corale a Pietramora con componenti di Castel Bolognese e di Villanova di Bagnacavallo. Si riconoscono in piedi: Giovanna Facchini, Gemma Utili, Mariangela Cicognani, Bianca Lega, Marina Samorì, don Domenico Casadio, Lino Silvagni; dietro: Gino Bentivoglio e Vittorio Conti; accosciati: Francesco Zaniboni, Angelina Drei

26 settembre 1993: Le due corali riunite per la Messa Solenne in san Petronio a conclusione della Peregrinatio Mariae in memoria del centenario dell’oltraggio all’Immagine della B.V. della Concezione. A sinistra, i tenori Cesare Zaniboni, Gino Bentivoglio, Giovanni Peroni e Giovanni Ricci; seminascosta dal microfono il soprano Rosanna Amadori; verso destra i contralti Sandra Neri e, seminascosta Angela Altieri; a destra i bassi Lino Silvagni, Dumas Battilani e di scorcio Francesco Petroncini.

 

DOPO IL 1996 E FINO ALLA NASCITA DELLA CORALE “SAN PETRONIO E SANTA MARIA DELLA PACE”

Oggi 1996, la corale si trova un poco in declino, abbiamo fatto definitivamente il gemellaggio con il coro di Castel Bolognese, diretto dal dottor Paolo Grandi. Ritornando indietro nel tempo, da elencare, tanti ricordi splendidi. I rinfreschi offerteci, da non dimenticare i pranzi sontuosi a Pietra Mora da don Carlo, la bella scampagnata, le foto ricordo, con la sempre gradita compagnia delle amiche di Villanova di Bagnacavallo, ex canterine di don Domenico Casadio.
Un lunedì di Pentecoste in S. Francesco, col tenore Tagliani di Rimini, amico di Domenico Drei, il maestro di musica Ino Savini di Faenza e l’organista Angelo Creonti di Solarolo, anche lui maestro di musica, ex docente al Conservatorio di Bologna, tutti invitati, dopo l’esecuzione del mattino, al sontuoso pranzo, (offerto) da Domenico Drei a casa sua; io come cugina, (e non soltanto per questo) ero invitata assieme alle mie figlie.
E mi sovvengono le critiche di quei musici illustri, nei confronti della corale, «bravi» non soltanto per il canto, da voci di un certo valore, ma per il colore che date, i forti e i piani, le finali lunghe e smorzate, e tanto merito era riferito al bravo direttore (don Domenico Casadio), anche lui presente. Per questo motivo, andando a ritroso nel tempo, sono stati ricordati i cori di S. Maria della Pace, colore e finali lunghe e smorzate. Non siamo mai stati presuntuosi, non abbiamo mai avuto divisa, non ci siamo mai fatti pagare, ad una tariffa fissa, abbiamo sempre accettato quello che ci veniva offerto, ma non ci siamo mai lamentati, abbiamo cantato non per il lucro, ma bensì le Lodi al Signore e per soddisfazione personale, e di soddisfazioni, ve ne sono state tante. Mia figlia Gabriella fece gli spartiti per tutti «gratis», le fotocopie le fece il marito nel suo ufficio, «gratis». Ora col tempo si sono logorate per l’usura.
Io modestamente faccio la segretaria cassiera, don Domenico si rivolge sempre a me, quando ha bisogno (grazie) perché un poco di stima aiuta a tirare avanti; e ti da la carica. Un grazie al nostro Parroco Don Vittorio Liverani, mettendoci a disposizione il locale per le prove, rimettendoci il riscaldamento e la luce.
La notte di Natale del 1991 si spense, dopo atroci tribolazioni, Domenico Drei. Fu preziosissimo elemento della nostra corale, nonché validissimo e generoso collaboratore, aveva 64 anni. Per la nostra corale fu una grande perdita. Mi sembra giusto e doveroso, un grazie alla sua memoria.
Oggi (1996) con il coro di Castel Bolognese, ci scambiamo i piaceri e ci vogliamo bene, questa è la cosa più importante. Un grazie a tutti, a Paolo Grandi che ci ha affiancato per tanto tempo, a Francesco Petroncini, anche lui, fu uno dei primi, ed è stato sempre assiduo. Un grazie a tutti e a tutte, sempre bravi, gentili e cortesi. Un grazie alle organiste Federica (Sgalaberni) e Elisabetta (Grandi, prematuramente scomparsa), un grazie ancora, (nessuno escluso). Un grazie alla Cassa Rurale ed Artigiana e al suo presidente Severino Sangiorgi, per le squisite cene offerteci.
Un grazie al nostro Direttore per tutto. «Le squisite tartine, il vino Alicante»: e grazie per averci portato all’Arena di Verona a vedere il balletto del Lago dei cigni di Ciaikowski, con la presenza della Carla Fracci, tante cose non si possono dimenticare anche se non sono state elencate su questa piccola cronaca di storia dei cori e ricordi di Santa Maria della Pace.

La “Corale della Pace” e la “Corale San Petronio” restarono separate ancora per alcuni anni, almeno fino alla morte di don Domenico Casadio (16 dicembre 2001), benché tra esse continuasse ad esserci uno scambio di cantori, organisti, direttori e repertorio, con doppio appuntamento di prove: il martedì a Castel Bolognese, il venerdì alla Pace. Poi, venendo a mancare le forze alla Pace, per via della scomparsa o dell’abbandono di molti cantori, si decise di unificarle sotto il nuovo nome di “Corale San Petronio e Santa Maria della Pace”.
È bello constatare che oggi la Corale, che conta circa 35 cantori, continui ad assicurare il servizio alla Pace nelle sue tre feste principali: l’Assunta il 15 agosto, Sant’Antonio Abate la domenica più vicina al 17 gennaio, L’Immacolata, la domenica prima dell’8 dicembre, rispettando la tradizione. E fa altrettanto piacere sapere che tra i cantori di quel 14 settembre 1980 sono ancora attivi Lino Silvagni, Giovanni Peroni, Luciano Landi, Pia Drei, Angelina Drei, Maria Landi e M. Gabriella Avveduti oltre all’organista Laura Dalmonte.

9 settembre 1996: le due Corali schierate in San Francesco dopo il servizio per la Santa Messa conclusiva del Congresso Eucaristico.

19 maggio 1997: le due corali schierate in San Francesco dopo il servizio per la Santa Messa solenne del Lunedì di Pentecoste.

16 novembre 1997: le due Corali impegnate nell’accompagnamento della Santa Messa a Cassanigo. Sulla sinistra il tenore Angelo Mazzolani. Accompagna con la tromba Pierino Fabbri.

14 novembre 2002: ancora ormai come “Corale San Petronio e Santa Maria della Pace” schierate nella chiesa di Cassanigo. Al centro l’organista Elisabetta Grandi, accosciato l’altro organista Milo Coralli.

Maggio 2003: la Corale nella chiesa della Pace ha festeggiato, col canto, il 50mo anniversario di matrimonio di Gino ed Anna Bentivoglio.

22 gennaio 2006: a Riolo Terme per il pranzo di commiato offerto al basso Francesco Petroncini che lasciava per sempre Castel Bolognese per trasferirsi con la famiglia a San Giovanni Rotondo. Seduti, don Gian Luigi Dall’Osso Arciprete; don Euterio Spoglianti Cappellano. In piedi da sinistra a destra: Luciano Landi, Ermanno costa, Fernanda Gentilini, Petroncini, Maria Landi seminascosta da Marina Samorì, Giovanna Facchini, Paolo Grandi, Elgiva Fabbri, Rosanna Neri e, dietro, Mauro Mainardi.

27 ottobre 2006: al cinema-teatro Moderno la Corale si cimenta nelle cante romagnole in occasione della premiazione del 14mo Premio di Poesia Dialettale “La Pignataza”.

3 giugno 2018: dopo un servizio in canto nella Cattedrale di Faenza.

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