Solidarietà castellana: gli aiuti ai terremotati del Friuli del 1976

a cura di Andrea Soglia
fotografie di Giorgio Giovannini digitalizzate da Domenico Giovannini

In occasione di ogni calamità naturale avvenuta in Italia, la popolazione di Castel Bolognese si è sempre dimostrata solidale verso i connazionali più duramente colpiti. Rammentiamo, fra le tante cose, l’operato della nostra squadra di pompieri nel Mugello devastato da un sisma nel 1919 e l’ospitalità data nel 1951 a tanti alluvionati del Polesine in attesa del rientro dell’emergenza.
I castellani si attivarono anche in occasione del devastante terremoto del Friuli del 6 maggio 1976, che causò circa 1000 morti e che fu seguito da alcune disastrose repliche nel settembre successivo. Anzi, il castellano Pasquale Cornazzani, che si trovava in Friuli in servizio come infermiere nell’Ospedale Militare di Udine, fu addirittura fra i primi soccorritori. Il periodico Vita Castellane del maggio 1976 pubblicò una sua intervista, che qui riportiamo integralmente:
Appena cessate le forti scosse che mi hanno colto alle nove di sera in un bar di Udine e dopo essere riuscito fortunatamente a mettermi in contatto telefonico con i familiari per tranquillizzarli, mi sono precipitato in caserma.
Siamo partiti subito col corrierino scaricando man mano i soldati che liberavano la strada dai massi per far passare i soccorsi. Alle 22,45 eravamo già nella zona disastrata di Maiano. Il buio profondo rendeva difficile l’orientamento, mentre persone e bambini urlanti ci venivano incontro indicando con segni disperati le case crollate. Dalle macerie provenivano le invocazioni dei superstiti rimasti sepolti: nel buio correvamo a piantare le bandierine dove si sentiva chiamare, rincuorando le vittime. Dopo un’ora e mezzo era disponibile la fotocellula dell’esercito, un grande fanale che illumina per un raggio di duecento metri. Quando si è messo in moto il generatore, la luce ha svelato uno spettacolo terrificante. Due condomini abitati ciascuno da 36 famiglie erano interamente crollati: da uno abbiamo tratto in salvo tredici persone vive, dall’altro quattro: tutte le altre morte“.
La scossa si era fatta sentire distintamente anche a Castel Bolognese. La domenica 9 Maggio successiva al terremoto, come riferisce sempre Vita Castellana di maggio 1976, nelle varie parrocchie furono state effettuate con esito soddisfacente raccolte di fondi da inviare alle popolazioni colpite tramite la “Charitas” nazionale.
Successive sottoscrizioni di Enti pubblici, ditte, privati cittadini ecc. permisero di raggiungere queste cifre:

Ditte locali e propri dipendenti L. 3.775.200
Privati cittadini L. 2.638.500
Ente Ospedaliero L. 500.000
Comune L. 350.000
OO.PP.RR. L. 250.000
Partiti politici L. 125.000
Enti locali (E.C.A.) L. 100.000
Associazione Combattenti (Reduci) L. 5.000

L’anno successivo, superata l’emergenza e avviata la ricostruzione, fu instaurato un gemellaggio fra la parrocchia di San Petronio e quella di Urbignacco, frazione del comune di Buja, con lo scopo di contribuire alle necessità della popolazione e alla ricostruzione della chiesa di Urbignacco. Il 25 settembre 1977 una numerosa delegazione castellana si recò in visita ad Urbignacco e alle limitrofe città più colpite. Nel 1979 i buiesi ricambiarono la visita. Di entrambe le visite riportiamo le cronache pubblicate su “La comunità parrocchiale di Castelbolognese”, periodico della parrocchia, nei numeri del novembre 1977 e dell’ottobre 1979. E della “gita” dei castellani ad Urbignacco pubblichiamo anche un bel servizio fotografico effettuato da Giorgio Giovannini e digitalizzato da Domenico Giovannini che l’ha messo gentilmente a disposizione.
Un dettaglio non da poco, da riferire anche in questo ricordo, è che al comune di Buja fu successivamente conferita la medaglia d’oro al merito civile, con la seguente motivazione: “In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, morale ed economico. Splendido esempio di valore civico e d’alto senso del dovere, meritevole dell’ammirazione e della riconoscenza della Nazione tutta“.
Probabilmente vi fu qualche altro scambio di visite fra Castel Bolognese ed Urbignacco, a ranghi più ridotti e di cui non abbiamo trovato notizia, ma progressivamente il legame si è dissolto ed oramai se ne era quasi persa memoria.

Gemellaggio Castelbolognese Urbignacco

Una folta rappresentanza della Parrocchia di San Petronio è stata ospite della comunità parrocchiale di Urbignacco, frazione di Buia, uno dei centri più colpiti dal terremoto del Friuli.
Una delegazione di Urbignacco guidata dall’assessore all’Istruzione era già stata ricevuta dalla nostra comunità nella prima domenica di settembre; fu allora promossa una raccolta di fondi per sovvenire alle necessità di quella comunità friulana,
Domenica 25 settembre, 150 castellani con tre pullman si sono recati ad Urbignacco ove sono stati accolti con calorosa ed indimenticabile gentilezza. Fin dall’arrivo dei pullman, verso le 10,30. gli ospiti castellani sono stati salutati con espressioni di spontanea riconoscenza. Il momento culminante dell’incontro è stata la messa comunitaria animata dalla cantoria locale. Nel corso della concelebrazione l’arciprete di Urbignacco e don Gianni hanno spiegato il significato del gemellaggio, ispirato ai principi della più viva solidarietà cristiana. Don Gianni ha poi consegnato l’offerta di 1.000.000 di lire da parte della nostra comunità; in segno di riconoscenza il parroco di Urbignacco ha donato una medaglia con pregevole incisione di artisti locali.
E’ seguito il pranzo dell’amicizia nel prefabbricato che sostituisce temporaneamente la bella chiesa in fase di ricostruzione. All’offerta del vino si è poi aggiunta una gradita sorpresa: balli folkloristici da parte di alcuni ragazzi in costume friulano.
In compagnia degli amici di Urbignacco sono stati successivamente visitati i luoghi più colpiti dalla tragedia del 6 rnaggio 1976, rasi completamente al suolo: Osoppo, Venzone e Gemona, dove l’incontro si è concluso nel tardo pomeriggio.

I terremotati di Urbignacco a Castel Bolognese

“Dove c’è carità e amore qui c’è Dio”: queste parole, che facevano spicco sulla porta d’ingresso della casa delle Opere Parrocchiali, esprimevano i sentimenti di viva solidarietà cristiana con i quali è stata ricevuta, domenica 23 settembre, una folta rappresentanza della comunità parrocchiale di Urbignacco di Buia, uno dei centri più colpiti dal terremoto del 6 maggio 1976.
Gli ospiti friulani hanno ricambiato la visita ricevuta dai castellani due anni fa in occasione del gemellaggio fra le comunità parrocchiali di Urbignacco e di Castelbolognese.
La nostra comunità ha contribuito alla ricostruzione della Chiesa di Urbignacco, sorta nel 1942 con sacrifici, anche personali, dei fedeli e devastata dal terremoto.
“Il terremoto ce l’ha rovinata / La Tua mano Signore! / Dacci la mano anche per Risorgere!”: questo appello, inciso sulla medaglia d’argento donata all’Arciprete don Gianni in segno di gratitudine, era già stato accolto dai castellani, che con l’aiuto prestato ad Urbignacco avevano inteso esprimere la loro solidarietà a tutto il popolo friulano colpito da una spaventosa ed indimenticabile tragedia.
La Chiesa di Urbignacco sarà riaperta al culto nella prossima Pasqua e gli ospiti friulani sono venuti a ringraziare la comunità parrocchiale la quale, anche ultimamente, ha offerto mezzo milione.
Momento culminante dell’incontro è stata la Concelebrazione dei due parroci nella chiesa di San Petronio, nel corso della quale sono stati sottolineati i valori della carità cristiana, che non conosce confini e privilegi e che si moltiplica abbracciando quanti sono colpiti da destino avverso: un pensiero commosso non poteva non essere rivolto ai fratelli dell’Umbria colpiti dal recente terremoto che ha aggiunto lutti e rovine alla nostra tormentata nazione. I terremotati di Urbignacco si sono già impegnati ad offrire il loro aiuto.
Don Gianni ha poi donato una bella immagine dell’Immacolata Concezione, protettrice di Castelbolognese, che verrà collocata nella Chiesa di Urbignacco.
E’ seguito il pranzo preparato con tanta premura e perizia e offerto dalla nostra comunità parrocchiale.
Nel Cinema Moderno poi il Corpo di Ballo di Buia in costume folkloristico si è esibito in riuscitissimi balli caratteristici friulani, intramezzati da alcune applaudite esibizioni dei giovani castellani.
Nel momento dell’addio c’è stata commozione da entrambe le parti. Gli ospiti ci hanno lasciato un ricordo indimenticabile del loro calore umano e di una fede religiosa profondamente sentita.

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