C’era una volta l’aereo nei giardini pubblici di Castel Bolognese…

L’aereo nei giardini pubblici di Castel Bolognese (foto di Massimo Coccellato)

Sono tante le persone che ricordano con un pizzico di nostalgia il vecchio aereo che occupava un angolo di parco Ravaioli, i nostri giardini pubblici. E’ stato il compagno di giochi di varie generazioni di castellani, specie quelli nati negli anni ’60 e ’70. Chi dei bambini di allora non era salito a bordo almeno una volta, immaginando magari di decollare quando un genitore o un amico faceva girare l’elica? L’aereo era, per la precisione, un Fiat G.46-4B. Ma quando era arrivato a Castello? E, soprattutto, dove è andato a finire? Con l’aiuto determinante dell’amico Yuri Ceroni, vero cultore e appassionato di aerei, è stato possibile ricostruire la storia del “nostro” aereo.

Gli aerei Fiat G.46 e gli anni di “servizio” dell’esemplare castellano

I Fiat G.46 erano monoplani d’addestramento prodotti fra il 1948 e il 1952, realizzati sia in versione monoposto che biposto. Progettati dall’ingegner Giuseppe Gabrielli (1903-1987) e realizzati interamente in metallo in lega leggera, presentavano un carrello retrattile triciclo posteriore, fusoliera ellittica ed ala monoplana a sbalzo; il motore era raffreddato ad aria, ed azionava un’elica bipala.
L’esemplare castellano, appartenente alla quinta serie costruttiva (N/C 179), era la variante G.46-4B, era biposto ed era dotato di un motore Alfa 115-1ter da 215 CV. Era lungo 10,40 m, alto 2,40 m, aveva un’apertura alare di 8,48 m e una superficie alare di 16 mq. Pesava 1100 kg (a vuoto) e poteva raggiungere il peso massimo, al decollo, di 1410 kg. Poteva toccare la velocità di 312 km/h e avere un’autonomia di 500 km.

I Fiat G.46 prestarono servizio con le aeronautiche militari di Italia, Austria, Argentina e Siria. Fra gli aerei utilizzati dalla Aeronautica Militare Italiana (AMI), acquisiti fra il 1949 e il 1951, ci fu anche il “nostro”, al quale fu data la matricola militare MM53303.

Nel 1958 l’AMI iniziò la dismissione del velivolo, che ultimò definitivamente il suo servizio nel 1959. Vari esemplari furono ceduti così al mercato civile e fra essi anche il “nostro” al quale fu assegnata la matricola civile I-AEHR.

Altra inquadratura del Fiat G.46 4B MM53303 (I-AEHR) durante il soggiorno a Castel Bolognese (foto di Massimo Coccellato)

L’arrivo a Castel Bolognese

Nel 1972 l’Amministrazione comunale era alla ricerca di un “attrazione” per arricchire i giardini pubblici. Si pensò di acquistare un vecchio aereo e, con l’aiuto di un sottosegretario che si interessò alla questione, fu rintracciato, presso l’Aeroclub di Modena, il Fiat G.46 4B MM53303 (I-AEHR) che era stato radiato e aveva terminato quindi la sua “carriera”. Perfezionate le pratiche, nel giugno del 1972 il comune di Castel Bolognese procedette così all’acquisto dell’aereo, pagandolo L. 119.000.

Per rendere possibile il trasporto, all’aereo furono staccate le ali e l’operazione fu svolta con la supervisione di esperti. L’aereo fu quindi trasferito a Castel Bolognese e posizionato all’interno dei giardini pubblici, dove, come ricorda Domenico Mamini, una squadra di operai comunali, coordinati da un esperto, lavorò alcuni giorni per saldare nuovamente le ali alla fusoliera. Sul timone di direzione fu dipinto lo stemma comunale.

L’idea si rivelò molto azzeccata e l’attrazione dell’aereo ebbe un gran successo, come racconta ancora oggi l’allora sindaco Nicodemo Montanari.

I piccoli Agostino e Fabio Rossi e, sullo sfondo, l’aereo da pochi mesi collocato nei giardini

Il piccolo Yuri Ceroni a bordo dell’aereo

Fiat_G46_1_faentini

L’aereo era diventato polo di attrazione anche per i bimbi non castellani.
Nella foto la faentina Cristina Vassura con la sorellina nel 1975 circa

L'aereo nell'aprile del 1976 (foto scaricata da ebay)

L’aereo nell’aprile del 1976 (foto scaricata da ebay)

Il declino e la vendita

Dopo molti anni di esposizione alle intemperie, di “assalti” di bimbi e qualche immancabile atto vandalico, il Fiat G.46 4B, oramai malconcio, fu spostato in una zona attigua ai giardini per renderlo inaccessibile agli utenti di parco Ravaioli. L’Amministrazione comunale cominciò così a cercare il modo di disfarsi dell’ingombrante relitto, ritenendo impraticabile la possibilità di restaurarlo. Un primo tentativo avvenne attorno al 1989/1990, quando si tentò senza successo di permutarlo con una ricetrasmittente.

Nel febbraio del 1992 il Comune contattò alcuni aeroclub della regione, comunicando l’intenzione di vedere l’aereo ed invitandoli a presentare un’offerta. L’asta andò praticamente deserta. Dopo pochi mesi, però, nel novembre 1992, si fece avanti il Nucleo Aereo Acrobatico Parmense con una buona offerta di acquisto, e, con delibera di giunta n. 446/1992, l’Amministrazione procedette all’alienazione dell’aereo. Nel frattempo, però, il comune di San Possidonio (MO), tramite il gruppo che gestiva l’Aviosuperficie Deltaland, era venuto a conoscenza della vendita ed aveva manifestato l’intenzione di procedere all’acquisto, offrendo una cifra di poco superiore a quella offerta dal Nucleo Aereo Acrobatico Parmense. La delibera di alienazione venne così revocata, allo scopo di approfondire meglio la questione.

Il Comune di Castel Bolognese, ritenendo di dover privilegiare l’offerta proveniente da un’altra amministrazione pubblica, l’8 gennaio 1993, con delibera n. 22/1993, alienò l’aereo al comune di San Possidonio per la somma di L. 1.100.000.

Da rottame a monumento…

Il Fiat G.46 4B, dopo la vendita, fu trasportato presso l’aviosuperficie Deltaland, vicino a San Possidonio (MO), che in quel periodo aveva rapidamente raccolto un piccolo museo aeronautico.
L’aereo castellano, sottoposto ad alcune operazioni di restauro, fu poi posto al centro di un monumento a ricordo degli aviatori modenesi caduti in guerra e in pace, sito a Modena in viale Italia angolo via Emilia Ovest (nella zona dove sorgeva il vecchio “campo di volo” della città).

Il monumento fu inaugurato il 26 marzo 1995 e ancora oggi, al centro di esso, fa bella mostra di sè l’aereo che per tanti anni aveva allietato i giochi dei bambini di Castel Bolognese.

Andrea Soglia

Inquadratura del monumento a ricordo degli aviatori modenesi (foto di Yuri Ceroni)

Inquadratura del monumento a ricordo degli aviatori modenesi (foto di Yuri Ceroni)

Inquadratura del monumento a ricordo degli aviatori modenesi (foto di Yuri Ceroni)

Si ringraziano Yuri Ceroni per la collaborazione e le fotografie; Massimo Coccellato e Cristina Vassura per le fotografie dell’aereo a Castel Bolognese; Maria Augusta Babini per le ricerche nell’archivio del comune di Castel Bolognese; Agostino Rossi per la “rara” fotografia dell’aereo a pochi mesi dall’arrivo a Castello; Carlo Zuffa, Federica Zaccherini ed Elisabetta Dalbosco (e Donatella Casadio)  per le foto più recenti dell’aereo a Modena.

Bibliografia essenziale:
– Ali antiche nn. 30, 31, 37 (1993, 1995)
http://it.wikipedia.org/wiki/Fiat_G.46
– http://www.ingfo.unibo.it/presentazione/vel_storici/schede/FIAT_G46.htm

Contributo originale per “La storia di Castel Bolognese”.
Per citare questo articolo:
Andrea Soglia, C’era una volta l’aereo nei giardini pubblici di Castel Bolognese, in http://www.castelbolognese.org

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *