Le locomotive a vapore della Ferrovia Valle Senio: la n.25 è ancora viva!

di Paolo Grandi

Alle Officine “Reggiane” di Reggio Emilia furono ordinate dalla Ferrovia Valle Senio tre macchine a vapore; si trattava di locotender a tre assi accoppiati della potenza di 300 CV che disponevano di freno Westinghouse, moderabile ed a mano, di due valvole di sicurezza tipo Coale e di iniettori Friedman. Esse facevano parte di un lotto, numerato dalla Casa costruttrice 23-25, che succedeva a quello 17-21, identiche macchine ordinate dalle Ferrovie Salentine, alcune delle quali furono successivamente cedute alla Ferrovia Massa Marittima – Follonica. La locomotiva 25, per la quale esisteva solo un’opzione di acquisto da parte della F.V.S., non arrivò mai a Castel Bolognese, e fu venduta all’Arsenale di La Spezia ove ha prestato servizio fino agli anni sessanta. Le altre macchine furono numerate dalla Società Valle Senio 1 e 2; queste le loro principali caratteristiche:

Costruttore

Officine Meccaniche Italiane di Reggio Emilia

Anno di Costruzione

1913-14

Numeri di costruzione

23 – 24

Rodiggio

C

Vapore

saturo

Distribuzione

Walschaerts

Diametro dei cilindri

400 mm.

Corsa degli Stantuffi

642 mm.

Lunghezza tra i respingenti

8,800 mm.

Passo rigido

3.350 mm.

Diametro delle ruote

1.300 mm.

Altezza massima

4.100 mm.

Massa a vuoto

29,2 t.

Massa in servizio

37,7 t.

Pressione

12 bar

Superficie della griglia

1,350 m2

Superf. di riscald. diretto

5,500 m2

Superf. di riscald. indiretto

68,900 m2

Superf. di riscald. totale

74,400 m2

Velocità massima

40Km/h

Queste due macchine, probabilmente perché troppo potenti oppure perché troppo pesanti per il leggero armamento e le deboli opere d’arte, furono quasi subito vendute. Addirittura già nel 1915, quindi a pochissimi mesi dall’inaugurazione, le due vaporiere furono oggetto di scambio con tre locotender di proprietà della Ferrovia Padova – Piazzola sul Brenta. La storia della ferrovia si confonde così con quella di una delle più illustri famiglie di Castel Bolognese: i Camerini. Questa linea infatti era stata voluta ed interamente finanziata dal Conte Paolo Camerini, discendente del Duca Silvestro Camerini, che aveva trasformato Piazzola sul Brenta, ove tuttora esiste la splendida villa Contarini – Camerini di origine palladiana, in un paese modello con modernissimi opifici che necessitavano di validi e sicuri collegamenti con le ferrovie nazionali. Non fu nemmeno un caso che questa stessa ferrovia fosse stata costruita appena prima della nostra proprio dalle stesse maestranze della ditta di Aurelio Callegari.

Le tre macchine, di costruzione Breda, erano piccole locotender a due assi accoppiati, a vapore saturo, della potenza di 125CV con un peso a vuoto di 20,62 tonnellate ed in servizio di 25,62 tonnellate. Portavano le targhe in bronzo con i numeri di matricola della Ditta costruttrice: 1246, 1247 e 1248 alle quali la ferrovia del basso veneto aggiunse i nomi di battesimo dei tre principali corsi d’acqua attraversati: “Bacchiglione”, “Brentella” e “Brenta” che rimasero immutati nella nostra ferrovia.

Le due locotender “Reggiane” non fecero più ritorno sulla nostra linea e finirono la loro vita nella ferrovia padovana; la 24 (cioè la 2 FVS) era ancora attiva nel 1958, anno in cui la Padova – Piazzola – Carmignano di Brenta venne soppressa. Le tre Breda invece tornarono a Piazzola sul Brenta nel 1922, lasciando comunque un bel ricordo ai ferrovieri della Castel Bolognese – Riolo, per essere qui sostituite da due macchine ancora più piccole, di seconda mano e di meccanica antiquata, dotate ancora, addirittura, del solo freno a mano, delle quali non è rimasta alcuna documentazione, salvo una foto.

Nel 1927 La Ferrovia Valle Senio acquistò un’altra vaporiera, questa volta dalle Ferrovie Nord Milano; si trattava di una locotender a due assi accoppiati ed un asse portante di rodiggio B1, costruita da Kessler di Esslingen, numero di fabbrica 1772, nel 1879. Tale macchina, dalle ruote motrici di 1.550 millimetri di diametro, era a due cilindri esterni, vapore saturo e semplice espansione ed adottava il sistema di distribuzione Stephenson, sviluppando ai cerchioni una potenza continuativa di 250CV alla velocità di 45 Km/h. Il suo peso era a vuoto di 20,7 tonnellate ed in servizio di 27,00 tonnellate. Anch’essa portava la targa in bronzo d’una località toccata dalle ferrovie lombarde: “Inverigo”. Queste ultime tre macchine rimasero sulla linea della Valle del Senio sino alla sua chiusura.

Come detto sopra, la locomotiva “Reggiane” n. 25 è tuttora conservata e, seppure non abbia mai percorso i binari della Castel Bolognese – Riolo è pur sempre un pezzo di quella ferrovia. Così alla  “Gita del Professore” del 17 aprile 2016 nei luoghi pucciniani il gruppo si è fermato a Chiesina Uzzanese, in provincia di Pistoia ad ammirare quella locomotiva. Assieme a due carrozze ed un bagagliaio, non appartenenti alla Ferrovia del Senio, costituisce il caratteristico ristorante “Il trenino” fuori dal “Motel Parco delle Rose” a ridosso del casello autostradale. La locomotiva porta la sigla “FA” cioè Ferrovia dell’Arsenale ed è colorata di grigio, forse il colore datogli all’interno dello Stabilimento. Il suo stato di conservazione, tuttavia, non è dei migliori e per questa “nonnina” che ha compiuto 103 anni la ruggine la sta facendo da padrona in molte parti. Peccato, perché quella macchina nonostante tutto è un pezzo di storia delle nostre ferrovie italiane.

Nelle foto la locomotiva n. 25 ripresa il 17 aprile 2016 da Paolo Grandi

Contributo originale per “La storia di Castel Bolognese”.
Per citare questo articolo:
Paolo Grandi, Le locomotive a vapore della Ferrovia Valle Senio: la n.25 è ancora viva!, in http://www.castelbolognese.org

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