Ricordi sbiaditi di un tragico incidente stradale del 1923

Il piccolo monumento in via Casolana (foto
Presutti)
di Andrea Soglia
Sulla via Casolana, poco prima di giungere a Campiano,
appena passato il podere "Caia", è possibile scorgere un piccolo monumento in
cemento, formato da un tronco di piramide allungato che regge una colonna spezzata. I nomi incisi sul cemento sono quasi del tutto illeggibili ma sono ancora ben visibili le
foto di un uomo e di una donna.
Probabilmente in pochi l'avranno notato: le automobili in quel tratto di strada sfrecciano a
tutta velocità.
Il piccolo monumento ricorda un tragico incidente stradale avvenuto venerdì 23 novembre
1923.
Era mattino presto, probabilmente ancora buio, quando il colono Luigi Sabbatani, di anni
48, e la matrigna Antonia Ferlini, di anni 61, a bordo del loro biroccino si stavano
recando al tradizionale mercato in piazza a Castel Bolognese. Durante il tragitto furono
investiti da un'automobile: l'urto fu violentissimo e il biroccino andò in frantumi.
Antonia Ferlini morì praticamente sul colpo mentre Luigi Sabbatani fu trasportato in
condizioni disperate all'ospedale castellano, dove morì il giorno stesso.
Il triste fatto suscitò enorme impressione in paese. La famiglia Sabbatani, fra l'altro,
pochi mesi prima era stata colpita da un altro grave lutto: era infatti morto Gian
Battista, padre di Luigi e marito di Antonia Ferlini. Un altro figlio della coppia, Paolo
Sabbatani, era morto a 25 anni, nel 1915 a Udine, per una malattia contratta al fronte.
Luigi Sabbatani e Antonia Ferlini sono sepolti al cimitero di Castel Bolognese. Anche la
lapide, oltre al piccolo monumento in via Casolana, ricorda il tragico fatto.
La lunga iscrizione è molto sbiadita e solo di recente i nomi sono stati in qualche modo
evidenziati; curiosamente contiene anche un errore: infatti data l'evento al 23 ottobre
1923, un mese esatto prima dell'accaduto. Eccone il testo:
Il 23 ottobre 1923 - vittime di un tra |
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Il piccolo monumento e la lapide al cimitero sono per ora sopravvissuti alla distruzione e speriamo non facciano la fine di altri simili oramai scomparsi per gli eventi della storia o perchè smantellati indiscriminatamente in quanto in stato di apparente abbandono.