La tomba abbandonata del soldato Santandrea

di Andrea Soglia

Proprio di fronte alla tomba del compianto Stefano Borghesi, una lapide, oramai difficilmente leggibile, ci tramanda la storia del finanziere Giuseppe Santandrea (1890-1917), nato a Faenza da Giovanni e da Caterina Montuschi, ma per molti anni residente a Castel Bolognese:

"Nella pace di questo avello
la madre e i fratelli composero la salma
del soldato di Finanza
Giuseppe Santandrea
travolto miseramente
dalle acque del Canale Baiona di Ravenna
il 5 novembre 1917
dopo aver sfidato per lunghi mesi
i pericoli della dura trincea

e qui accanto vollero pure scolpite
il nome e le sembianze
del fratello Enrico mitragliere
disperso in combattimento
per associarli
nella preghiera e nel ricordo perenne"

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Giuseppe Santandrea

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Enrico Santandrea

Il ricordo perenne, in realtà, è da alcuni anni sotto la spada di Damocle di un'impietosa eliminazione. Come segnalava il prof. Borghesi in un suo articolo del 2000, infatti, sulla tomba "piuttosto consunta, oggi svolazza il famigerato cartello comunale che ne preavvisa l'eliminazione".
Fortunatamente ciò non è ancora avvenuto e il "famigerato cartello" è deperito assieme alla tomba, il cui deplorevole stato è facilmente riscontrabile tramite la fotografia, risalente al 2004 e riportata in questa pagina, oppure direttamente sul posto.
Il povero soldato Santandrea, come ci ricorda "perennemente" la lapide, dopo aver sfidato la morte nei lunghi mesi di trincea, perdeva la vita in un banale incidente avvenuto il 5 novembre 1917. La cronaca della disgrazia, costata la vita anche ad altri due soldati, veniva pubblicata sulla prima pagina de Il Resto del Carlino del 7 novembre 1917 (con un piccolo refuso sulla città di residenza di Santandrea, attribuita per errore ad altra persona, ndr):

Il Resto del Carlino, 7 novembre 1917

"Mortale disgrazia a Porto Corsini
Tre soldati annegati


Ravenna, 6, sera

Lunedì mattina verso le ore 7 avveniva a Porto Corsini una raccrapicciante disgrazia nella quale trovavano la morte i tre soldati Arena Pietro, appuntato, la guardia di Finanza Santandrea Giuseppe, e il soldato di M. T. Masutti Giuseppe di Castelbolognese, aggregato al ... fanteria.
In quell'ora, come al solito, otto soldati tra i quali i sunnominati saliti su di una barca condotta dal marinaio Montanari mossero dalla riva per recarsi nella pineta di Classe per tagliare della legna.
All'imboccatura del canale Baiona la barca un po' per la fortissima corrente un po' per gli incomposti movimenti prodotti dal muoversi degli uomini, cominciò a prendere acqua.
Il Montanari, conscio del pericolo gridò ai compagni di non muoversi e con sforzi disperati tentò di rompere la corrente per fare gettare la barca sulla riva.
Ma la manovra non gli riuscì, i sette suoi compagni prima che la barca affondasse dovettero gettarsi in acqua.
Il Montanari frattanto, riuscito a salire su un'altra barchetta corse in aiuto dei compagni e ne salvò quattro.
L'Arena, il Santandrea e il Masutti non furono da lui ritrovati.
Il Montanari che aveva visto l'Arena dibattersi nell'acqua, sapendolo buon nuotatore, ritenne sul momento che non soltanto egli si fosse salvato, ma che si fosse adoprato a salvare qualche altro compagno.
Si suppone che l'Arena, quantunque impedito nei suoi movimenti dalla mantellina, ardito e generoso com'era, si sia adoprato per salvare i compagni, ma che questi avvinghiati a lui lo abbiano fatto miseramente annegare.
Il Comando di Porto Corsini appena informato della grave sciagura dispose che i palombari facessero delle ricerche ma tutto fu vano. I tre corpi dei periti non furono rintracciati neppure colle grandi reti a strascico che in tutta la giornata di ieri furono tenute in azione."


Dai registri del cimitero di Castel Bolognese risulta che il soldato Santandrea fu tumulato nel nostro cimitero alla fine ottobre del 1922, proveniente da Ravenna. Sempre dagli stessi registri si può dedurre un altro dato molto importante: come data di morte risulta il 26 novembre 1917. E' presumibile che in realtà questa fosse la data di sepoltura a Ravenna, e ciò ci permette di supporre che il mare avesse restituito il corpo attorno al 25 novembre 1917, ossia 20 giorni dopo la tragedia.

La lapide al cimitero di Castel Bolognese, oltre a tramandarci le storie di Giuseppe Santandrea e del fratello Enrico (i cui nomi compaiono contemporaneamente nell'elenco dei caduti nella Grande Guerra di Castel Bolognese e di Faenza), non ricorda indirettamente anche l'appuntato Pietro Arena, morto nel tentativo di salvare il povero Santandrea e molto probabilmente decorato al valore per questo gesto eroico?
Un mio personale appello alla tutela di questa testimonianza storica, rivolto informalmente tempo fa alla precedente Amministrazione comunale e, contemporaneamente, alla locale sezione dell'Associazione caduti e dispersi in guerra, non è stato attentamente valutato e non ha avuto seguito.
Scriveva Borghesi nel 2000: "Resta inascoltato l'appello, già da tempo rivolto, a non smantellare indiscriminatamente le sepolture anche se in stato di abbandono. L'istituzione deve provvedere non all'eliminazione ma alla tutela, colta e reverente, che preservi il patrimonio funerario, il suo carico di significati e restituisca i segni disfatti di una storia che appartiene a tutti".
Mi permetto di segnalare anche l'esistenza della Legge 7 marzo 2001, n. 78 "Tutela del patrimonio storico della Prima guerra mondiale", che al punto 2 dell'articolo 1 cita anche "cippi, monumenti, stemmi, graffiti, lapidi, iscrizioni e tabernacoli". La lapide non è posta in una zona dove all'epoca avvennero combattimenti, ma ricorda un episodio molto particolare avvenuto a Porto Corsini, che all'epoca era a tutti gli effetti zona di guerra e a forte rischio di bombardamento nemico, ed ha quindi tutte le carte in regola per rientrare nel patrimonio storico della Prima guerra mondiale.

Non resta che auspicare (nuovamente) un intervento illuminato che non solo scongiuri l'eliminazione di questa tomba (e di altre simili e di non minore significato), ma ne preveda anche il restauro e una dignitosa conservazione futura.

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Stato della tomba di Giuseppe Santandrea, aprile 2004

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