Indice |
Storia della Torre |
|
|
-indice analitico -introduzione
|
(a cura di Ettore Badiali) Costruita nel 1394,
lantica torre costituiva lunico ingresso al neo castello fondato dai bolognesi
a ridosso della via consolare Emilia. Secondo la tradizione fu progettata
dallarchitetto Giovanni da Siena ma a questo si deve probabilmente attribuire solo
la sopraelevazione attuata nel 1425 quando il castello venne ampliato e la torre da porta
che era si trovò inglobata nel centro fortificato. Cessata la funzione di porta al posto
della fossa interna, in disuso, rimase un canale attraversato in corrispondenza della
torre da un ponte ad unica arcata in muratura. Entrambi furono interrati tra il XV e il
XVI secolo e, solo recentemente, in seguito a lavori stradali il ponte è apparso integro. Così rimase la nostra torre salda per quasi
600 anni, immune dai danni che i terremoti provocarono a varie costruzioni del paese. Ma
alla fine dellultimo conflitto mondiale, quando ormai indenne era passata attraverso
le distruzioni operate dalla guerra, lultimo atto scellerato dei tedeschi in
ritirata fu quello di farla saltare con una carica di esplosivo. Era il 4 febbraio 1945. LA TORRE DI CASTEL BOLOGNESE di Oddo Diversitratto da "La Piè", Settembre/Ottobre 1964 Per assicurare gli abitatori dai pericoli delle vicende guerresche, il Senato di Bologna determinò nel 1388 di ampliare la Bastia e di provvederla di buone mura, di fosse e controfosse. Dallanno suddetto perciò i lavori sincalzarono rapidamente. Nel 1391, sotto la direzione dellingegnere architetto Antonio di Vincenzo siniziò la costruzione della rocca; nel 1392 si decretò ledificazione delle Moline; nel 1394 quella della Torre. Questa fu eretta da Giovanni da Siena e serviva da unica porta dingresso al castello. Nel 1425 in occasione dellampliamento della cinta, anche la Torre venne innalzata ed in quella occasione venne murata in un lato della Torre la seguente lapide: "Correva lanno del Signore millequattrocentoventicinque e cominciava il mese di settembre al tempo in cui Roma lieta venerava Sommo Pontefice Martino (V) della nobile e cavalleresca prosapia dei Colonna Lodovico Arcivescovo della città dava a Bologna uninsolita pace senzarmi; era di Arles, reggeva con giustizia e dignità; a lui fu Patria la fertile ed amena Savoia; nacque dalla famiglia degli Almanni (o Alemanni): mentre era in carica accentrando in sé il potere spirituale e il civile fece queste fosse più ampie con argine alto e largo, e di tale difesa cinse il forte castello da far volgere in dietro gli opposti nemici. Domenico Sandri mi fece". La Torre poggiava su un caratteristico arco a sesto acuto, era provvista di un ponte levatoio e sinnalzava al di sopra del Castello quale sentinella diuturna. Fu munita della prima campana nellanno 1621 "essendo Pontefice Massimo Gregorio XV Ludovisi Bolognese". La campana maggiore fu "rifusa lanno del Signore XVIII del Pontificato di Clemente XI dallIll.mo Giovanni Contoli Console ed Ill.mo Alessandro Gottarelli. Gli Ill.mi Francesco Guerrini Dottore in ambo le leggi e Giacomo Tassinari, assunti Deputati dallIll.ma Comunità di Castel Bolognese. Lanno del Signore 1718. Gaspare Landi fondeva in Cesena". La data che fu posto lorologio nella Torre non ci è stato possibile rintracciare, risulta che il primo orologio era a sistema italiano cioè "colla divisione del giorno in un periodo solo, e col segnale delle ore a tocchi di campana, non da uno a sei, come nel sistema francese, ma da uno a dodici. Nella seduta consigliare del 3 giugno 1786 (sabato Santo Pentecoste) fu deciso di apportare le modifiche decretate dal Governo Repubblicano e cioè di adottare il sistema francese. In tale occasione venne inaugurato il pubblico orologio "fatto fabbricare di nuovo dal Municipio di Castel Bolognese dal Signor Abate Giacomo Careras, ex Gesuita Spagnolo". Si accedeva alla Torre campanaria mediante una scaletta che posava in una catapecchia appoggiata alla torre; stonatura edile che solo nel 1926 venne risolta dalla genialità di Nicola da Castel Bolognese (liutaio). La catapecchia venne abbattuta e in sua vece fu aperta nel fianco della torre una porta stilizzata chiusa da una scala porta che si apriva e chiudeva mediante una manovella posta in una nicchia in basso, e innestata in un perno girevole. La soluzione del noto liutaio castellano fu definita dal Soprintendente ai monumenti darte medioevale e moderna dellEmilia e Romagna "abile, ingegnosa, singolare e pratica". Durante gli ultimi lustri sia lorologio a due quadranti che la Torre sono stati soggetti a manutenzione e cure, poi La notte del 4 febbraio 1945, quando più dura si abbatteva la guerra su queste belle contrade romagnole, fu segnata la fine dellantica e quadrata Torre. La dinamite tedesca la demolì completamente. Cinquecentocinquantuno anno di vita: cinque secoli e mezzo di storia. I castellani non hanno più la loro torre; lorologio non segna più le ore; le antiche campane non fanno più udire le loro note ai paesani. Ma il tempo passa ineluttabile .; la storia delle piccole e grandi cose continua.
|