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CENNI
STORICI SULLA TORRE DI CASTEL BOLOGNESE
(a cura di Andrea Soglia)
La Torre Civica di Castel
Bolognese non fu costruita nel 1394, come è stato tradizionalmente accettato per lungo
tempo, da Giovanni da Siena, che si trovava a Castel Bolognese, su incarico del
Senato Bolognese, per ultimare la costruzione della rocca. Una prima costruzione del
manufatto risaliva in realtà al 1388-89 ed era completamente in legno, ma con copertura
in laterizio. Inizialmente la Torre svolgeva una funzione diversa ma altrettanto
importante: costituiva lunica porta di accesso del primitivo Castel Bolognese,
costruito a monte della via Emilia. Nella pergamena del 1389, che sancisce in qualche modo la
nascita della comunità di Castel Bolognese, al punto decimo si nomina chiaramente il
campanile della porta del castello, il quale doveva essere rinforzato per sostenere il
peso di una campana di 2000 libbre ed era munito di un ponte fisso che permetteva
laccesso al castello.
Nel 1421, dopo lespansione del castello, la torre-porta, ancora completamente in
legno, costituiva laccesso al castello vecchio e lingresso era garantito da
due ponti levatoi, di cui uno carrabile e laltro pedonale.
Sulla torre, come testimoniano varie fotografie, era murata appena sopra larco di
essa la cosiddetta lapide di Louis Allemand (oggi murata nel portico della
residenza municipale) risalente al 1425, che ricordava alcuni lavori di miglioria al
castello (erano stati riscavati i fossati): per lungo tempo si è tradizionalmente creduto
(come si legge anche in un bellarticolo
scritto da Antonio Corbara) che tale lapide fosse stata murata sulla torre in occasione di
un suo innalzamento.
In realtà la lapide Allemand nulla aveva a che fare con la storia della torre, la quale
fu rifatta in muratura qualche decennio dopo il 1425, probabilmente attorno alla metà del
XV secolo, come ipotizza lo studioso Lucio Donati, che così scrive: "si noti
innanzitutto che nelle riproduzioni fotografiche anteguerra la facciata della torre non
presenta la minima traccia di fessure per le stracche di sollevamento di eventuale ponte
levatoio, quindi si ipotizza che la Torre sia stata eretta quando oramai la fossa di mezzo
(che si sviluppava parallelamente alle vie Antolini e Ginnasi, ndr) non costituiva
più elemento fondamentale nel sistema difensivo castellano". Il castello, oramai, si
era ingrandito e quindi la torre, che non svolgeva più la funzione di porta, divenne a
tutti gli effetti Torre Civica.
La Torre aveva in tutto, almeno nei suoi ultimi secoli di vita, tre campane. Sin
dalla costruzione del primo manufatto in legno era dotata di una campana. Nel 1621 fu fusa
una campana piccola, mentre nel 1718 fu rifusa la campana maggiore: su questultimo intervento esiste
ampia documentazione, riguardante sia la fusione, sia la cerimonia di
"inaugurazione", sia il contratto col fonditore, Gasparo Landi di Cesena.
Sconosciuta è la data in cui fu posto lorologio sulla Torre; abbiamo
comunque notizia di vari rinnovamenti apportati ad esso, datati 1786, 1861 e 1924.
In occasione della fusione della campana maggiore, datata 1718, la torre subì una
modifica : furono abbassati i finestroni sia per motivi acustici, sia per facilitare la
vista della campana stessa e venne poi fatto il coperto. Il terremoto del 4 aprile 1781,
che causò fra le altre cose il crollo del campanile di San Francesco, danneggiò in modo
notevole anche la torre. Un perito, chiamato a fare una ricognizione sui danni, verificò
che era "nella giunta dellultimo piano in pessimo stato, e però necessaria
di pronto riattamento". Stando alla documentazione, i lavori di restauro durarono
pochissimi mesi e furono necessarie diecimila pietre e duecento corbe di calcina.
Lultimo intervento significativo è datato 1926, anno in cui fu modificato
lingresso che portava allinterno della Torre. Fino ad allora si accedeva ad
essa mediante una scaletta che posava in una catapecchia appoggiata direttamente alla
torre; stonatura edile che solo nel 1926 venne risolta dalla genialità del liutaio Nicola Utili. La catapecchia venne
abbattuta e in sua vece fu aperta nel fianco della torre una porta stilizzata chiusa da
una scala porta che si apriva e chiudeva mediante una manovella posta in una
nicchia in basso, e innestata in un perno girevole.
Il passaggio del fronte, durante la seconda guerra mondiale, segnò la fine della storia
della torre. Nei lunghi mesi di sosta del fronte lungo il Senio, essa fu danneggiata
leggermente nella parte di levante e i tedeschi se ne servirono per mesi come
osservatorio. Il giorno 4 febbraio 1945, temendo che nello stato in cui si trovava potesse
servire al nemico, la cui avanzata era imminente, i tedeschi minarono la torre alla base e
la fecero saltare, riducendola a un cumulo di macerie. Varie testimonianze
ricordano quel momento e il senso di sgomento che ne seguì nel paese, già provato da
vari mesi di bombardamenti e di lutti.
Si concludevano così 5 secoli di storia delledificio simbolo del paese, che aveva
accompagnato e scandito la vita di Castel Bolognese sin dalla sua nascita.
Tuttora la Torre è considerata il simbolo del paese, una sorta di invisibile sentinella
che spesso è stata usata come logo in varie iniziative commerciali e culturali, ed
inoltre compare sulle buste intestate del Comune, accanto alla dicitura (non troppo esatta
dal punto di vista storico
): "Senatus Bononiensis aedificavit, bellum
destruxit. 1394-1945". Nel 2005, in occasione del 60° anniversario della
distruzione, un'apprezzata mostra ne ha ripercorso la storia. La documentazione
storico-fotografica raccolta all'epoca attende ancora di essere pubblicata, a dispetto di
quanto annunciato dalle Autorità in occasione dell'inaugurazione dell'esposizione.
Nel 1981, in occasione di lavori stradali in piazza Bernardi, sono riaffiorate le
fondamenta di destra della torre e, inoltre è stato trovato, integro, un ponte ad unica
arcata in muratura, che permetteva di attraversare un canale (che scorreva al posto della
fossa, caduta in disuso, della prima cinta muraria) interrato tra il XV e XVI secolo.
Sarebbe auspicabile che, se partisse l'intervento di riqualificazione della piazza, le
tracce dell'antica torre fosse tenute nella dovuta considerazione.

La torre vista da Fausto Ferlini

Cartolina stampata in occasione della mostra sulla
storia della torre.
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