Anita Serantini, autentica castellana

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Una piccolissima Anita Serantini in braccio al padre Gigì, ritratti alla Pocca il 1° luglio 1923 durante una festa a cui parteciparono i canterini romagnoli

Castel Bolognese ha perso a inizio 2012 una delle sue più affezionate figlie: è scomparsa all’età di 90 anni Anita Serantini o, come molti la conoscevano, Anita de Fator, avendo sposato Francesco Galeati, a lungo fattore delle Opere Pie di Castel Bolognese.
Figlia di Gigì Serantini, dapprima impiegato presso le Opere Pie, indi gestore del distributore AGIP di fianco al Molino della Porta, era cugina di secondo grado con lo scrittore castellano Francesco Serantini.
La famiglia Serantini abitava in via Gambarelli, nella casa di fianco a quella di Landrù, con l’ingresso sotto il portico; dalla parte opposta vi erano nel palazzo dei Pipetta Le Pirre: Antonietta, Pierina e Angelina Zannoni ragazze un po’ più grandi di lei e, quasi coetanee, le figlie di Pipétta: Romana, Alma e Marta Zannoni. Insomma, la compagnia non mancava nella contrada, rallegrata dal gioco di quelle bambine. Con Marta, in particolare, e cioè con mia mamma, di un anno più anziana, l’amicizia è durata per tutta la vita.Essendo Anita, come detto, figlia di un impiegato delle Opere Pie, le Suore di San Vincenzo, che allora erano presenti nel nostro Ospedale e nell’Istituto Cronici, accolsero Anita, Marta e la loro amica Anna Conti, ora moglie di Domenico Bosi, per insegnar loro il cucito, il ricamo ed altre attività femminili; quando la “loro” suor Vincenza passò all’Orfanotrofio Ginnasi, la seguirono là per tanti altri anni.
Crescendo, Anita fu impiegata per qualche anno come dattilografa in Comune, lasciando l’incarico dopo il matrimonio per dedicarsi completamente alla famiglia, madre esemplare di tre figli.
Del suo Castello era innamorata; aperta di carattere, sempre allegra e positiva, amava pure la buona tavola e le sane amicizie, delle quali era spesso anfitrione nella sua casa di Via Trieste. Ed agli appuntamenti culturali come alle feste cittadine non mancava mai. Costretta dalla malattia, alcuni anni fa, sulla sedia a rotelle, Anita Serantini aveva lasciato la sua casa di via Trieste, piena di scale, per un appartamento al piano terreno in Piazza Fanti; questo non le impediva di raggiungere ogni giorno Piazza Bernardi ove si sedeva presso il Caffè Commercio o presso Paolo della gelateria. Qui, al centro della piazza, tutti si fermavano volentieri con lei e lei di tutto voleva essere informata: dai nati alla politica, e specialmente delle novità castellane. Il tutto magari accompagnato da un enorme gelato che, più che in una coppa, pareva servitole in un tino: alla faccia del suo diabete!
Gli ultimi anni era stata costretta dagli acciacchi, pur contro la sua volontà, a lasciare Castel Bolognese per andare a vivere con la figlia Paola a San Giovanni in Persiceto, ove è morta. “Marta, mè a turnarò a Castell sol da mòrta, ma ven a truvem!” aveva detto a mia mamma mentre lasciava definitivamente il suo Castello per lo sconosciuto San Giovanni ove, tuttavia, riceveva spesso visite di amici a conoscenti rimanendo aggiornata sulle vicende del suo Castello. Anche io ho accompagnato il babbo e la mamma da lei passando un pomeriggio tra i bei ricordi. In questi giorni mia mamma stava organizzando una rimpatriata con gli amici di sempre: Anna Conti e mio zio Enzo Cornazzani; li avrei accompagnati tutti più che volentieri e si attendeva solo che i giorni fossero un poco più lunghi per rimanere da lei di più. Ma il tempo di Anita è stato più corto dell’attesa dei suoi ultimi e più fedeli amici con i quali si era sentita prima delle feste di Natale per lo scambio degli auguri.

Paolo Grandi

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