Il commovente caso di Aldo Musconi

Il commovente caso di Aldo Musconi – (The pathetic case of Aldo Musconi)

Aldo Musconi nacque a Castel Bolognese l’8 settembre 1891. Della sua vita si sa pochissimo; Nello Garavini, che cita il suo nome in un elenco di anarchici castellani della terza generazione, ci dice che egli faceva il ferroviere ed era soprannominato “Pastò”.

Leggendo nelle Memorie di Amabilia Cambiucci, maestra castellana, le pagine relative al periodo di insegnamento da lei trascorso a Fornazzano, mi sono imbattuto in un brano nel quale vengono ricordati alcuni momenti da lei passati assieme a don Gracco Musconi e al fratello Aldo, in quel periodo residenti nella parrocchia di Presciola, il cui territorio confinava con Fornazzano e di cui don Gracco era stato nominato parroco. Parlando di Aldo Musconi, la Cambiucci scriveva che egli era morto da alcuni anni “dopo disgrazie immense che amareggiarono tutta la sua esistenza”.

Mentre cercavo in internet notizie di don Gracco, ho provato a estendere la ricerca, chissà perchè, anche al nome di Aldo Musconi. Incredibilmente sono stato dirottato nel sito della televisione nazionale britannica, ossia la BBC, che può essere paragonata alla nostra RAI. Una sezione del sito è dedicata ad un archivio di memorie della Seconda guerra mondiale, scritte e inviate dal pubblico. Fra esse è possibile leggere alcune pagine tratte dal Secret Wartime Journal of Frederick Jude, ossia il Diario segreto di guerra di Frederick Jude, un militare (probabilmente della sanità) inglese trovatosi a svolgere il servizio militare in Italia nel 1944-45.

Frederick Jude, partendo da Forlì il 7 aprile 1945 dopo vari mesi trascorsi nella città romagnola, ricordava le amicizie strette a Forlì, in particolar modo con i civili feriti ricoverati in ospedale. Fra i casi più tristi da lui citati, è possibile leggere il seguente:

“The pathetic case of Aldo Musconi at Christmas lying in hospital with a son on either side of him, between them they had three legs and one son had also lost an arm, all wounded from bombs dropped by British forces trying to drive Germans out of the town. Papa Musconi lost both his sons, I said how sorry I was, his immediate reply, in my mind, made him nothing less than a saint, he said ‘Cosi, la guerra’, translated meaning ‘Like this is war.’ “

Traduzione:
“Il commovente caso di Aldo Musconi ricoverato all’ospedale, a Natale, assieme ai due figli, degenti uno alla sua destra e uno alla sua sinistra; ai tre erano rimaste solo tre gambe in totale, e un figlio aveva perso anche un braccio; erano stati tutti feriti durante i bombardamenti effettuati dalle forze inglesi che cercavano di liberare la città dai tedeschi. Papà Musconi perse successivamente entrambi i figli; io gli dissi quanto fossi dispiaciuto per lui, e la sua immediata risposta, che a mio avviso lo rendeva non meno di un santo, fu: “Così è la guerra”.

Possibile che l’Aldo Musconi ricordato dalla Cambiucci fosse lo stesso Aldo Musconi di cui parla il soldato Jude? E’ bastato fare un giro nel cimitero di Castel Bolognese per avere la risposta. Aldo Musconi, morto proprio a Forlì il 10 dicembre 1968 (fu, fra l’altro, medaglia d’oro AVIS), è sepolto poco distante dal fratello Gracco. Alla sua destra e alla sua sinistra, esattamente come all’ospedale di Forlì, sono sepolti i figli Eugenio (nato a Castel Bolognese il 19 marzo 1921 e morto a Forlì il 4 aprile 1945) e Domenico, perito industriale ed insegnante all’Istituto tecnico industriale di Forlì (nato a Castello il 3 ottobre 1922 e morto a Forlì il 12 febbraio 1945). Assieme ad Aldo è sepolta anche la moglie Lucia Tampieri, morta il 7 novembre 1944 durante lo stesso bombardamento nel quale i figli riportarono le ferite che, successivamente, dopo una lunga sofferenza, costarono loro la vita. La tragedia avvenne nella frazione San Tomè: durante quel bombardamento morirono in tutto 30 persone e la famiglia Morgagni, con 7 vittime, fu la più colpita.

La famiglia Musconi si era trasferita a Forlì alla fine degli anni ’20 e là fu colpita dalle “disgrazie immense” ricordate dalla maestra Cambiucci. I nomi di Eugenio e Domenico Musconi e della loro madre Lucia Tampieri non compaiono nell’elenco delle vittime civili di guerra di Castel Bolognese, dato che essi non risiedevano più nel comune di nascita.

Questa testimonianza inedita, proveniente da tanto lontano e ritrovata tanto casualmente, ci permette però di ricordare e di tramandare questa commovente storia destinata, altrimenti, ad un sicuro oblio.

Andrea Soglia

N.B.: il diario di guerra di Frederick Jude è consultabile a questo indirizzo:
http://www.bbc.co.uk/ww2peopleswar/stories/77/a4136177.shtml

Contributo originale per “La storia di Castel Bolognese”.
Per citare questo articolo:
Andrea Soglia, Il commovente caso di Aldo Musconi, in http://www.castelbolognese.org

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