Ricordo di Rosina Tassinari, ufficiale postale e animatrice del volontariato castellano

rosina_tassinariMentre oggi le memorie funebri si limitano a una semplice fotografia dell’estinto, con a tergo il nome, le date e una breve frase di circostanza, un tempo esse erano ricche di dati e assai spesso riportavano una breve biografia del defunto, soffermandosi soprattutto sulla rettitudine e le opere buone. Purtroppo queste memorie funebri, spesso stampate in numero limitato, di rado sono state conservate e molte “storie” di semplici persone, in particolare di donne, sono andate irrimediabilmente perdute una volta scomparsi i loro familiari e amici.
Qualche volta, però, dagli archivi privati emerge qualcosa, e spesso si rimane stupiti nel riscoprire personaggi che in vita erano stati importanti per Castel Bolognese, impegnandosi nel servizio quotidiano alle persone, sia nel lavoro che nel volontariato e trovandosi loro malgrado coinvolti nei grandi eventi del ‘900.
E’ questo il caso di Rosina Tassinari, nata a Castel Bolognese il 31 luglio 1867 da Perpetuo e Maria Mengolini. Perpetuo Tassinari (1844-1911) era stato sicuramente un personaggio caratteristico del vecchio Castello ottocentesco, attivo sia nell’Amministrazione comunale dell’epoca sia nelle sue funzioni di titolare dell’ufficio postale, all’epoca ubicato sulla via Emilia interna nell’attuale casa Marzocchi: ne è conferma il fatto che del “signor Perpetuo” (così doveva essere noto, in paese) ci regala un breve ritratto anche Francesco Serantini nel suo libro “La casata dei Gobbi”.
Rosina Tassinari subentrò poi al padre nel ruolo di ufficiale postale; fu sposa di Filippo Dal Prato (Filipòn), anch’egli impegnato in ruoli pubblici, fratello del medico socialista Antonio Dal Prato e dell’esattore comunale Giambattista Dal Prato, uno dei fondatori dell’Asilo infantile, di cui la sua consorte, Santina Sangiorgi, sarà una delle principali benefattrici nel 1939.
Rosina morì il 10 dicembre 1944 sotto le macerie della sua abitazione colpita da una bomba d’aereo. Fu la prima vittima civile all’interno delle mura del paese.
Solo il 10 luglio 1945 fu possibile omaggiarla come meritava e fu distribuita la memoria funebre il cui testo si riporta integralmente:

“Innocente vittima di una guerra inumana fu soffocata fra le macerie della sua casa colpita da bomba aerea.
Tutta la sua vita dedicó al lavoro, prima in aiuto al padre, poi titolare dell’Ufficio Poste e Telegrafi.
D’animo nobilissimo, d’aspetto grave, affabile e paziente con tutti, sposa e madre veramente degna di tal nome fu vera regina del domestico focolare. Fece parte di tutti i comitati di beneficenza; durante la prima guerra mondiale assistè i feriti nel nostro ospedale e ne ebbe un encomio speciale della C.R.I.; fu parte attivissima della Conferenza di S. Vincenzo della quale fu cassiera fino dalla fondazione.
La salma fu sepolta quasi di soppiatto fra lo scoppio delle granate; a sette mesi dalla tragica fine si può finalmente ricordare ed onorare.
Iddio, giusto rimuneratore, l’accolga nella sua pace”.

Queste brevi notizie biografiche meritebbero sicuramente un approfondimento, specialmente quelle relative all’encomiabile attività di assistenza ai feriti durante la Prima guerra mondiale. Non si dimentichi poi l’importanza che aveva all’epoca la figura del titolare dell’Ufficio Poste e Telegrafi: senz’altro un punto di riferimento in un piccolo paese come Castel Bolognese.

La morte improvvisa non permise a Rosina di prestare aiuto alla popolazione castellana durante l’inverno 1944-1945. Il grave lutto, però, non impedì al marito Filippo Dal Prato di continuare a contribuire alla vita del paese, messo a dura prova dalla sosta del Fronte: infatti egli mise a disposizione della comunità alcune stanze del palazzo di famiglia, nella parte prospiciente la via Emilia, dove alcuni volontari concentravano dei viveri che poi venivano distribuiti alla popolazione.

Andrea Soglia

rosina_tassinari_luttino

Memoria funebre di Rosina Tassinari (Archivio privato Scilla Cavallazzi Liverani)

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Ricevute rilasciate dall’Ufficio delle Poste di Castel Bolognese nel 1903.
Si noti la firma dell’ufficiale di posta Tassinari (Perpetuo?)
(collezione Andrea Soglia)

 

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