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Mastro Nicola da Castelbolognese e
le sue peripezie per un trave di legno per violini.
tratto dal Corriere Padano del 24
gennaio 1936
Di Mastro Nicola da Castelbolognese,
riesumatore delle classiche vernici cremonesi e delle classiche voci, l'unico che si serva
di apparecchi fisici, pure da lui inventati, per applicare in modo positivo la sua teoria
della "stabilità armonica" è notissimo il fatto che qui descriviamo.
Nell'agosto del 1915, mastro Nicola venne richiamato alle armi ed inviato per le grosse
manovre nei pressi di Castenedolo, piccolo paese dell'alto Bresciano. Fu così che,
capitato in un vasto cortile ove erasi accampato con altri militari, notò subito un
grosso trave che reggeva la volta di una gran porticato. Attirato dalla qualità del legno
avanzò subito richiesta per ottenerlo a qualsiasi condizione, ma date le requisiozioni
militari, non fu possibile sostituirlo.
Di questo trave però gliene venne concesso uno scampolo di 80 centimetri.
Passata la grande guerra, col campione di quel pezzo di trave, ne cercò degli altri nei
vari mercati di legname dell'Italia e dell'estero, ma non gli riuscì trovare del legno
uguale per proprietà acustica.
Vistosi così venir meno un elemento capitale per le sue teorie avanzate, con le quali
apprendeva che senza quel legno non avrebbe mai raggiunto le voci classiche attestategli
un po' da tutte le parti del mondo dai più illustri maestri ed insigni concertisti,
decise di entrarne in possesso a qualunque costo.
A questo scopo, nell'aprile del 1926, si recò a Castenedolo e sotto un'acqua torrenziale
cominciò le ricerche, non ricordando più il luogo esatto. Dopo due ore di ansiose
indagini, finalmente potè ritrovare la casa del tanto sospirato trave.
Fattane richiesta al proprietario è da immaginarsi come fosse giudicato per un pazzo e
naturalmente dovette venirsene via deluso e mortificato.
Mastro Nicola, preso dall'angoscia si ritirò lentamente in un caffè a meditare e quivi
ebbe occasione di raccontare l'accaduto ad un signore che conobbe poi per il medico
veterinario del paese. Questo signore, interessatosi al racconto, molto gentilmente gli
consigliò di recarsi dal segretario del Fascio, essendo questi intimo amico del
proprietario del trave.
Erano le dieci di sera, quando mastro Nicola si presentò al Fascio e fattosi riconoscere
e spiegate le ragioni della sua presenza colà ottenne la promessa dell'interessamento di
quel Segretario. Lasciò quindi incaricato certo signor Zola di Castenedolo di riferirgli
l'esito all'indirizzo provvisorio di un suo amico di Milano, presso il quale egli era
diretto, il prof. Biagini, professore di viola del Quartetto Poltronieri, ed all'uopo
lasciò scritto tale indirizzo nel retro di un suo biglietto da visita.
Il giorno successivo ricevette un telegramma a Milano col quale gli si annunciava che il
trave gli veniva ceduto e mastro Nicola, senza nemmeno far parola del legno al prof.
Biagini, si precipitò di nuovo a Castenedolo dove intesosi subito col proprietario,
acquistò un trave di quercia molto più grosso di quello da sostituire per il prezzo di
lire 1000, ma non gli fu possibile farne subito la sostituzione trovandosi impegnati
altrove i muratori di fiducia del proprietario, e così venne rimandato il tutto alla
settimana seguente.
Mastro Nicola lasciò l'incarico di spedizione al predetto signor Zola avvertendolo di
spedirlo a grande velocità al semplice indirizzo: Nicola da Castelbolognese - Romagna,
dandogli un nuovo biglietto da visita e se ne tornò a casa spiacente di non averlo potuto
portare con se.
Il 3 maggio 1926 ricevette una lettera dal proprietario, signor Bettoni, concepita in
questi termini:
"Castenedolo (Brescia) 2-5-1926. Preg.mo signor Nicola da Castelbolognese. - Ricevo
la sua gentile lettera con l'unito assegno bancario come da nostra intelligenza. Domani il
carpentiere eseguirà il lavoro di squadratura del nuovo trave ed il puntellamento del
loggiato. Martedì verrà calato il suo trave con ogni diligenza e con tutte le
precauzioni del caso e consegnato al signor Zola, secondo le istruzioni da lei impartite.
A lui consegnerò subito lire 80 da lei segnate a suo favore. Mentre le assicuro che tutto
sarà eseguito con ogni possibile riguardo, mi è gradita l'occasione per salutarla
distintamente. - Dev.mo dott. Bettoni".
Da un'altra lettera sempre dello stesso, ricevette avviso che il giorno 6 era stato
consegnato il trave al signor Zola, il quale caricatolo su di un carro, lo aveva portato
per la spedizione alla stazione di Rezzato, non essendovi stazione ferroviaria a
Castenedolo.
Finalmente mastro Nicola vedeva in tal modo realizzato il suo sogno ed attendeva con
spasimo, di minuto in minuto, l'arrivo a Castelbolognese.
Passarono le ore ed i giorni inutilmente e, solo in seguito a vari telegrammi potè
spiegare l'equivoco. Il trave era stato spedito all'indirizzo segnato a retro del
biglietto di Nicola e cioè al professore di viola Biagini, che abitava a Milano in via
Panfilo Castaldi 20, e semplicemente al... 5° piano. Costui si vede arrivare per
l'Agenzia trasporti, consegna a domicilio, un trave della lunghezza di metri 6,80 e del
peso di kg. 360!
E' facile immaginare la sorpresa del prof. Biagini che a tutta prima non voleva
assolutamente riceverlo poi fra il sì ed il no, si acconciò, per un riguardo a mastro
Nicola a prenderlo in consegna e collocarlo nel suo studio in attesa di ulteriori
schiarimenti. E' da notarsi che date le dimensioni, fu costretto a farlo passare per il
vano della finestra e lasciarne... fuori circa tre metri (fortunatamente non si era
d'inverno).
Solo dopo 4 o 5 giorni, messo al corrente dell'equivoco, potè curarne la rispedizione da
Milano (Stazione Porta Vittoria) il 14 maggio, e sempre a grande velocità. Questa volta
l'attesa di giorno in giorno era sempre più penosa dato che non si aveva risposta nemmeno
ai telegrammi e solo il 20 maggio, riattivata la linea ferroviaria di Piacenza, stazione
che era stata invasa dalle acque per la piena del fiume Po, potè finalmente giungere
nella bottega del mago della liuteria (così definito da illustri maestri) per essere
trasformato nelle più dolci armonie spirituali.
Questo legno, a parità di spessore, lunghezza e grossezza con gli altri miglior legni, li
supera di circa 44 vibrazioni, e con tal legno ha già fatto un centinaio di violini,
mentre ne tiene ancora per altri 60 piani armonici da violino, i quali saranno altre 60
opere d'arte inconfondibili che passeranno alla storia della più elevata liuteria
italiana.

Mastro Nicola ritratto mentre vernicia un violino. Alle sue spalle i violini si asciugano
al sole e, sullo sfondo, si intravede la chiesa di S. Petronio.
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