Vittime civili: lettere T-Z

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Fotografia Nome e cognome Data di nascita Data di morte Causa della morte/notizie varie
sagoma TABANELLI DOMENICO 1868 09-04-1945

FERITA DA SCHEGGIA DI GRANATA

Nato a Castel Bolognese, residente ad Imola; invalido, morì in via Imola 13 (attuale via Emilia Ponente) e fu sepolto provvisoriamente presso la Torretta.

Il suo nome emerge per la prima volta da ricerche d’archivio

tabanelli_filomena TABANELLI FILOMENA 22-06-1903 29-01-1945

FERITA DA SCHEGGIA DI GRANATA

Moglie di Antonio Tabanelli, viveva in via Calamello 4. Morì assieme alla piccola figlia Francesca, della quale, purtroppo, non esiste nemmeno una fotografia

(si ringrazia la figlia Maria Tabanelli per la fotografia)

TABANELLI FRANCESCA 11-01-1944 29-01-1945 FERITA DA SCHEGGIA
TABANELLI FRANCESCO 06-12-1894 06-01-1945 FERITA DA SCHEGGIA
tabanelli_giovanni TABANELLI GIOVANNI 07-03-1923 13-03-1945

FERITA DA SCHEGGIA

Risiedeva in via Calamello 4, parrocchia di Casalecchio; già orfano di padre, era la colonna della famiglia.

Foto intera 

Luttino distribuito quattro mesi dopo la morte

(si ringrazia Francesca Tabanelli per le fotografie)

tabanelli_norina TABANELLI NORINA 07-10-1912 13-02-1945

FERITA DA SCHEGGIA

Moglie di Vincenzo Liverani, detto Binèt, risiedeva nella parrocchia della Pace. L’11 febbraio 1945, ultima domenica di Carnevale (in tempo di pace alla Serra si faceva una festa), si recò col marito ed altri castellani a trovare i propri parenti che risiedevano alla “Rossetta”, la casa che ancora si trova sul lato sinistro della via Emilia, direzione Imola, dopo l’incrocio con la via Serra.
Sulla via del ritorno, mentre si trovava in Borgo in corrispondenza della casa Zanelli, fu colpita dalle schegge di una granata caduta nei pressi. Assieme a lei furono gravemente feriti il marito Vincenzo ed Eugenio Cremonini, che pure stava rientrando dalla Rossetta. Binèt spirò pochi attimi dopo, la Tabanelli due giorni dopo all’Ospedale di Castello, mentre Eugenio Cremonini, successivamente trasportato all’Ospedale di Imola, morì otto giorni dopo. Alla Rossetta si era recato anche don Sermasi, il quale, essendo ritornato in paese poco prima dei tre sventurati, scampò alla strage.

(si ringrazia Carlo Liverani per la fotografia)

sagoma TABANELLI PAOLO 10-10-1875 16-02-1945 FERITA DA SCHEGGIA
tabanelli_pierino TABANELLI PIERlNO 28-06-1930 16-12-1944

BOMBA AEREO

Morì presso il podere “Monti” del Borello assieme ai fratelli Graziano e Oriana Bombardini

(foto tratta da “Al di qua del fiume”, regia di Francesco Minarini)

tacconi_pacifico TACCONI PACIFICO 30-01-1875 10-12-1944 FERITA DA BOMBARDAMENTO AEREO

a Casalfiumanese

tampieri_luigi_domenico1

TAMPIERI LUIGI DOMENICO 30-07-1887 19-04-1945

MITRAGLIAMENTO

A fine marzo 1945, su invito della contessa Maddalena Gottarelli, che era riuscita a comunicare con loro, la famiglia di Domenico Tampieri (Luigi Domenico per l’anagrafe) sfollò alla Gaiana (comune di Castel S. Pietro Terme), dove la contessa aveva molti possedimenti. Dato che Castel Bolognese in quel momento era in prima linea e la casa dove si trovavano aveva appena subito un bombardamento, i Tampieri accolsero ben volentieri l’invito, convinti di allontanarsi dal pericolo. Ben presto, invece, si trovarono nel mezzo di una sanguinosissima battaglia, passata alla storia come Battaglia della Gaiana, avvenuta fra il 17 e 19 aprile 1945. Gli alleati, dopo la liberazione di Medicina, incontrarono un’ultima fortissima resistenza dei tedeschi sulle rive del torrente Gaiana e usarono tutte le armi a loro disposizione per “sfondare”, comprese moltissime bombe incendiarie. I Tampieri, con moltissimi altri civili, si trovarono letteralmente fra due fuochi e in mezzo a continui incendi. Il giorno 19, mentre pareva che i tedeschi avessero cominciato la ritirata, i Tampieri furono costretti ad abbandonare precipitosamente il loro rifugio a causa di un incendio (rimase ustionata, fra l’altro, la piccola Angela, nipote di Domenico, che a guerra finita fu curata e guarita da un medico (probabilmente indiano) che adottò una cura ancora sconosciuta in Italia) e si sparpagliarono per trovare un qualche riparo. Domenico, che si era rifugiato sotto un ponte assieme alla moglie e ad altri, fu raggiunto da una mitragliata sparata da un carro armato alleato e spirò da lì a poco con l’angoscia sulla sorte del figlio Ermenegildo, che era uscito dal rifugio all’alba, ben prima della forzata fuga di tutta la famiglia, e non vi aveva fatto ritorno.
Ermenegildo, pur essendo rimasto ferito, era riuscito a salvarsi, ma Domenico morì convinto che il figlio fosse già morto.
Olga Tampieri, figlia minore di Domenico, durante la fuga si nascose assieme ad altri familiari in una buca e rimase illesa. In mezzo a tale ferocia le sembrò quasi incredibile che non fossero morti tutti.
Il povero Domenico Tampieri aveva già conosciuto la crudeltà della guerra nel ’15-’18, quando, da militare, riportò una grave ferita alla mano destra, in conseguenza della quale ebbe lesioni permanenti che gli limitavano l’uso della mano.

(si ringrazia Olga Tampieri per la fotografia e la testimonianza)

Si vedano anche i ricordi della nipote Francesca Tampieri

tampieri_paola TAMPIERI PAOLA 18-08-1936 23-03-1945 SCOPPIO DI GRANATA
sagoma TARABUSI PIETRO 13-11-1880 28-12-1944 SCHEGGE DI GRANATA

Rappresentante, residente a Faenza

taroni_domenico TARRONI DOMENICO
(o anche TARONI)
06-03-1901 04-12-1944

FERITA DA SCHEGGIA

Residente nel podere Cappellone, via Pozze n. 9, parrocchia di Campiano. Fu uno dei primi castellani a perire: fu colpito alla schiena da una scheggia mentre era intento a sistemare il mucchio di letame vicino casa.

(si ringrazia Dina Tarroni per la fotografia)

tassinari_rosina TASSINARI ROSINA
in Dal Prato
31-07-1867 10-12-1944 SOFFOCAMENTO PER CROLLO
tattoni_margherita TATTONI MARGHERITA 05-07-1889 09-01-1945

FERITA DA SCHEGGIA

Residente a Bologna, morì in via Casolana n. 30 assieme al marito Serafino Monachesi. I loro nomi emergono per la prima volta da ricerche d’archivio. Sono sepolti nel cimitero di Castel Bolognese

TENIA PIETRO 01-01-1875 25-12-1944 MINA

Si veda la scheda di Primo Patuelli

tondini_giovanni_1 TONDINI GIOVANNI 21-07-1881 05-04-1945 GRANATA

(si ringrazia Angela Tondini per la fotografia)

tondini_giovanni_2 TONDINI GIOVANNI 15-12-1921 25-05-1945

MINA

Viene citato col nome di Giovanni Santini in alcuni documenti e ne “Le cronache castellane” di Oddo Diversi

Morì assieme ai fratelli Pietro e Sante Dal Pozzo.

Il Tondini, molto amico dei fratelli Dal Pozzo, ritenendosi in grado di recuperare le mine, togliendo il detonatore, da diversi giorni stava bonificando il campo del Serraglio (lungo la via Emilia, poco dopo la chiesa della Pace) dove la famiglia Dal Pozzo abitava.
Quel tragico 25 maggio 1945, chiamò i due fratelli a vedere l’operazione di smontaggio di una mina anticarro. La violenta detonazione provocò la morte dei ragazzi che furono orrendamente dilaniati.
Una parte del corpo di uno volò dall’altro lato della via Emilia in mezzo a sterpaglie che ne impedirono la vista dalla strada. Non fu possibile tentare il recupero in quando il terreno era a sua volta infestato da mine.
Fu ritrovato solo alla fine di agosto 1945 in avanzata fase di decomposizione quando il terreno fu bonificato e furono tagliate le sterpaglie.

tozzi_teresa TOZZI TERESA
vedova Baroncini
02-04-1872 12-03-1945 FERITA DA SCHEGGIA DI GRANATA
trere_anna TRERE’ ANNA 1881?
1884?
16-01-1945 SCOPPIO DI GRANATA
trere_rita TRERÈ RlTA 20-07-1904 17-12-1944  SOFFOCAMENTO DA CROLLO

ECCIDIO DI VILLA ROSSI

Fotografia conservata presso la Biblioteca comunale “Luigi Dal Pane” di Castel Bolognese

utili_lucia UTILI LUCIA
in Tampieri
25-10-1893 22-03-1945 FERITE DA SCHEGGIA
VALENTI BATTISTA 31-07-1902 07-03-1945 SCHEGGE DI GRANATA

Morto all’Ospedale di Imola

VALENTI GIOVANNI 03-12-1932 16-01-1945 FERITE DA SCHEGGIA DI GRANATA
VALENTI PAOLA 06-12-1943 16-01-1945 FERITE DA SCHEGGIA
valli_guido VALLI GUIDO 07-10-1921 29-01-1945

GRANATA

Viveva alla Furlona, nella parrocchia di Biancanigo. Fu colpito dietro ad un orecchio da una scheggia piccolissima che lo uccise istantaneamente.

(da una testimonianza orale di Giuseppe “Nicio” Marabini)

valli_pia VALLI PIA 11-07-1911 17-12-1944  SOFFOCAMENTO DA CROLLO

ECCIDIO DI VILLA ROSSI

Fotografia conservata presso la Biblioteca comunale “Luigi Dal Pane” di Castel Bolognese

sagoma VALLI TADDEO 21-03-1902 09-04-1945 SCHEGGE DI GRANATA
vignoli_imelde VIGNOLI IMELDE 08-05-1935 12-03-1945

FERITE DA SCHEGGIA

Rimasta ferita al bosco del Borgo, non lontano dal fondo “Musslena” (Mussolina), parrocchia di Campiano, dove si era rifugiata assieme alla famiglia e a molte altre persone, morì in località Selva (Imola) mentre veniva trasportata in ospedale ad Imola.
Durante lo stesso bombardamento rimasero mortalmente ferite anche le sorelline Franca e Silvana Martini

(si ringrazia Giuseppe Magrini per la fotografia)

villa_filomena VILLA FILOMENA 25-08-1873 17-12-1944  SOFFOCAMENTO DA CROLLO

ECCIDIO DI VILLA ROSSI

Fotografia conservata presso la Biblioteca comunale “Luigi Dal Pane” di Castel Bolognese

sagoma VIRGILI IOLE 14-04-1933 29-12-1944 DIFTERITE

Residente in Borgo Carducci 33, risulta deceduta in via Casolana 18.

Durante le ultimissime settimane del 1944 si registrarono in paese vari casi di questa malattia infettiva i cui effetti diventavano letali in mancanza di un’adeguata cura con siero antidifterico. In quel periodo il nostro ospedale, oramai trasferitosi nelle cantine, era rimasto completamente sprovvisto sia del siero antidifterico sia del siero antitetanico. Risale proprio agli stessi giorni in cui moriva Iole Virgili la storia di Mario Dalpozzo (Mario de Srai), recatosi a piedi fino a Bologna per procurarsi una dose del siero da somministrare alla moglie Anna Balbi (Ninetta) gravemente malata e ricoverata all’Ospedale, e poi perfettamente guarita (testimonianza orale di Pina Dalpozzo).
Il grave problema della malattia (con il rischio di una pericolosa epidemia) fu poi affrontato, assieme ad altre emergenze, nella prima settimana del 1945 dalla neonata Consulta Comunale. Risultò risolutivo, come si evince dai verbali delle sedute della Consulta, il noto viaggio a Bologna di Arnaldo Cavallazzi: grazie ad una donazione del farmacista castellano, trapiantato a Bologna, Mario Santandrea, Cavallazzi tornò ben presto in paese con dosi di sieri antidifterici ed antitetanici.
Ad eccezione del caso di Eugenio Mazzanti, a cui la malattia fu diagnosticata troppo tardi a causa delle angherie tedesche (si veda la scheda relativa), nel 1945 non sembrano essersi registrate altre morti per difterite nel nostro paese.

ZACCHERINI SANTE 02-03-1879 29-12-1944

FUCILAZIONE PER RAPPRESAGLIA

Ex-ferroviere, castellano di nascita, residente a Faenza, era sfollato a Castel Bolognese presso parenti che abitavano nel podere Fratta, che all’epoca si trovava lungo il viale della Stazione.
Era un uomo calmo, che non aveva mai fatto politica e che badava ai fatti suoi. Non faceva apprezzamenti su alcuno, non era nè filo inglese, nè filo tedesco.
Fu fucilato allo scopo di derubarlo, presumibilmente da tedeschi, come riportano alcuni documenti, ma i veri responsabili potrebbero anche essere stati altri.
Il cadavere fu posto nello stalletto dove prima era stato un porcello, pur esso rubato. Li fu trovato con una manciata di fieno in bocca.

Della sua morte riferisce anche Angelo Donati nel volume “Sul Senio il fronte si è fermato”.

(si ringrazia la famiglia per la fotografia)

zannoni_teresa ZANONI TERESA
(o anche ZANNONI)  
19-07-1924 12-04-1945 SCOPPIO DI GRANATA
(elenco di Solarolo)

Teresa Zannoni, qui ritratta da bambina in una foto scattata quando frequentava le scuole elementari del Borello, era residente nella parte castellana della parrocchia di Castelnuovo. Nelle fasi concitate della Liberazione aveva trovato rifugio nella casa Sgalaberni (la Ca’ Bianca), non molto lontana, posta però nel territorio di Solarolo. All’alba del 12 aprile 1945, dopo che Solarolo era già stata liberata e l’avanzata alleata era in corso, la zona della Ca’ Bianca, già occupata dai polacchi, forse anche per la scarsa luce, fu bombardata per errore dagli alleati. Il “fuoco amico” causò una strage: morirono Teresa Zanoni, i coniugi Giuseppe Sgalaberni ed Emilia Gavanelli, e alcuni soldati polacchi. In effetti, come si legge sul volume “Solarolo un paese che non dimentica”, quel giorno morirono nel territorio di Solarolo 3 soldati polacchi: Zygmunt Sikorski (classe 1913), Boleslaw Burzynski (classe 1926) e Piotr Kluczkowski (ossia Piotr Klafetka, classe 1924, che, come altri soldati polacchi che avevano le famiglie nella Polonia occupata dai tedeschi, usava uno pseudonimo per evitare ritorsioni sulla famiglia se fosse stato preso prigioniero). Forse almeno due di questi soldati morirono proprio alla Ca’ Bianca.

(si ringraziano Pietro Villa ed Enzo Casadio; fotografia tratta dall’Archivio fotografico di Stefano Borghesi)

zanotti_pasquale ZANOTTI PASQUALE 16-04-1903 22-12-1944

FERITA DA SCHEGGIA DI GRANATA

Rifugiatosi nella canonica della parrocchia di Biancanigo, mentre si trovava momentaneamente sul cancello, il 22 dicembre 1944 restava mortalmente ferito, e spirava nella notte stessa.

zardi_giulia ZARDI GIULIA 26-04-1931 09-12-1944 FERITA DA SCHEGGIA

Indicata col nome di Santa ne “Le cronache castellane” di Oddo Diversi

zattoni_antonia ZATTONI ANTONIA 22-02-1869 20-12-1944 FERITA DA SCHEGGIA
sagoma ZAULI NALDI RODOLFO 30-12-1888 19-12-1944 FERITA DA SCHEGGIA

Morì nel cortile della villa Zauli Naldi in parrocchia Serra. In suo ricordo fu una stampata una memoria funebre di cui abbiamo reperito una copia nell’Archivio parrocchiale di Campiano

zei_santina ZEI SANTINA 21-01-1893 29-01-1945 SOFFOCAMENTO DA BOMBARDAMENTO

Morì durante il bombardamento de “La Palaza”avvenuto il 29 gennaio 1945

(si ringrazia Anna Conti per la fotografia)

sagoma ZENICO MARIA 28-06-1944 15-01-1945 SCOPPIO DI GRANATA
zoli_angelo ZOLI ANGELO 01-04-1867 11-12-1944 SCHEGGIA DI BOMBA AEREA

 

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