Il nostro storico gonfalone ricamato da mani consacrate
di Paolo Grandi
Dall’archivio delle Monache Domenicane stanno emergendo tante notizie anche relative ai numerosi lavori di manifattura usciti da quelle mura. Fino agli anni ‘80-’90 del secolo scorso le Monache di Castel Bolognese erano rinomate nel ricamo e nel rammendo ed hanno lavorato sia per tante Chiese, Parrocchie e Ordini Religiosi, che per Enti e privati ricavandone un prezioso introito necessario al loro sostentamento.
Da quelle carte è emerso che nel 1924 fu necessario rinnovare il Gonfalone comunale secondo gli ordini imposti dal Regime ed il Podestà ne affidò il confezionamento, con preziosi ricami in seta e oro alle Monache. I drappi e le aste vennero fornite dal Municipio, i fili, anche quelli più preziosi, furono scelti dalle Monache che furono rimborsate di materiale e lavoro. Di quel Gonfalone esiste un bel disegno realizzato in scala 1:10 con le misure precise e due scampoli di stoffa rossa e blu, ma purtroppo di esso non si hanno ulteriori notizie, e neppure si conosce il suo destino, cioè se sia sopravvissuto al dopoguerra, sia perito col parziale crollo del Municipio, ovvero sia stato strappato e soppresso in segno di liberazione dal Regime.
Ma anche in epoca repubblicana le Monache furono chiamate a ricamare il nuovo Gonfalone che oggi troneggia, impreziosito dalla medaglia d’argento al Merito Civile, nella sala Consigliare. Ne è prova una lettera del 2 marzo 1951 che attesta da parte del Commissario Prefettizio di aver ricevuto dalla mani di don Garavini il nuovo Gonfalone Comunale ricamato dalle Monache; il Commissario ne elogia la fattura e si dice molto soddisfatto del lavoro annunciando che il nuovo Gonfalone sarebbe stato esposto per cinque e sei giorni nella vetrina della merceria Muccinelli -Etna- affinché i cittadini lo potessero ammirare ed apprezzare. Il suo costo fu di oltre 95.000 lire di allora.
Questo prezioso Gonfalone è rimasto in servizio fino alla seconda metà degli anni ‘70, quando, per preservarlo, è stato “musealizzato”. Fu così commissionato un secondo Gonfalone, più leggero e meno delicato nei ricami, da utilizzare per le cerimonie e le celebrazioni, che era già in uso nella cerimonia della Liberazione del 12 aprile 1980. Dopo quasi 50 anni di onorato servizio anche questo secondo gonfalone, oramai logoro, verrà “messo a riposo” e sostituito da uno nuovo di zecca, realizzato nel corso del 2026 dalla ditta Roberto Faggionato di Lozzo Atestino (PD) per un importo di € 3.294.









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