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SAN PETRONIO, PATRONO DI CASTEL BOLOGNESE
San Petronio vescovo di Bologna visse nel V
secolo; oscure sono le sue notizie biografiche salvo la data certa della sua elezione a
Vescovo di Bologna: 432, quale successore di un altro grande Santo cittadino: Felice.
E tradizione riferire che, prima di essere Vescovo, egli avesse ricoperto importanti
cariche pubbliche. Fu ritenuto dagli storici cittadini discendente dalla famiglia
consolare romana Petronia che vantava fra i suoi membri Petronio Probino (console
nel 341 e prefetto di Roma nel 346) e Sesto Petronio Probo (proconsole in Africa nel
356-358 e poi prefetto del pretorio in varie località ed anche in Gallia) dal cui
matrimonio con Anicia Faltonia Proba sarebbe nato il futuro Santo. Lordinazione
sacerdotale avvenne a Bologna o, forse, a Milano. Dal metropolita milanese, da cui allora
dipendeva Bologna, fu incaricato di sostituire il defunto vescovo Felice nel 432 ed il suo
episcopato si sarebbe protratto non oltre il 450. Benché Petronio fosse definito "vir
sanctæ vitæ et monachorum studiis ab adolescentia exercitatus" e fosse nominato
autore delle Vitæ patrum Ægypti Monachorum, il suo culto nellantichità fu
molto limitato nella stessa Bologna. Dal secolo XII la sua venerazione assunse una
grandissima diffusione fino a farne nel secolo seguente il protettore principale della
città. Connessa allo sviluppo del culto è anche lamplificazione leggendaria dei
dati biografici. Proprio verso la fine del sec. XII un monaco del monastero di S. Stefano,
presso il quale era deposto il corpo del santo, compilò in latino una biografia, che
ricevette poi ulteriori integrazioni e modifiche. Unaltra biografia in volgare venne
redatta nel sec. XIV, ed il complesso della leggenda si arricchì di altri particolari in
connessione ed allusione agli avvenimenti politici e religiosi della Bologna dei secc.
XII-XIV: La leggenda latina vuole Petronio cognato di Teodosio II impegnato come esattore
in Oriente; Questi fu mandato dallImperatore a Roma per scongiurare il pericolo di
eresie. Papa Celestino I, avvisato in sogno da San Pietro della morte del Vescovo Felice
di Bologna, decise, come gli era stato rivelato, di nominare nuovo vescovo proprio
lAmbasciatore Imperiale. Non potendo resistere al volere di Dio Petronio accettò
lincarico. Accolto festosamente a Bologna si preoccupò di ricostruire la città
distrutta per ordine di Teodosio I che laveva punita per luccisione del
proprio ambasciatore (la leggenda si sofferma molto su questo episodio con evidente
allusione alle vicende della Bologna del sec. XII contraria alla invadenza imperiale). Fra
le principali attività ricostruttive il leggendista menziona il complesso di Santo
Stefano voluto da Petronio ad imitazione dei luoghi santi di Gerusalemme che avrebbe più
volte visitato. Certo, lanonimo monaco di S. Stefano, quando verso il 1180 compose
la biografia, si prefisse uno scopo: quello di esaltare la figura di un santo locale fino
ad allora poco venerato. PAOLO GRANDI |