La scuola materna del Borello

Una curiosa istituzione nata della iniziativa delle sorelle Rinaldi-Ceroni

di Paolo Grandi

Don Giuseppe Rinaldi-Ceroni (1919-1998) è stato parroco al Borello dal 1967 al 1998. Assieme a lui hanno sempre vissuto le sorelle Rosa, detta Sina (1915-2004), e Maria (1911-1999) le quali non erano sposate e dedicavano tutto il loro tempo alla vita della Parrocchia.
Maria aveva un titolo abilitante per l’insegnamento nelle scuole dell’infanzia, cosicché poté applicare alla parrocchia di Borello ciò che aveva già fatto a Fontanelice collaborando con le suore nella locale scuola materna parrocchiale: aprire una scuola materna, anzi come si diceva allora un asilo infantile.
Con l’aiuto anche di qualche maestra neo diplomata, regolarmente assunta e retribuita, come successe a mia cognata Piera Guerrini, le due sorelle avviarono la scuola materna nei locali della casa parrocchiale: vi erano adibite la prima stanza dopo l’ingresso e l’ultima in fondo. Una delle sorelle provvedeva anche alla cucina; infatti i bambini portavano da casa il secondo piatto che veniva scaldato accuratamente da Sina, la quale si occupava anche di cuocere per tutti la pasta.
I bambini ospiti erano numerosi e provenivano in gran parte dalla campagna a nord della via Emilia: Borello, Casalecchio, Castel Nuovo ed anche da Zello. In un primo tempo erano i genitori stessi che vi accompagnavano i figli, poi per un certo periodo don Beppe si occupò personalmente, con la sua automobile di raccoglierli e riaccompagnarli a casa ed infine fu stipulata una convenzione con il Comune e così lo scuolabus guidato da “nonno Gnô”, Antonio Dall’Oppio, il babbo di Luisa, Paola e Teresa Dall’Oppio, dopo aver scaricato i bambini della scuola elementare faceva il giro a raccogliere i bimbi dell’asilo di Borello, riportandoli poi a casa alle 16.30.
L’esperienza iniziò poco dopo l’arrivo di don Beppe in parrocchia a Borello e terminò verso la metà degli anni settanta.

Album fotografico da fine anni ’60 al 1973
(si ringraziano la famiglia Galdini Villa e Piera Guerrini per le fotografie gentilmente concesse)

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