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Domenico Liverani
Castel Bolognese 13 agosto 1805 Bologna 20 maggio 1877

Profilo Biografico
Il 13 agosto del 1805 nacque a Castel
Bolognese Domenico Liverani, figlio di Marco e di Luigia Pirazzoli.
Dice lEmiliani, storico locale del XIX secolo "
La sua famiglia non
possedeva un largo censo, ed il padre esercitava il mestiere del pizzicagnolo [salumiere]
con probità ed onoratezza, e godeva anche, in Paese e fuori, una fama di buon
pizzicagnolo. Il nostro Domenico quindi, compiuto il corpo grammaticale nel patrio
Ginnasio, venne iniziato al mestiere del padre. Amando però egli con vero trasporto la
musica, prediligendo fra tutti glistrumenti musicali il clarinetto, e, poco più che
dodicenne, si fece inscrivere, come di questo istromento, alla Banda musicale, che si
stava allora formando in Paese sotto la direzione di Don Gaspare Scardovi, esperto Maestro
nellArte musicale
".(1)
Lì ebbe modo di apprendere il lessico musicale e grazie a Pietro Barbieri, un
appassionato clarinettista locale, si affezionò a tale strumento.
La seppur breve applicazione lasciò presagire una spiccata musicalità ed un felice
avvenire se tale passione veniva convenientemente coltivata con studi appropriati. Tale
convincimento fu condiviso sia dal Barbieri come pure da altri castellani i quali gli
sponsorizzarono gli studi presso il Liceo Filarmonico di Bologna.
Detto Liceo era una nuova creazione frutto del pensiero anticonformista dellepoca
napoleonica, infatti nacque come da una costola della prestigiosa Accademia Filarmonica;
una istituzione, questa, dal cui seno avevano preso lustro i maggiori musicisti europei.
La patente che questa istituzione rilasciava apriva le porte di corti, teatri, accademie,
scuole, salotti, cappelle musicali, ecc. in quanto gli Accademici docenti erano scelti fra
i più prestigiosi, agli allievi non rimaneva che applicarsi, il risultato era garantito.
Il Liceo Filarmonico di Bologna prese avvio il 30 novembre 1804 presso i locali
dellex-convento di S. Giacomo(odierno conservatorio), lo storico Vettori ci informa
che:
"... Nel 1798 il Direttorio Esecutivo della repubblica Cisalpina decretò la consegna
alla Deputazione dellAccademia Filarmonica di tutti gli oggetti e cimeli di musica
risparmiati dallavocazione ai beni nazionali, per essere custoditi nei locali del
soppresso convento degli Agostiniani di San Giacomo Maggiore(ora sede del Conservatorio
Musicale).
AllAccademia Filarmonica fu inoltre commissionato un piano di pubblica istruzione
che venne approvato dal Consiglio comunale di Bologna nelle sedute del 26 e 28 aprile
1804.
In questo modo la secolare Accademia si eresse a scuola per il pubblico insegnamento della
musica.
Così il 30 novembre 1804, nei locali dellex convento, si diede apertura al Liceo
Filarmonico.
Erano gli anni in cui padre Stanislao Mattei, successore del Martini nella scuola di
composizione, formava numerosi allievi, tra i quali si ricordano G. Donizetti, E.
Morlacchi, G. Pacini ed il giovane Rossini, aggregato allAccademia una prima volta
nel 1806 come cantante, a soli quindici anni.
Successivamente, varie difficoltà sorte nella gestione del Liceo tra maestri filarmonici
ed esterni allistituzione portarono ad una definitiva distinzione di ruoli tra
Accademia e attività didattiche, sfociata nella creazione dellattuale Conservatorio
Statale "G. B. Martini...". (2)
Il Liverani iniziò lanno scolastico
nel 1822 e fino al 1824 fu allievo del maestro Petronio Avoni per la scuola di clarinetto,
dal 1822 al 1827 del maestro Benedetto Donelli per la scuola di pianoforte e dal 1824 al
1827 del Padre Stanislao Mattei o. f. m. conv. per la scuola di composizione.
A conclusione di questultimo corso esordì col saggio intitolato
"Avelina", una cantata per Soprano, Coro e Orchestra, opera scolastica da cui è
possibile scorgere la soda lezione contrappuntistica impartita dal Mattei, allievo del
Padre Martini.

Padre Stanislao Mattei
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Gli elementi appresi saranno alquanto
proficui, ne sono testimonianza le opere risalenti alla sua maturità e a noi pervenute.
Lo storico Emiliani dice che "
Aveva Domenico completati da pochi mesi il
corpo liceale, e per sciogliere i suoi benefattori dallobbligo che volontariamente
si era assunto a suo riguardo, stava egli procurandosi un onesto guadagno, facendo lezioni
private di Pianoforte e di Canto, quando un gentiluomo inglese, del quale il Liverani
istruiva la figlia, volle condurlo seco, sebbene ancora giovane, a Parigi ed a Londra,
perché anche allestero si rendesse noto il suo nome
Si trattenne poi ora
nelluna ora nellaltra di quelle città, passando di trionfo in trionfo
non senza però far qualche breve visita allItalia, a Bologna ed al suo Paese nativo
(3) -
Giunto egli in Parigi col gentiluomo inglese, qui sopra
ricordato, organizzò subito un Concerto musicale e pubblico a benefizio dei danneggiati
in un incendio ad Amburgo, al quale Concerto, sintende gratuitamente, presero parte,
con altri Artisti, le celebri Pasta e Malibran" (4).
La versatilità che il Liverani deteneva nelluso del clarinetto, durante la
permanenza allestero, ha senzaltro facilitato incontri diretti con i
protagonisti della scena musicale dellepoca, non escluso il Rossini, di stanza a
quel tempo a Parigi, come è pure probabile che ne abbia frequentato il salotto.
E innegabile che frequentando lambiente culturale europeo ha avuto modo di
comprendere limportanza della patente di Accademico Filarmonico al pari di un titolo
nobiliare come pure di uno strumento di accreditamento al pari di un lasciapassare.
LArchivio dellAccademia Filarmonica custodisce il verbale della seduta del 16
marzo 1826 in cui si legge al punto 2):
"Si Legge Petizione del Sig. Domenico Liverani di Castel Bolognese Professore di
Clarinetto chiedente di essere aggregato allAccademia nellordine dei Suonatori
numerari = avendo il med.o prodotti tutti li documenti, e date tutte le prove richieste
dallo Statuto; e trovandosi in prima regola, è stato posto il partito quale è risultato
di tutti voti bianchi affermativi = perciò si è ordinato sia al medesimo spedita la
Patente di accademico suonatore numerario, pagate però le spese in Z 5=20= oltre
lannua corrisposta di paoli trè per entrare nella Congreg.e del Suffraggio, dove è
di già stato inscritto".(5)

Domenico Liverani
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Dalle fonti storiche a noi pervenute il
Liverani, nellarte del clarinetto, dominava incontrastato nella sua Bologna quando
Rossini ivi si trasferì definitivamente nel 1830 per le cariche conferitegli presso
lAccademia Filarmonica, è innegabile che fra i due si stabilì un vicendevole
apprezzamento artistico, preludio di una amicizia filiale e duratura.
Nel 1831 riceve lincarico dalla municipalità bolognese di sostituto del maestro
Avoni, era quello un particolare momento storico, i moti risorgimentali esacerbavano gli
animi, dice lEmiliani che "
Il Liverani nel 1831, in una sua visita a
Bologna durante un suo momentaneo ritorno in Italia, aveva musicato un Inno di guerra
rivoluzionario
" (6) il Costa, altro storico locale,
asserisce che fu "
influenzato senza dubbio dagli ideali patriottici
professati dalla famiglia Barbieri che aveva frequentato allinizio dei suoi studi
"
(7), ma è altrettanto plausibile che per il solo amore della musica il
castellano abbia messo mano a tale inno, sta di fatto che nel 1834 è vacante la cattedra
di clarinetto e quellinno costituì una macchia disonorevole sul percorso accademico
del Liverani, lEmiliani ci informa che "
lopposizione partiva
da alcuni uomini, alquanto influenti nella città, che aveva avversato il moto
rivoluzionario di quellanno, e che ascrivevano a peccato imperdonabile per il
Liverani la composizione suddetta
". (8)
Lamicizia del Liverani col Rossini, che in quel periodo godeva di fama per la
propria professionalità e di prestigio per la carica che ricopriva nellAccademia
Filarmonica, hanno indubbiamente favorito il Liverani, visto che "
la
Filarmonica ne sovrintendeva lattività didattica con una propria Deputazione,
mentre il Municipio era il responsabile amministrativo
" (9).
E opinione che il nuovo incarico accademico non lo distolse definitivamente dalla
attività concertistica in ambito europeo, il 9 aprile del 1841 il Liverani scrive a
Michele Costa, Direttore del Reale Teatro di Londra, presentando le proprie scuse per non
potersvisi recare per indisposizione e ne allega anche la garanzia del Rossini.
Nel 1845 gli muore la madre; Rossini l1 maggio inviò al Liverani, che si trovava a
Ferrara, una lettera di condoglianze (10). Presumibilmente agli inizi del
1846 è a Roma assieme al celebre tenore Nicola Ivanoff (11), infatti il
Rossini scrive a questultimo il 12 febbraio e fra le altre cose ricorda di dire al
Liverani "
rimanga pure per tutto il carnevale
" (12).
Lo storico bolognese Bottrigari ci informa che nel 1847 è a Bologna per i festeggiamenti
dellonomastico di Pio IX, ne musicò un inno scritto dal Garelli e lo pose in
esecuzione con la Banda cittadina (13).
Agli inizi del 1848 lo ritroviamo ancora a Roma assieme ad Ivanoff (14),
Rossini scrivendo a questultimo dice del Liverani che spera sia guarito della sua
"morale malattia da cui era afetto negli ultimi giorni della sua permanenza a
Bologna" (15), ma già a marzo è a Bologna in tempo utile per
incontrarsi col Rossini prima che questi fugga a Firenze impaurito dai moti popolari

Gioachino Rossini
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In quellanno ricorrevano pure le
celebrazioni per lanniversario dellincoronazione del Papa, il Rossini, che
aveva promesso ai notabili bolognesi il suo interessamento, si affidò al Liverani, prova
ne è la seguente lettera "
ditemi se vorrete avere la bontà di mettere
per la Banda laccompagnamento del coro che a giorni vi manderò io non metto che
laccompagnamento di piano nel quale però indicherò tutti i colori
"
(16) si trattò per il castellano di strumentare per banda
quellinno (17), doveva essere cantato da 200-300 coristi con
altrettanti strumentisti ed eseguito in Piazza Maggiore od in alternativa sulla Montagnola
la sera del 21 giugno (18-19), il Rossini fece stampigliare sul
frontespizio la dicitura "Coro in Passo Doppio offerto alla Guardia Civica di Bologna
da Rossini. Poesia del Av.to (20).
A proposito della strumentazione del Liverani, il Rossini dice "
Direte a
Liverani che il Coro da lui Istrumentato fece buon esito alla Filarmonica
[fiorentina] (21).
Nel 1852 il Rossini, chiede aiuto al Liverani "
Avreste ognora presso di
voi quel Coro che voi sì magistralmente strumentaste nel Tempo degli assassini politici?
Se ne potrebbe formare senza voci un Passo doppio per la Banda? Scrivetemi in proposito,
vorrei contentare un impiegato del gran Sultano che non mi lascia vivere per questo
oggetto
" (22), in data 11 marzo il Rossini ringrazia il
Liverani "
. della cura Sollecita che presta per contentare
lImpaziente impiegato del Gran Sultano
" (23), il 29
marzo il Rossini scrive a Gaetano Fabi e dice "
Non intendo che Liverani
soporti le spese di copia della musica speditami, io voglio esserle riconoscente per le
sue premure e non già per le sue munificenze mi capite??? Salutatelo e ditele che
ubbidisca Lanziano
" (24).
Il castellano è quanto mai attivo nella sua Bologna e non smette di far apprezzare
lopera rossiniana, nel 1848 lo si trova alle prese con un concerto in piazza a
Bologna, nel 1853 dirige lo Stabat Mater nel palazzo dei principi Ercolani.
E altrettanto doveroso ammettere che pure il Rossini si presta ad accontentare il
Liverani che è alla ricerca di un buon pianoforte, ne è testimonianza la lettera del
giugno 1853 che il Rossini gli indirizza apostrofandolo "Celeberrimo Professore
Enciclopedico in Musica" e dice "
Sono pure sventurato nel
eseguimento delle vostre comissioni, avrò esaminato almeno duecento Pianoforti verticali
senza trovarne uno ostabile
" (25).
In molteplici occasioni epistolari si riscontra il desiderio fra i due musicisti di
trascorrere giornate assieme, in una di queste dice "
Ho Liverani con me e
sono felicissimo di passare secoli qualche giorno
" (26) e
successivamente dice ancora di ringraziarlo per i regali inviatigli per il suo onomastico
e "
più di tutto avrei gradito la sua Persona, ma debbo contentarmi
daverlo posseduto per qualche giorno in Monte Catini
" (27).
Nel 1860, in occasione delle celebrazioni in onore di Vittorio Emanuele in visita a
Bologna, il Liverani "
fu lorganizzatore ed il direttore della serata
musicale, datasi al Teatro Comunale
" (28).
Nel 1864 la città di Pesaro si curò di celebrare il Rossini e in quella circostanza fu
ancora il Liverani ad occuparsi dell aspetto musicale, dice lEmiliani
"
Egli fu uno dei principali organizzatori e direttori delle grandiosi feste
fatte in Pesaro, quando in questa città fu inaugurato il monumento a Gioacchino Rossini,
per la quale cosa ebbe poi egli il Diploma di cittadino di Pesaro e la croce di Cavaliere
dellOrdine Mauriziano
" (29) per limpegno
profuso in tutti quegli anni alla valorizzazione dellopera del celebre compositore.
Il Rossini, in più occasioni, scriveva al castellano scherzando sulla onorificenza
concessagli (30) e in una delle ultime inviate dice "
Come
vedete ora che Siete Cavaliere non vi do più del Minghino!..." (31),
il Liverani desiderava che il Rossini continuasse a chiamarlo affabilmente come sempre,
così questultimo scrivendo al Fabi dice "
. Abbracciate Liverani e
ditele avere ricevuta la sua lettera, e che ritornerò a chiamarlo Minghino
"
(32).
La memoria del Liverani è ancora attualmente viva in seno allAccademia Filarmonica
bolognese, poiché lasciò in gestione un beneficio, disposto per testamento, tendente ad
assegnare un premio annuo fra gli accademici professionisti, noto come Legato Liverani (33).
Desidero terminare questi brevi cenni biografici citando una lettera di Rossini al
Liverani che porta la data Passy 29-8-1864 ed indirizzata a Minghino "
Voi
foste per molti anni (e ne conveniste meco) un impetuoso ministro degli affari inutili,
ora mi è caro dichiarare siete il Ministro Indispensabile della mia fama!! Mi è noto
quanto avete oprato per lorganizzazione delle feste musicali che tanto mi hanno
onorato nella Sola e Cara mia Patria Pesaro
Grazie dunque mio Minghino per le
reiterate prove che mi date della vostra Romagnola affezione
" (34).

Autografo di Domenico Liverani
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Termino ricordando che il Liverani compose,
con molta probabilità, nellagosto del 1865 il suo capolavoro in musica: il Concerto
in Do minore per Clarinetto e Orchestra e che dedicò a Rossini, così come risulta dalla
lettera "
Carissimo Liverani E con somma gioia e viva riconoscenza che
io accetto la dedica del Grande Concerto per Clarinetto con orchestra da voi composto,
questo lavoro alquanto fantastico ed a pari tempo sentimentale è degno del suo autore(che
è il migliore de miei amici) a cui son lieto di offrire una delle corone che
fregiavano(Jadis) il fronte di Rossini vostro." (35).
Il Liverani chiuse gli occhi al mondo il 20 maggio del 1877 a Bologna.
Note
(1) Giovanni Emiliani, Cenni Storici
e Biografici di Castelbolognese, manoscritto, Bibl. Com. Castel Bolognese, p. 268
(2) Romano Vettori(a cura di), Accademia Filarmonica di
Bologna,Alfa Studio Editoriale, Bologna, 2005, p. 25; cf. Nestore Morini, LAccademia
Filarmonica di Bologna(1666-1966), I, Fondazione e vicende storiche, Tamari Editori in
Bologna, 1967, pp.133-137
(3) G. Emiliani, op. cit., p. 271
(4) G. Emiliani, op. cit., p. 273
(5) Verbale II/5, pp. 200-201
(6) - G. Emiliani, op. cit., p. 272
(7) Pietro Costa, Domenico Liverani e Domenico De Giovanni Due
prestigiosi musicisti castellani, Amministrazione Comunale Castelbolognese, 1981, p. 9
(8) - G. Emiliani, op. cit., pp.272-273
(9) Luigi Verdi, La Musica a Bologna Accademia Filarmonica.
Vicende e personaggi, A. M. I. S., Bologna, 2001, p. 141
(10) Lettera, Rossini a Domenico Liverani, "Celeb.e
Professore di Clarinetto Ferrara", Bologna, 1-5-1845
(11) Lettera, Rossini a Domenico Liverani, "Celeb. Professore
di Clarinetto Roma", Bologna, 5-1-1846
(12) Lettera, Rossini a Nicola Ivanoff, "Celebre Tenore
Roma", Bologna, 12-2-1846
(13) Enrico Bottrigari, Cronaca di Bologna, I, Zanichelli,
Bologna, 1960, p. 182
(14) Lettera, Rossini a Nicola Ivanoff, "Celebre Tenore
Roma", Bologna, 10-2-1848
(15) Lettera, Rossini a Nicola Ivanoff, "Celebre Tenore
Roma", Bologna, 4-3-1848
(16) Lettera, Rossini a Domenico Liverani, "Celebre
Professore di Musica Bologna", Firenze, 10-5-1848
(17) Lettera, G. Gaspari a Angelo Catalani, in questa lettera
confidenziale ed alquanto critica nei confronti di Rossini, riguardo quellinno
dice:"
Mi si dice da persona che lo ha scorso, [si riferisce alla bozza
autografa di Rossini] essere una cosa tenue, e per sovrappiù non istromentato; cosicché
ebbe incarico di metterlo a banda il prof. Liverani
", Bologna, 15-6-1848
(18) Lettera, G. Gaspari a Angelo Catalani, "
Fu poi
disposto di eseguirlo con 200 voci e proporzionati strumenti da fiato o sulla piazza di
Bologna, o nella Montagnola la sera del 21 prossimo cor.te onde solennizzare
lanniversario dellincoronazione del Sommo Pontefice
", Bologna,
15-6-1848
(19) Lettera, G. Gaspari a [Angelo Catalani], conferma
lavvenuto concerto "
La sera del mercoledì scorso festeggiando
Bologna lanniversario dellincoronazione del S. Padre, fu eseguito linno
dal Rossini donato alla nostra guardia civica, essendosi nella pubblica piazza eretto un
vasto ponte a parecchie gradinate per contenervi un trecento cantanti, e un numero
parimente considerevole di strumenti a fiato
"
(20) Lettera, Rossini a Nicolino[Nicola Ivanoff], Firenze,
24-5-1848
(21) Lettera, Rossini a Gaetano Labi, Firenze, 6-7-1848
(22) Lettera, Rossini a Domenico Liverani, Firenze, 4-3-1852
(23) Lettera, Rossini a Nicola Ivanoff, "Celebre Artista
S.P.M.", Firenze, 11-3-1852
(24) - Lettera, Rossini a Gaetano Fabi, Firenze, 29-3-1852
(25) Lettera Rossini a Domenico Liverani, "Celeberrimo
Professore Enciclopedico in Musica", Firenze, .. - 6 - 1853
(26) Lettera, Rossini a Angelo Mignani, Montecatini, 14-7-1853
(27) Lettera, Rossini a Nicolino[Nicola Ivanoff], Firenze,
28-8-1853
(28) G. Emiliani, op. cit., p. 273
(29) G. Emiliani, op. cit., p. 274
(30) Lettera, Rossini a Domenico Liverani, "Compositore e
Professore Distintissimo di Musica", Parigi, 14-11-1864; nella lettera del 29-7-1865
porta lintestazione "Compositore di Musica Cavaliere dei S.ti Maurizio e
Lazzaro"
(31) Lettera, Rossini [a Domenico Liverani], "Al Sig.r C.re
Domenico Liverani Compositore e Virtuoso di Musica", Passy, 29-9-1865
(32) Rossini a Gaetanino[Gaetano Fabi], Parigi, 24-11-1865
(33) Regolamento Interno della Regia Accademia Filarmonica di
Bologna, Il Legato Liverani, punto 83-84, p. 13 del 13-11-1977
(34) - Rossini a Minghino[Domenico Liverani], Passy, 29-8-1864
(35) Lettera, Rossini a Domenico Liverani, Passy, 18-8-1865,
Fonti
Lettere
Civico Museo Bibliografico Musicale, Bologna
Biblioteca Comunale "A. Saffi", Forlì, Fondo Piancastelli
Fabbri P., Rossini nelle raccolte Piancastelli di Forlì, Libreria Musicale
Italiana, 2001
- Catalogo della mostra "Rossini nelle raccolte Piancastelli di Forlì", 5
maggio 2001-3 giugno 2001 Lugo di Romagna a cura del dr. Sante Medri,
Manoscritti
- Emiliani G., Cenni Storici e Biografici di Castelbolognese, Biblioteca Comunale Castel
Bolognese
Bibliografia
- Bottrigari E., Cronaca di Bologna, I, Zanichelli, Bologna, 1960
- Costa P., Domenico Liverani e Domenico De Giovanni Due prestigiosi musicisti castellani,
Amministrazione Comunale Castelbolognese, 1981
- Medini Damonte S., Domenico Liverani e Gioachino Rossini Testimonianze di
unamicizia dagli autografi rossiniani, in Atti dellAccademia Ligure di Scienze
e Lettere, Vol. XLIX-1992, Genova, 1993,pp. 405-433
- Morini N. , LAccademia Filarmonica di Bologna(1666-1966), I, Fondazione e vicende
storiche,
- Verdi L., La Musica a Bologna Accademia Filarmonica. Vicende e personaggi, A. M. I. S.,
Bologna, 2001
- Vettori R.(a cura di), Accademia Filarmonica di Bologna,Alfa Studio Editoriale, Bologna,
2005, Tamari Editori in Bologna, 1967
GIULIANO CASTELLARI
Il midi di sottofondo è una
"Melodia drammatica" di Domenico Liverani ed è tratto dal sito del
clarinettista Adriano Amore: http://www.adrianoamore.it/download.htm
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