Ricordo di don Rino, parroco di Biancanigo e Tebano

don_rinoSi è spento nella mattinata di domenica 8 dicembre [2013] a Ravenna, all’Istituto Santa Teresa, all’età di 84 anni, don Cesare Cattani.
Don Cesare, da tutti conosciuto con il diminutivo di “don Rino” nasce a Pieve Corleto il 5 gennaio 1929. Compie gli studi superiori e teologici nel Seminario di Faenza e ordinato presbitero il 5 luglio 1952. Suo primo incarico è cappellano della parrocchia di S.Maria Assunta in Bizzuno (comune di Lugo, ma diocesi di Faenza) l’1 ottobre 1952 e della parrocchia di S. Ippolito l’1 ottobre 1955. E’ stato nominato mansionario della Cattedrale l’1 giugno 1958 e cappellano a S.Marco, a Faenza, l’1 dicembre 1959.
Nel 1963 viene nominato parroco di S. Pietro Apostolo in Biancanigo (introdotto dal vicario dell’epoca, mons. Gallina), servizio che ricopre fino al 31 marzo 2007, avendo ottenuto anche la cura pastorale della vicina Santa Caterina in Tebano, dal 1982. Per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute, dal 2007 era accolto presso l’Opera S. Teresa di Ravenna.
Le sue esequie si sono celebrate mercoledì 11 dicembre alle ore 14.30 nella chiesa arcipretale di San Petronio in Castelbolognese, al termine delle quali è seguita la tumulazione nel cimitero di Biancanigo.

44 anni a Biancanigo

Anche don Cesare, come altri di questi tempi, annovera un lungo periodo a servizio della stessa parrocchia: sono 44 gli anni spesi a Biancanigo, piccolo centro di campagna a ridosso di Castelbolognese. Terra dl confine, non solo fra comuni, ma anche fra diocesi. Biancanigo, come La Pace (lungo la via Emilia), sono località in territorio del Comune di Castelbolognese, ma comunque parrocchie della diocesi di Faenza-Modigliana.
Fra le sue iniziative di particolare rilievo, l’impegno nel promuovere, assieme al professor Emilio Gondoni, la sezione locale dell’Avis e dell’Aido, prima ancora che a Castelbolognese. Diede poi vita anche alla locale festa del donatore di sangue che tuttora si svolge con grande seguito. Quest’anno è giunta alla sua 43a edizione. La “vena” creativa di don Cesare, spesso spesa a suonare l’armonium o a scrivere e recitare “zirudele”, giunse a produrre anche una canzone per l’Avis.
Molto attento fin da subito ai ragazzi, cercava di coinvolgerli in varie iniziative e negli anni 70 si impegnò pure nella costruzione di un locale, in canonica, dalla doppia funzione: per il cineforum e per rappresentazioni teatrali. Molto attento anche allo sport, realizzò un campo sportivo con spogliatoi e fra i vari tornei si ricorda ancora oggi la “Coppa dell’allegria”, competizione per squadre di adulti.
In campo socio-spirituale, ebbe occasione, su un terreno diocesano dato in comodato a quella che oggi è l’associazione San Giuseppe e Santa Rita, di partecipare all’inaugurazione, assieme al vescovo Francesco Tarcisio Bertozzi, dell’omonima casa famiglia.
Partito don Cesare per Santa Teresa, le celebrazioni in parrocchia di Biancanigo e di Tebano sono state presiedute da vari sacerdoti fino all’affidamento del servizio, circa un anno fa, a don Gigino.

g.d.

Testo tratto da: Il Piccolo, 13 dicembre 2013


Testamento spirituale di don Rino

GRAZIE SIGNORE

Grazie Signore perché mi hai pensato ed amato fin dall’eternità, mi hai fatto dono della vita per lodarti nell’universo con tutte le meraviglie del creato.

Grazie Signore perché mi hai fatto nascere in una famiglia dove i valori religiosi e morali erano alla base della formazione della persona umana.

Grazie Signore perché mi hai chiamato a seguire i tuoi passi sulla via del sacerdozio mettendomi totalmente al tuo servizio.

Grazie Signore perché hai avuto fiducia in me affidandomi la cura spirituale delle comunità di Biancanigo e di Tebano dove ho portato la tua parola, la Grazia dei Sacramenti e dove ho trovato accoglienza, comprensione, perdono per le mie carenze di carattere e di cultura.

Grazie Signore perché non mi hai fatto mancare il calore umano dei fratelli, dei parenti e di tanti amici che mi hanno seguito, con fedeltà, donandomi conforto umano e spirituale.

Grazie Signore perché negli ultimi anni di vita mi hai fatto dono dell’Opera Santa Teresa dove ho trovato attenzione per la salute del corpo e dello spirito, specialmente per il servizio delle operatrici del reparto sacerdoti che mi hanno accudito con pazienza ed amore.

Grazie Signore perché al termine della mia attività pastorale mi hai dato la possibilità di continuare ad esercitare il sacerdozio attraverso la sofferenza, in unione a Cristo crocifisso, per la salvezza di quanti mi hanno voluto bene e del mondo intero.

Grazie Signore perché mi dai la certezza che l’amore che ci ha uniti in questa vita continuerà ad unirci anche nell’altra, dove la felicità sarà piena e Ti loderemo eternamente.

Grazie Signore perché questo non è un “addio”, ma solo un “arrivederci”. Amen.

don Rino

 

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