Lettura compositiva e strutturale del manufatto

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Il complesso di Santa Maria della Misericordia è caratterizzato dalla Chiesa, dall’ex Ospedale omonimo e da un vasto complesso edilizio adiacente, senza dubbio settecentesco, ma con scarsi riferimenti storici. L’attuale configurazione è il frutto di innumerevoli sovrapposizioni ed interventi susseguitisi da quando il primario edificio fu costruito nel XIV secolo. Il prospetto anteriore, rivolto a sud, si sviluppa lungo il corso principale del paese parallelamente alla oggi caotica Via Emilia. In esso si individuano tre parti ben distinte fra loro. Procedendo da Est verso Ovest il primo tratto di fronte è caratterizzato dal porticato al quale è sovrapposto un piano illuminato da cinque finestre rettangolari sormontate da aperture che danno luce al sottotetto; questo è il palazzo Zacchia-Rondinini collegato internamente alla Chiesa tramite un piccolo balconcino o poggiolo, da cui la nobile famiglia assisteva alle funzioni.

La Chiesa, la cui impostazione di carattere stilistico, rivela correnti neo-cinquecentesche apportate dall’Architetto Cosimo Morelli, contraddistinta nella facciata dal tipo di intonaco sagramatura usato notevolmente in quel periodo, e l’ex Ospedale di Santa Maria architettonicamente molto semplice, che presenta nella parte inferiore, come tutto il resto dell’edificio, un porticato ad archi ribassati. Il prospetto posteriore dell’intero complesso si sviluppa lungo una stradina secondaria (via Pallantieri) parallela alla Via Emilia.
In esso ampie aperture danno accesso a botteghe artigianali e la scansione regolare delle finestrature, interrotte bruscamente da un rudimentale balconcino, caratterizzano architettonicamente questa facciata.

Cortili e porticati si sviluppano internamente congiungendo varie parti dell’edificio ed imponenti scalinate si snodano rendendo agibili i vari livelli del fabbricato. La semplicità del disegno e le geometrie elementari dei volumi propongono una lettura proporzionale “a misura d’uomo” delle masse architettoniche dell’edificio. Le strutture principali del fabbricato si articolano in setti portanti in muratura, costituiti da manufatti laterizi uniti con malta a base di calce aerea. I muri esterni portanti sono intonacati, e solo nella parte inferiore alcuni tratti presentano scrostazioni dovute alla continua umidità.

Il complesso di Santa Maria è un importante esempio di architettura settecentesca ove la Chiesa denota una prevalenza della corrente neo-cinquecentesca apportata appunto dal Morelli. Oggi purtroppo la Chiesa, da quando fu chiusa al culto nel 1865, si presenta con lesioni e tracce di umidità dovute alle ingiurie del tempo e degli eventi; essa sta disintegrandosi senza che si riesca, per ora, a frenarne il declino e ad ostacolarne il degrado.

Testo e immagini tratti da: Il complesso architettonico di S. Maria della Misericordia a Castelbolognese: ipotesi di adattamento e consolidamento, tesi di laurea in Architettura, Università degli Studi di Firenze; laureanda Paola Malucelli, relatore L. Nizzi Grifi, correlatore S. Van Riel

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