I derelitti di Angelo Biancini, Monumento alle vittime civili di guerra

(a cura di Andrea Soglia)

Vista panoramica della fontana (foto tratta dal sito castelbolognesenews.eu)

Non tutti sapranno che la bella fontana, posta al centro del chiostro del municipio di Castel Bolognese, costituisce il Monumento alle vittime civili di guerra ed è stato il primo monumento castellano in ordine di tempo a ricordare le tragedie belliche ed in particolare le centinaia di morti e feriti fra la popolazione civile castellana.
Il monumento fu inaugurato il 24 novembre 1962 ed è stato riqualificato una decina di anni fa, quando la preesistente fontana fu inserita all’interno di una vasca esagonale.
Il complesso scultoreo che lo compone, denominato “I derelitti”, fu donato ed ideato dallo scultore castellano Angelo Biancini. E’ composto da due figure in bronzo di fanciulli seduti e raccolti su sè stessi, disposti diagonalmente sulla superficie di un basamento quadrato in travertino scabrato. La figura a sinistra misura cm 60×70, quella di destra cm 55×65 mentre il basamento misura cm 32x188x188.
“I derelitti”, già presentati a Milano nel 1956, costituiscono la rielaborazione di due diversi lavori realizzati da Biancini nel 1942 e oggi conservati a Roma presso la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea: “Il derelitto del Senio” e “Il povero”, due sculture molto importanti nella produzione di Angelo Biancini, su cui numerosi critici si sono espressi. Riportiamo due brevi giudizi, uno di Sergio Baroni, che definisce “Il povero” “un’icona dell’innocenza disarmata di fronte agli orrori della guerra” e l’altro tratto da Vita e Pensiero, vol. 31, 1948, che a proposito del “Derelitto” scriveva “Una nota di poesia è data dalla sensibile scultura di Biancini, specie il bimbo derelitto il cui scheletro affiora doloroso sotto l’involucro stento dell’epidermide mentre la grossa testa reclina spira l’incapacità triste di rendersi conto del dramma, egli che pure è un ciotolo lasciato sul greto dalla fiumana che è trascorsa“.
All’inaugurazione del Monumento alle vittime civili di guerra presenziarono numerose autorità, fra i quali il Ministro della Marina mercantile on. Cino Macrelli, il senatore faentino Guglielmo Donati e il prefetto di Ravenna Eduardo Zappia. Angelo Biancini, che, come si legge sull’invito alla cerimonia aveva offerto ai concittadini il gruppo scultoreo, accompagnò poi le autorità ad una mostra collettiva di artisti castellani che si teneva nella chiesa di Santa Maria della Misericordia.
La recente riqualificazione del monumento ha parzialmente nascosto la scritta “Alle vittime civili di guerra, i concittadini memori, 1945-1962” che era stata posta sul pavimento e che oggi è osservabile all’interno della vasca esagonale ed è chiaramente leggibile solo quando la vasca è vuota o con acqua perfettamente pulita. Non sarebbe male se nei pressi della fontana fosse posta una targhetta con il titolo e l’autore dell’opera, analogamente a quanto fatto per le varie sculture che compongono il Museo all’aperto Angelo Biancini, di cui “I derelitti”, per i motivi sopra esposti, sono uno dei pezzi di maggior significato.

L’inaugurazione del Monumento. Alla destra di don Giuseppe Sermasi il senatore Cino Macrelli, allora ministro della Marina Mercantile e il sindaco dell’epoca, Reginaldo Dal Pane (foto tratta dal volume “Uomini e cooperazione di credito fra due vallate”).

Copertina dell’invito all’inaugurazione del Monumento

Interno dell’invito all’inaugurazione del Monumento

 

Bibliografia essenziale:
Angelo Biancini, le forme della scultura, Castel Bolognese, 1994

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