Nasce a Castel Bolognese (RA) il 15 settembre 1881 da Mario e
Luigia Galeati, pittore. Detto Sladacc. Compie gli studi classici presso il R.
Ginnasio Torricelli di Faenza, senza concluderli per mancanza di mezzi, a causa del
fallimento del padre negoziante salumiere che getta la famiglia pressochè nella miseria.
È con ogni probabilità subito dopo questo episodio, che lo emargina dal "ceto
civile" del paese, che si colloca la sua adesione allanarchismo di cui diventa
ben presto un attivo propagandista. Già nel 1902 le fonti di polizia segnalano che
esercita molta influenza sui compagni, anche se limitata allambito locale, per la
sua cultura e anche per il carattere "ardimentoso, esaltato". Considerato
"molto intelligente", svolge una "attivissima propaganda fra gli
adolescenti conquistando sempre nuovi proseliti al partito". Appartiene al gruppo
"Diritto allEsistenza" di Castel Bolognese e ne è "una delle menti
direttive". Pubblica articoli e corrispondenze su argomenti economici e di attualità
su "LAgitazione" di Roma, su "LAvvenire Sociale" di
Messina e su "LAurora" di Ravenna con lo pseudonimo Activos. Nel
luglio del 1902 si trasferisce a S. Giorgio di Nogaro (UD) per ragioni di lavoro,
impiegandosi come elettricista in uno zuccherificio. Rimpatriato a Castel Bolognese con
foglio di via obbligatorio, il 7 agosto 1904 riparte alla volta di Trieste, dove il
successivo 20 novembre viene sorpreso dalla polizia in un gruppo di nove muratori intenti
a cantare linno di Caserio; tutti vengono condannati ad un mese di arresto ciascuno
ai sensi dellart. 305 c.p. In seguito soggiorna a Vienna dove lavora come
imbianchino e decoratore, e contemporaneamente studia pittura. Dopo avere venduto un primo
quadro in una esposizione a Budapest, partecipa a Vienna al "Salone dei
Secessionisti". Il movimento della Secessione viennese eserciterà unevidente
influenza anche sulla sua produzione artistica successiva. Nel novembre 1905 viene espulso
dai territori dellimpero austriaco e rimpatriato a Castel Bolognese con foglio di
via, come sospetto anarchico. Dopo una sosta di alcuni mesi a Milano, dove non trova
lavoro, si reca a Parigi dove, costretto dalla fame, si adatta a dipingere cartelloni
pubblicitari per fiere, giostre e circhi equestri. Riesce comunque a presentare una sua
tela al "Salone degli Indipendenti". Alla fine del 1908 si trasferisce
definitivamente a Milano, dove secondo la polizia "conserva regolare condotta e non
si occupa di politica". Prima è occupato presso una Manifattura di ricami e
passemanerie, poi a partire dal 1912 apre uno studio di pittore. Nel novembre del 1915 si
arruola volontario nella Croce Rossa. Dopo il congedo riprende la sua attività di
pittore, peraltro mai del tutto interrotta. Nel dopoguerra, prima dellavvento al
potere del fascismo, ospita più volte a casa sua Benito Mussolini, al quale è legato da
rapporti di parentela (il padre di G. è fratello del padre di Rachele Guidi, moglie di
Mussolini). Il Prefetto di Milano, comunicando nel 1925 al Ministero dellInterno la
decisione di sospendere la vigilanza nei suoi confronti, segnala che dal 1918 in poi non
si è interessato più di politica e non è più anarchico: "Risulta che ha
modificato completamente le sue idee politiche e di non essere inscritto più ad alcun
partito. Attualmente non manca di esaltare il movimento fascista". Si dedica ormai
solo alla sua carriera di artista (pittura a olio, acqueforti e incisioni, smalti su
metallo), nella quale dopo anni di intenso lavoro e di limitate soddisfazioni
otterrà infine lusinghieri riconoscimenti. Gabriele dAnnunzio, che lo
apprezza, gli commissiona unintera Via crucis per il suo Vittoriale a Gardone
Riviera (BS). Dal 1926 riceve un incarico di insegnamento di Tecniche dellincisione
presso la R. Accademia di Belle Arti di Milano. Espone le sue opere in diverse Mostre e
Esposizioni, tra cui la XVII Biennale dArte di Venezia nel 1930. Muore a Milano il 7
novembre 1931.
FONTI: ACS, CPC, ad nomen;
BCDP, Fondo Personaggi e artisti; BLAB, Fondo Anarchici Castellani.
BIBLIOGRAFIA: (Scritti su G. limitatamente
al periodo anarchico): P. Costa, Un paese di Romagna..Castelbolognese fra due battaglie
(1797-1945), Imola, Galeati, 1971; O. Diversi, Il territorio di Castelbolognese,
Imola, Galeati, 1972; E. Maserati, Gli anarchici a Trieste durante il dominio asburgico,
Milano, Giuffrè, 1977; Castelbolognese nelle immagini del passato, Imola, Galeati,
1983; Il movimento anarchico a Castelbolognese (1870-1945), Castel Bolognese,
Grafica Artigiana, 1984; V. Donati, Un artista nellombra..Giuseppe Guidi
(1881-1931), Castel Bolognese, Comune di Castel Bolognese, 1991.
(Gianpiero Landi)
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