1961 e 1963, una nuova toponomastica per Castel Bolognese

Una “controriforma” irrealizzata

di Paolo Grandi

Curiosando nelle delibere del consiglio Comunale degli anni ’60 per altri studi mi sono imbattuto in due particolari ordini del giorno che prevedevano una nuova toponomastica di Castel Bolognese, promossi dal dott. Mario Santandrea, all’epoca Consigliere Comunale seppur dimorante a Bologna ed in quota di maggioranza.
La prima delibera è dell’8 agosto 1961. Si fa riferimento a due delibere precedenti, del 25 ottobre 1951 n. 82 e del 24 settembre 1955 n. 36 rimaste inattuate e alla necessità di aggiornare la toponomastica in vista del prossimo censimento generale, oltre ad una proposta redatta dalla Commissione Toponomastica comunale e fatta propria dalla Giunta Comunale.

La via Emilia interna, istituita dal Commissario Prefettizio nell’aprile del 1951, avrebbe assunto tre denominazioni: nel tratto più centrale, tra i due semafori, sarebbe stata chiamata nuovamente Corso Garibaldi; nel tratto del Borgo, fino a San Sebastiano avrebbe ripreso il nome di Via Carducci, mentre il tratto dal Mulino Porta all’incrocio con Via Casanola (peraltro ora Via Emilia Levante) avrebbe preso il nuovo nome di Via Dante.

La Via Lughese avrebbe ripreso il precedente nome di Via Pascoli fino all’incrocio con Via Santa Croce.

L’attuale Viale Pascoli, istituito sempre nell’aprile 1951, avrebbe avuto il nome risorgimentale di Via Mentana per ricordare i castellani che là combatterono.

Piazzale Garibaldi avrebbe mutato in Piazzale Francesco Rossi, medaglia d’oro della Prima Guerra mondiale, e la Via Rossi sarebbe stata intitolata a Francesco Contoli.

Piazzale Brunelli sarebbe stato inglobato in Via Garavini e stessa sorte sarebbe toccata a via Piancastelli che sarebbe stata considerata un prolungamento di Via Borghesi.

Il Piazzale dei Cappuccini sarebbe stato intitolato a Giovanni Piancastelli e la Via Carducci avrebbe avuto il nuovo nome di Via Gramsci.

Anche il Viale Cairoli avrebbe mutato il nome in Viale Villa Glori per meglio ricordare gli otto castellani di Villa Glori (che comunque combatterono con i fratelli Cairoli).

La Via Roma avrebbe avuto due denominazioni e così Viale Umberto I: Avrebbe conservato il nome di Via Roma dall’attuale Piazzale Garibaldi sino all’incrocio con Piazzale Brunelli e Via Giovanni XXIII, poi avrebbe preso il nome di Viale Umberto Brunelli nel secondo tratto fino alla Via Emilia; dalla stessa via Emilia e fino all’attuale Viale Cairoli il Viale Umberto I avrebbe conservato il suo nome, oltre sarebbe stato intitolato Viale Carlo Bassi. Ricordo che in quel tratto di Via Roma, al posto di un condominio prima della villa Bagnaresi c’era la villetta del dott. Brunelli.

Anche Via Biancini sarebbe stata divisa, conservando il suo nome da via Borghesi a via Garavini, dopodiché sarebbe stata rinominata Via Antonio Valdrè.

La strada che porta al vecchio campo sportivo, ora parte di Via Emilia interna, sarebbe stata rinominata Via Andrea Costa.

Queste le altre nuove denominazioni:

Via Contoli – Via Don Minzoni
Via Tassinari – Via Fratelli Rosselli
Via Costa – via Giovanni Emiliani
Piazza Fanti – Piazza Giovanni Capra e Ugo Silvestrini, i caduti castellani a Domokos
Via Fornasari – Via Rocca, per ricordare il sito della Rocca di Castel Bolognese.
Via Camerini – Via Lorenzo da Bagnomarino, architetto della rocca.
Via Ghinotta – Via XII Aprile per ricordare che da quella strada arrivarono i liberatori.

La breve traversa tra Via Roma e Via Biancanigo, tuttora parte di Via Roma e senza intitolazione, si sarebbe chiamata Via Fornaci.

La nuova strada della lottizzazione tra la via Emilia e via Biancanigo avrebbe assunto il nome di Via dei Mille e il tratto di strada tra le scuole di Campiano e Via Pozze avrebbe assunto il nome di Via Giovannina.

La seconda delibera del 27 dicembre 1963 n. 102 riprende per intero la precedente delibera del 1961 che pare non avesse superato il “visto” prefettizio, per cui la Commissione Toponomastica ed il dott. Mario Santandrea si erano rimessi al lavoro e avevano ripresentato le nuove proposte al consiglio Comunale. La delibera del 1963 recepisce in toto la precedente del 1961 ed in più assegna alla nuova strada in costruzione tra la Via Roma e la lottizzazione Bernabè il nome di Via De Gasperi.
Anche questa delibera, tuttavia, non fu approvata dal Prefetto perché priva di un sufficiente quadro economico.

Di tutto ciò che fu deliberato pertanto non si attuò quasi nulla, se non le denominazioni delle nuove strade, Via dei Mille, Via De Gasperi e Via Giovannina. Molte delle intitolazioni proposte furono successivamente assegnate a nuove strade cittadine o ad altre Istituzioni.

Attendono tuttavia ancora Dante Alighieri, Andrea Costa, Mentana, Villa Glori, Don Minzoni (orfano dell’auditorium comunale), Lorenzo da Bagnomarino, le Fornaci.

Da notare che circa dieci anni dopo, quando iniziò la grande lottizzazione dietro il convento dei Cappuccini e fu allargata e risistemata via Ghinotta, si ripresero in mano queste delibere per assegnare a quella strada il nome di Via XII aprile. Prevalse tuttavia la necessità di ricordare il sito della casa ove era nato il duca Silvestro Camerini, abbattuta perché collabente con l’allargamento della strada ed il nome di XII aprile fu assegnato ad una strada laterale, a fianco del grande parco pubblico realizzato all’epoca ed oggi intitolato a Giovanni Ravaioli.

Contributo originale per “La storia di Castel Bolognese”.
Per citare questo articolo:
Paolo Grandi, 1961 e 1963, una nuova toponomastica per Castel Bolognese, in http://www.castelbolognese.org

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