Musicisti Castellani Dimenticati

Consultando alcune pubblicazioni specializzate, sono emersi i profili di alcuni musicisti ormai dimenticati ma che nel loro tempo furono apprezzati compositori ed esecutori.

Padre BARTOLOMEO BALDRATI (Castel Bolognese 1643 ca. – Rimini 1690)

Anche conosciuto come padre Bartolomeo da Rimini, fu Maestro di Cappella, suonatore di violino e compositore. Francescano appartenente all’Ordine dei Minori Convenutali, Maestro di Cappella nella chiesa di San Francesco a Rimini, fu sollecitato dallo stesso Ministro Generale dell’Ordine, padre Giuseppe Amati, a dare alle stampe le sue composizioni. E fu così che il Baldrati pubblicò, per i tipi del bolognese Monti, le quattro messe che ci sono giunte, tutte improntate alla forma corale pura, propria in particolare delle Cappelle Musicali del suo tempo.

Il musicologo riminese Paolo Righini, da accurate ricerche di data recente, riporta che nel 1672 “il padre Baldrati si recò da Rimini a Ravenna assieme ad altri tre musici per suonare il violino”, e che il tiolo di “Maestro di Cappella nella Chiesa di San Francesco” si ricava nel 1678 dallo stesso frontespizio dell’unica opera conosciuta del Baldrati, le già delle Messe a quattro voci da Cappella”. Le sacre composizioni sono formate ciascuna dal Kyrie, Gloria e Credo e sono intitolate ai Santi protettori della città di Rimini: S. Antonio di Padova, S. Gaudenzio, S. Giuliano e S. Colomba. (v. P. Righini, due maestri di cappella OFM Conv. Nel Convento di S. Francesco a Rimini pubblicato su AMIS, Antiquate Musicae Italicae Studiosi, anno XI, dicembre 1995, n. 28 pagg. 16 e segg. Padre Albino Varotti, che da tempo conosce ed apprezzo l’opera del Baldrati sta curando una riedizione delle sue messe ad uso della corale parrocchiale di San Petronio.

DOMENICO FANTAGUZZI (Castel Bolognese 1727 – San Pietroburgo (?) 1788)

Il suo nome è frequentemente citato dagli storiografi castellani Giovanni Emiliani e Pietro Costa, che definiscono il Fantaguzzi violinista di fama, sè da giungere agevolmente, “sulla scia dei suoi conterranei, a far parte a più riprese dell’orchestra di corte di Caterina di Russia”. La stagione era infatti propizia per i tanti musicisti romagnoli che lì vi si recarono, con in testa il faentino, coetaneo Giuseppe Sarti, peraltro conosciuto anche da W. A. Mozart che inserisce un suo brano nell’opera “Don Giovanni”.

Dagli appunti che l’Emiliani ha tratto dal Capra, ben poco può tuttavia ricavarsi sull’attività artistica svolta dal Fantaguzzi, e nemmeno il luogo della sua morte, che si suppone avvenuta nella lontana Russia.

FRANCESCO MAZZOLANI (Castel Bolognese 1851 – Borgo Tossignano 1937)

Fu un tenore che, pur disponendo di una bella voce, limpida e potente nello squillo, ebbe carriera breve, a causa di una vita troppo spensierata e non compatibile con la severa professione di quell’arte. Colse successi trionfali a Livorno, a Cagliari e sulle scene di altri prestigiosi teatri della penisola. Cantò a Imola, ove si era trasferito, nel 1881 al Teatro Comunale e vi tornò nel 1887, interpretando l’opera Jone di Enrico Petrella.

Don LUIGI MODELLI (Castel Bolognese 1913 – Imola 1964)

Ordinato sacerdote dal Vescovo Paolino Tribbioli il 28 marzo 1936, fu valente organista e nel 1955 venne chiamato a dirigere la celebre Cappella Musicale della Cattedrale di Imola. Sotto la sua direzione e fino alla prematura scomparsa, la gloriosa istituzione musicale imolese parve riconquistare gli antichi splendori, come già in passato era avvenuto, negli ultimi decenni, allorchè la Cappella era diretta da Lorenzo Perosi, da Giuseppe Calamosca e da don Antonio Vassura. Don Modelli fu Parroco di Codrignano, poi di San Lorenzo in Selva. Morì prematuramente a soli 51 anni e fu sepolto nel cimitero del Piratello ad Imola.

PAOLO GRANDI

Don Luigi Modelli nel 1940

Don Luigi Modelli nel 1940

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