La piastra indicatrice del caposaldo trigonometrico: un retaggio della vecchia geodesia

di Paolo Grandi

Qualcuno, passando per la piazza Bernardi si sarà chiesto che cosa sia quella targa ormai arrugginita infissa nella bella facciata di San Francesco, su una parasta, ad un’altezza poco raggiungibile ed il perché sia ancora lì nonostante le sue cattive condizioni di manutenzione.
Quella targa è un pezzo di storia, anzi di … geografia nazionale ormai tuttavia andato in pensione. Da vicino si può ancora leggere: CAPOSALDO DI LIVELLAZIONE – ISTITUTO GEOGRAFICO MILITARE. Al centro di essa, indicata da due frecce contrapposte, v’era una placca di piombo che indicava la posizione della botola di livellazione trigonometrica presente sulla piazza.

La botola sulla piazza, circolare, non più larga di 20 centimetri, che portava al centro il simbolo del triangolo è sparita quando è stata rifatta la pavimentazione della piazza perché ormai inutile, ma per tanti anni essa ha rappresentato il “centro” di Castel Bolognese. Infatti quello era il caposaldo ufficiale dal quale si misuravano sia l’altezza di Castel Bolognese sul livello del mare, sia le distanze chilometriche con le altre città, indispensabili, specie per l’impiego pubblico, nel rimborso chilometrico per i percorsi automobilistici, che con le frazioni. Si veniva così a strutturare la cosiddetta “tavola polimetrica delle distanze”, indispensabile, per esempio, ai messi notificatori ed agli Ufficiali Giudiziari per il rimborso del viaggio.
I buoni osservatori avrebbero trovato (e da qualche parte ancora lo trovano) in ogni piazza centrale di qualsiasi centro abitato un’analoga placca indicatrice e la relativa botola sul pavimento.

Ma qual era il suo scopo? L’Istituto Geografico Militare nasce, come organo cartografico delle Forze Armate, nel 1861 a seguito dell’unità d’Italia. Nel tempo l’IGM, in riconoscimento dell’altissima qualità delle proprie produzioni, ha visto espandere il suo ruolo da ente di supporto dell’Esercito e della Difesa a organo cartografico dello Stato. Già nel 1941, con lettera datata 20 gennaio, il Gabinetto del Ministero della Guerra nominava il Generale Direttore dell’Istituto Geografico Militare, Capo delle Delegazioni delle Commissioni Miste per la manutenzione del confine di Stato. Nel 1960, con la legge n.68, l’IGM veniva consacrato organo cartografico dello Stato e, la sua cartografia assurgeva a cartografia ufficiale dello Stato. Ha sede a Firenze, non lontano da Piazza San Marco. Per redigere le carte, l’Istituto si è avvalso di una fitta rete trigonometrica, che constava di circa 20000 caposaldi trigonometrici suddivisi in quattro ordini ed uniformemente distribuiti sul territorio nazionale italiano con una distanza tra loro variabile da 30 km a 50 km nel caso di reti del 1º ordine, di circa 20 km per le reti del 2º ordine, fino a circa 5 km per i lati della maglia triangolare del 4º ordine. Da tale rete, la cui istituzione è iniziata praticamente con l’unità d’Italia e la cui prima determinazione si è conclusa nel 1919, sono derivate le altre reti storiche nazionali, quale quella del Catasto. Attraverso complessi calcoli trigonometrici e visite sul posto ai vari capisaldi, l’Istituto Geografico Militare ha redatto le proprie carte per oltre 100 anni.

Oggi, grazie ai calcolatori elettronici ed ai satelliti, i capisaldi trigonometrici non sono spariti, ma piuttosto sono stati posizionati su edifici, possibilmente pubblici, nella vicinanza delle vecchie botole. Da lì, dialogando attraverso il satellite, il punto trigonometrico appare all’Istituto Geografico Militare.

Guardando la placca (che non si può eliminare, pena la denuncia per l’art. 635 del codice penale!) viene alla mente lo stuolo di geografi, ingegneri, geometri che nel corso di questi anni hanno permesso di avere mappe e carte geografiche aggiornate ricche di dovizia di particolari come si può vedere prendendo in mano una carta geografica dell’IGM.

Particolari della facciata di San Francesco con il caposaldo trigonometrico in evidenza (foto Grandi)

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