Reminescenze del card. Domenico Ginnasi nella Cattedrale di Velletri

di Paolo Grandi

Questo bel servizio fotografico lo si deve a don Paolo Ravaglia, sacerdote di origini riolesi ma che per qualche tempo è stato coadiutore in San Petronio ed è rimasto vicino alla comunità parrocchiale di Castel Bolognese. Chiamato ora a Roma preso la Congregazione delle Cause dei Santi, si è recato di recente in visita a Velletri per scoprire le bellezze di quella cittadina. Mi ha così inviato alcune foto relative alla Cattedrale, ove sono conservati alcuni stemmi Ginnasi.

La Cattedrale di Velletri è dedicata a San Clemente. La Diocesi è tra le più antiche datando già dal IV secolo d.C. ed a metà del IX secolo venne unita alla Diocesi di Ostia, formando la diocesi di Velletri-Ostia fino al 1914 quando divenne sede vescovile autonoma. Nel 1981 la Diocesi di Segni fu unita a quella di Velletri ed oggi costituiscono la diocesi di Velletri-Segni. Da sempre Velletri è Diocesi Suburbicaria, cioè vi è assegnato un Cardinale solitamente appartenente alla Curia romana. Così fu per Domenico Ginnasi che, dopo essere stato creato Cardinale da papa Clemente VIII nel 1604, al ritorno da Madrid venne nominato vescovo presso alcune diocesi suburbicarie ed in particolare in quella di Velletri ed Ostia il 15 giugno 1630, titolo che conservò fino alla morte nel 1639.

L’aspetto attuale della cattedrale è molto diverso da quello originale a causa della sua lunga vita, che ha superato i 1.500 anni. Essa infatti nel XIII secolo subì una profonda ristrutturazione con la costruzione dell’abside poligonale esterno e della cappella sotterranea che conserva le reliquie di sant’Eleuterio e san Ponziano. Il 23 maggio 1656 un fulmine fece rovinare il campanile sulla navata centrale della chiesa: questo evento portò alla sostituzione delle colonne di marmo dell’antica basilica romana con i pilastri in muratura presenti ancora oggi. Il soffitto ligneo venne dipinto ad affresco nei primi anni del Settecento da Giovanni Odazzi. I lavori furono voluti dal cardinale Carlo de Medici. L’ingresso principale della cattedrale assieme alla facciata furono inglobati nella costruzione del seminario vescovile fin dal XVII secolo. L’ingresso odierno si affaccia su piazza Micara ed il portale è stato eseguito da Troiano da Palestrina nel 1512.
Nel 1950 il cardinale Clemente Micara, vescovo di Velletri, promosse il restauro della cattedrale su progetto dell’architetto Giuseppe Zander; infatti durante la seconda guerra mondiale essa subì un bombardamento che la privò della parte absidale ma non rovinando il ciborio. Il mosaico del catino dell’abside venne realizzato nel 1951 dal pittore ungherese János Hajnal, che eseguì anche i due arcangeli sull’arco trionfale e le vetrate policrome delle finestre dell’abside. L’affresco sul soffitto fu sostituito con una grande tela del pittore viterbese Canevari che, riprendendo i motivi dell’opera precedente, ha integrato la pittura inserendo l’incontro di papa Pio XII con i cittadini di Velletri rifugiati a Roma durante la guerra.

Secondo i cronisti Domenico Ginnasi donò alla Cattedrale di Velletri svariati calici e vasi in argento e vi eresse poi una cappella “a proprie spese magnifica ed elegante, con altare ornato di porfido e di altri preziosi marmi, ad onore de’ santi protettori della città“. (1) Questa cappella fu edificata nel 1632 in onore della Madonna di Costantinopoli o del Suffragio e dei santi protettori di Velletri sulla medievale cappella di San Biagio. Ha pianta rettangolare, con i piedritti angolari smussati, con cupola ellittica sormontata da un lanternino. La decorazione delle pareti fu affidata a Caterina Ginnasi (1590-1660), nipote del Cardinale, che realizzò probabilmente anche la pala dell’altare; i dipinti raffiguravano il mito di Cesare Ottaviano Augusto e della “Gens Octavia” originaria di Velletri. Le pitture tuttavia si deteriorarono e furono sostituite da decorazioni poco apprezzate che a loro volta vennero ricoperte di vernice bianca, e così le pareti rimasero spoglie fino agli anni ’20 del XX secolo quando il cardinale Basilio Pompilj quale incaricò il pittore veliterno Aurelio Mariani della decorazione che, imperniata sul tema iconografico del Sacro Cuore, ricorda comunque il precedente culto dei Santi Protettori. Il Mariani si occupò della decorazione della cupola e dei pilastrini ospitando, in una cornice circolare di marmo giallo, una tela con Gesù benedicente in mezzobusto con il Sacro Cuore. Nelle vele della cupola stanno gruppi di angeli musicanti; nei quattro pennacchi, angeli in meditazione con gli strumenti della Passione. Sui pilastri sono raffigurati i quattro Santi Protettori di Velletri nei pilastrini superiori ed in quelli inferiori i ritratti di quattro Sante devote al Sacro Cuore di Gesù. Sulle pareti della Cappella sono visibili due grandi cornici in stucco decorate con rosette dorate e coronate, in alto, da una targa sormontata da un Serafino alato; in basso al centro di un festone di stucco, è posto lo stemma policromo del cardinale Domenico Ginnasi. Un’iscrizione sul bordo dell’altare ricorda la dedicazione della Cappella da parte del cardinale Pompilj al Sacro Cuore di Gesù nel 1930. Sui pilastrini marmorei dell’elegante balaustra bianca e grigia che serve da chiusura della Cappella sono presenti in rilievo altri stemmi Ginnasi, così come nello stucco policrono al centro dell’ingresso.

Questa graditissima sorpresa aggiunge un altro tassello alla mia pubblicazione sul Cardinale Ginnasi. A suo tempo non ebbi modo di recarmi a Velletri in quanto vi era la necessità di accelerare la pubblicazione, fortemente voluta dalle Monache Domenicane. Da informazioni poi che ebbi da persone del posto, ed anche consultando alcune guide comunque molto informate, come la famosa “guida rossa” del Touring Club, mi risultava che nella Cattedrale, a causa dei bombardamenti, si fosse perso qualsiasi riferimento al nostro caro Cardinale. Ecco quindi che il ritrovamento di Don Paolo, al quale sono grato, arricchisce la storia della nostra città e di questo illustre concittadino.

(1) Vedi: GRANDI P.: Il cardinale Domenico Ginnasi – una vita di fede e di carità, Faenza, 1996.

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