Sante Ghinassi e il ritratto del “Barbarossa”

di Valentino Donati

Dal 13 dicembre 2015 al 10 gennaio 2016 si è tenuta la mostra d’arte “Sante Ghinassi: ritratti”, nella doppia sede della Rocca Sforzesca di Riolo Terme e del Museo civico di Castel Bolognese. In quest’ultimo gli spazi espositivi, ricavati in un corridoio e in una porzione della sezione archeologica, si sono rivelati troppo angusti col risultato di sembrare assai riduttivi rispetto alla grandezza dell’artista riolese (ma nativo di Ravenna) Sante Ghinassi, che avrebbe meritato ben altra sede. L’uso della Sala espositiva comunale, sicuramente più consona all’importanza dell’evento, non è stato minimamente considerato da parte del Comitato organizzatore il cui promotore, dimentico di avervi esposto nel 1989, si è anche spinto ad affermare che alla Sala espositiva vengono ospitati solo artisti di seconda categoria.

Il pieghevole della mostra del 1997. All'interno l'elenco delle opere esposte

Il pieghevole della mostra del 1997. All’interno l’elenco delle opere esposte

Nel periodo della Pentecoste del 1997 quella stessa sala espositiva, oggi sminuita, aveva ospitato la mostra “Ceramiche di Sante Ghinassi“, sponsorizzata dalla Data System e curata dal sottoscritto, con la presenza dell’artista, ancora vivente, reduce da un’esposizione di grande risonanza internazionale tenuta a S. Paolo del Brasile pochi mesi prima. La quasi totalità dei pezzi esposti in Brasile fu riproposta anche a Castel Bolognese.
Al termine della mostra Sante Ghinassi decise di donare una delle opere esposte al comune di Castel Bolognese. Fu scelto il Ritratto di “Barbarossa”, datato 1995, che fu collocato in un corridoio del Municipio fino al 1999 quando fu deciso di trasferirlo nella sezione artistica del Museo civico che stava per essere inaugurato. L’opera, alla quale fu assegnato il nuovo titolo di “Testa di vecchio con lumiera”, ritrae un personaggio realmente esistito e vissuto a Monte Mauro, dove era conosciutissimo con il nome di “Barbarossa”.
In un contributo del catalogo uscito a corredo della mostra “Ritratti” del 2015 si afferma assai curiosamente che Ghinassi avrebbe dichiarato di essersi ispirato ai “fratoni” barbuti che tanto spesso ricorrono nella ritrattistica del pittore castellano Giovanni Piancastelli. Ghinassi invece ha ritratto un personaggio che aveva conosciuto molto bene e mi sento di escludere che il “Barbarossa” fosse così anziano da avere ispirato quasi un secolo prima il Piancastelli. Lo stesso contributo fa anche molta confusione sulle circostanze della donazione di Ghinassi, il quale non poteva aver regalato il Ritratto del “Barbarossa” ad un Museo che ancora non esisteva.
Il catalogo, che cita più volte il forte legame di Ghinassi con Castel Bolognese, incomprensibilmente non fa alcuna menzione della mostra del 1997, che ebbe un grande successo e che contribuì non solo a rafforzare quel legame ma anche ad arricchire le collezioni artistiche del Comune di un bellissimo pezzo che viene sempre ammirato durante le visite al Museo civico.

Per notizie sulla mostra del 1997:

-Emilio Gondoni, Personale del pittore-ceramista riolese Sante Ghinassi, in Il Nuovo Diario Messaggero, 30 maggio 1997
-Valeria Cavina, Sante Ghinassi, l’arte della pittura in ceramica, in Sette Sere, 10 maggio 1997

Contributo originale per “La storia di Castel Bolognese”.
Per citare questo articolo:
Valentino Donati, Sante Ghinassi e il ritratto del “Barbarossa”, in http://www.castelbolognese.org

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