Zappi, elettricista castellano

di Paolo Grandi

Il suo vero nome era Antonio Santandrea ma tutti lo conoscevano a Castel Bolognese come “Zappi”, cognome appartenuto alla madre Aurora, figlia del maestro garibaldino Luigi Zappi (figura indimenticabile del vecchio Castello) che vantava una parentela anche col poeta arcadico imolese Giovan Battista. Nato nel 1916 (il padre Girolamo era ferroviere), Antonio era un omino basso di statura, basco blu in testa calato sin quasi alle sopracciglia, vestito estate ed inverno sempre con la tuta da lavoro blu e pesanti scarpe nere. In tasca non mancavano mai due attrezzi indispensabili per un elettricista: forbici e nastro isolante!
Non aveva automobile o furgoncino per esercitare il suo mestiere artigiano, ma una semplice bicicletta da donna alla quale era sempre arrotolata sul manubrio una matassa di “piattina”, il cavo elettrico ormai scomparso dalle nostre case ma che permise, specie negli anni del dopoguerra quando l’energia elettrica raggiunse tutta la campagna (ma per salire alla Serra sarebbe occorso ancora tanto tempo, almeno fino ai primi anni ’70) di portare “la luce” in ogni stanza della casa senza bisogno di opere murarie in quanto essa si inchiodava al muro grazie allo spazio tra i due fili isolati. Quindi era facile trovarlo e, se non ne vedevi in giro la bicicletta i suoi rifugi erano i negozi di elettrodomestici di Giovanni Ravaglia o di Celso Cantagalli, il distributore AGIP a fianco il Mulino oppure il Caffè Commercio ove intesseva interminabili discorsi di politica, lui convinto liberale che sempre rappresentava il PLI ad ogni consultazione elettorale quale scrutatore al seggio 6, un tempo ubicato alla scuola della Pace in via Casanola.
Da celibe impenitente, viveva con le sorelle Gea (1913-1999), infermiera e specializzata nelle iniezioni, e Gemma (1907-1993) che si era sposata in tempo di guerra con un cittadino ungherese, Stefano Benko, del quale rimase vedova nel 1966.
Vivevano dapprima in via Gottarelli, poi successivamente costruirono una casetta nel nuovo quartiere di Via Bargero, ora di proprietà Franzoni.

Qualsiasi discorso tu intrecciassi con Zappi, questo andava sempre a finire nella sua attività di militare. Affermava di aver fatto la guerra in aviazione, impegnato nelle mitragliatrici e di aver centrato e fatto precipitare coi suoi colpi molti aerei nemici. La sua bassa statura, diceva, lo aveva favorito perché entrava meglio di altri negli angusti spazi delle mitragliere aeree. Novello Barone Rosso, esibiva la cintura dei pantaloni ove c’erano delle tacche, ognuna delle quali, diceva, era un aereo abbattuto. Ma tanti a ciò non credevano e lo canzonavano dicendo che sì, forse lui era in aviazione, ma a pelare patate e quelle tacche erano le cataste di patate pelate!
Quando cessò il suo lavoro, si trasferì con le sorelle a Rimini presso una nipote e dopo la morte delle sorelle fu ricoverato in una casa di riposo riminese ove morì qualche anno dopo, nel 2001, rimpiangendo il suo Castello, specie quando qualcuno, come ad esempio sapevo di Goffredo Silvagni il benzinaio di Piazzale Garibaldi, lo andava a trovare.
Un indelebile ricordo di Zappi era quando ci frequentavamo alla “Festa dell’Amicizia” ove lui aveva il compito di allestire l’impianto elettrico, sbrogliando chilometri di “piattina” che, a forza di tagliare e aggiungere, erano tutti rattoppati presentando una giunta ogni 20-30 centimetri! E naturalmente quando “saltava” un frigorifero o un faro o avveniva un corto circuito, i responsabili della festa lo accusavano di aver adoperato del cavo inadatto ed usurato, lui rimbrottava che non gli avevano dato denaro sufficiente per comprare i cavi nuovi, con minacce di lasciare la festa, di dar fuoco a tutto, di lasciare tutti al buio e avanti così con altre amenità che facevano diventare questi alterchi un vero spasso. E quando la festa rimase completamente al buio mentre era in arrivo l’allora Ministro del Lavoro Tina Anselmi qualcuno lo accusò di attentato… politico!

Contributo originale per “La storia di Castel Bolognese”.
Per citare questo articolo:
Paolo Grandi, Zappi, elettricista castellano, in http://www.castelbolognese.org

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