Nel parco della Villa Camerini-Contarini di Piazzola sul Brenta è crollato l’albero più antico (23 agosto 2026)

di Paolo Grandi

Nei quotidiani locali dei giorni scorsi è transitata questa triste notizia che riguarda un noce di 158 anni, piantato nel parco della villa, su una collinetta, il 29 luglio 1868 giorno della nascita del conte Paolo Camerini.
Era l’albero più antico all’interno del vasto parco di Villa Camerini a Piazzola sul Brenta e non aveva solo un valore naturalistico, ma anche storico, seppur come esemplare singolo non fosse stato inserito nell’elenco degli alberi monumentali. Il parco tuttavia è tutelato come monumentale e quindi, di riflesso, anche l’esemplare che segnava un momento particolare della vita della splendida dimora storica ora di proprietà della Regione del Veneto, definita la “Versailles padovana”.
Questa pianta, che si trovava in una delle zone centrali del parco, insieme a magnolie sempreverdi e ad altre piante di ragguardevole età componeva un patrimonio arboreo importante dell’identità del complesso del parco. Questo noce tuttavia aveva un comportamento singolare: il suo risveglio era molto tardivo ed iniziava a rimettere le foglie soltanto intorno al solstizio d’estate con circa tre mesi di ritardo rispetto agli altri alberi; eppure, nonostante questa partenza apparentemente fuori tempo, riusciva a completare il proprio ciclo vegetativo e a produrre frutti.
“Il noce è crollato su se stesso verso le 17 del 23 agosto, per cause naturali, a distanza di 158 anni da quando era stato piantato. Non è stata una causa atmosferica – spiega il direttore della Villa, l’architetto Davide Miola -. L’arboricoltore ha provato a rimetterlo in piedi, ma non c’è stato nulla da fare. In precedenza si sono adottate una serie di azioni di salvaguardia, ma purtroppo per la pianta è giunta quella che si può definire la morte naturale. Non è da escludere che le alte temperature estive abbiano contribuito al degrado.” Così riporta “Il Gazzettino” di Padova.
Ora si cerca di salvaguardare almeno il suo patrimonio genetico: alla base della pianta ci sono dei polloni dai quali, sperano i giardinieri, possa svilupparsi una nuova pianta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *