C’era una volta la nave pirata nei giardini pubblici di Castel Bolognese…

La nave nei giardini pubblici di Castel Bolognese nel 1985 circa (Archivio fotografico della Parrocchia di San Petronio).

di Andrea Soglia

Certo di una nave pirata aveva la solo forma e solo lo scheletro o quasi, e quindi non era una vera nave, a differenza dell’aereo e della locomotiva presenti nel Parco Ravaioli che erano davvero un aereo ed una locomotiva dismessi dal servizio attivo.
Eppure era anche questa un’attrazione notevole che è rimasta per molti anni nei nostri giardini pubblici e diverse generazioni di bambini vi sono saliti sopra.
La “nave”, presumibilmente, fu messa all’inizio degli anni ’70, al momento dell’apertura dei giardini, e forse arrivò a vedere gli albori degli anni ’90. Non sappiamo se fosse un pezzo unico, magari assemblato da qualche artigiano o creativo castellano su commissione del Comune, oppure se fosse un pezzo fatto in serie e ve ne fossero copie anche in altri parchi pubblici.
Di una nave, o, meglio di un veliero, aveva le parti principali, l’albero maestro, l’albero di trinchetto e presumibilmente anche il terzo albero, che nella foto a nostra disposizione non si vede. C’era poi il bompresso, montato a prua.
E ci pare di ricordare anche la presenza di una sorta di timone.
Ma il “pezzo” forte era la coffa, la piattaforma semicircolare a cui si poteva accedere e dove si fingeva di fare la vedetta. Era piuttosto in alto per un bambino, a ben pensarci, ma non impossibile da raggiungere anche per i meno coraggiosi.
Oggi un’attrazione così sarebbe improponibile in un parco per bambini, e fioccherebbero le denunce al Comune in caso di caduta. All’epoca, invece, era quasi normale pensare che se uno cadeva, era perchè era stato imprudente o c’era stato il genitore disattento e difficilmente si adiva a vie legali.
Altri tempi davvero.
Non avendo altre informazioni e fotografie a disposizione, speriamo che questa pagina di “lancio” possa comunque suscitare interesse ed essere arricchita di ricordi e di immagini inviate dai “pirati” castellani di qualche decennio fa.

Pagina pubblicata il 2 novembre 2018

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