Una famiglia contadina castellana: i Conti

a cura di Andrea Soglia
fotografie dall’album di famiglia conservato da Giovanna Errani

La famiglia tradizionale contadina di un tempo aveva caratteristiche standard che si erano mantenute inalterate fino ad almeno il periodo della guerra. Due di queste erano la numerosità di componenti (la famiglia si allargava anche ai nipoti) e una forte religiosità.
La famiglia Conti “I Dariì”, originaria di Campiano di Castel Bolognese e poi vissuta per lungo tempo a Biancanigo, aveva tutte queste tipiche caratteristiche. Grazie alla passione per la fotografia di alcuni membri della famiglia, possiamo godere di alcune bellissime fotografie, soprattutto degli anni ’50 e ’60, messe gentilmente a disposizione da Giovanna Errani (figlia di Gemma Conti), che fissano momenti di vita contadina e familiare oggi difficilmente ripetibili e non sempre facilmente documentabili.
Il patriarca della famiglia era Andrea Conti (1881-1971) che dalla unione con la sua sposa, Maria Brunetti, generò ben 10 figli: Giuseppe, Angelo, Mario, Gemma, Angela, Domenica, Emilia, Bartolomeo, Lucia e Domenico. Come ricordava Luigi Patuelli la famiglia Conti era “profondamente religiosa, non di una religiosità formale di quella che rasenta il bigottismo, ma coerente nella pratica con la fede che si professa”. “Il padre e la madre – sempre a quanto ci ha lasciato scritto il prof. Patuelli – erano persone giuste, nell’accezione biblica della parola, e univano al timor di Dio l’amore per il prossimo, in una condotta di vita serena, ma inflessibile nell’osservanza dei principi cristiani. Essi educarono, quindi, nello spirito del Vangelo la loro numerosa famiglia, composta di ben dieci figli, la quale non conobbe mai l’indigenza, pur nella difficoltà della vita di quei tempi”.
Da Campiano i “Dariì” si erano stabiliti nel podere “Tigiam”, sulla riva sinistra del Senio, che, per i castellani di un tempo, era un punto strategico: da esso, infatti, tramite una passerella, era raggiungibile, senza fare troppi giri viziosi, la fonte sulfurea della Pòcca. E, come ricorda Paolo Grandi, tutti i Conti “nelle giornate di festa erano impegnati per far affluire gente alla “Pòcca”. Il capofamiglia, aiutato dai figli, allestiva nella mattina la passerella; la moglie, “La Dariìna”, teneva il deposito delle biciclette e vendeva i formaggi da lei confezionati nei giorni precedenti”.
La famiglia Conti sperimentò da vicino i disagi e i disastri portati dalla guerra. Come ricordava il prof. Patuelli, infatti, sorgendo la casa dei Conti “a ridosso dell’argine sinistro del fiume e resasi la vita impossibile per i bombardamenti, la presenza delle mine e le rappresaglie tedesche (non dimentichiamo che la sua abitazione si trovava a pochi passi da Villa Rossi, dove si consumò il 17 dicembre 1944 quel terribile eccidio)” la famiglia “si unì all’esodo forzato di un folto gruppo di parrocchiani di Biancanigo, i quali, con le poche masserizie, ma soprattutto con la loro Madonna, posta su un carro trainato da una mucca, sotto la guida di Don Tambini, cercarono scampo a Imola”.
Nel Dopoguerra la famiglia Conti si stabilì per qualche tempo al Crociaro di Sotto, sempre nella parrocchia di Biancanigo. Alcuni membri della famiglia sono stati piuttosto noti nel nostro paese. Mario Conti (1918-1987) aderì, fin dagli inizi, alla Democrazia Cristiana di Castel Bolognese e ne fu uno dei più noti attivisti: fu ricordato da un lungo articolo scritto su Vita Castellana da Luigi Patuelli, che è stato base anche di questo articolo. Giuseppe e Domenico furono i gestori di una apprezzata salumeria sita sotto i portici della via Emilia interna. E Domenica Conti, andata in sposa ad un Mingazzini di Pieve Ponte (i Bangëla), è stata la madre di don Giuseppe Mingazzini, per lungo tempo parroco di Santa Maria Maddalena a Faenza.
Giuseppe Conti, classe 1927, ultimo in vita dei 10 fratelli, è scomparso nel giorno di Natale del 2021. Con la sua morte si conclude la storia di una delle ultime tradizionali famiglie contadine delle nostre campagne.

Foto di gruppo

Scene di vita contadina e familiare

Bambini al fiume e alla fonte della Pòcca
(Francesco e Paola Leonardi con Giovanni Mingazzini)

Foto varie

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