Vittime civili: lettere H-M

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Fotografia Nome e cognome Data di nascita Data di morte Causa della morte/notizie varie
lama_giuseppe LAMA GIUSEPPE 27-12-1872 17-12-1944  SOFFOCAMENTO DA CROLLO

ECCIDIO DI VILLA ROSSI

Fotografia conservata presso la Biblioteca comunale “Luigi Dal Pane” di Castel Bolognese

lama_nello LAMA NELLO 20-10-1915 17-12-1944  SOFFOCAMENTO DA CROLLO

ECCIDIO DI VILLA ROSSI

Fotografia conservata presso la Biblioteca comunale “Luigi Dal Pane” di Castel Bolognese

lama_santina LAMA SANTINA 06-08-1924 17-12-1944  SOFFOCAMENTO DA CROLLO

ECCIDIO DI VILLA ROSSI

Fotografia conservata presso la Biblioteca comunale “Luigi Dal Pane” di Castel Bolognese
LANZONI GIOVANNI 25-07-1870 09-12-1944 BOMBARDAMENTO AEREO
(SOFFOCAMENTO DA CROLLO)

Grazie agli appunti di Pietro Costa sul verso di una fotografia di gruppo, abbiamo potuto “isolare” il volto di Giovanni Lanzoni, mediatore di vini.
(si ringrazia Cristina Villa per la fotografia)

lega_aldo LEGA ALDO 17-03-1906 03-12-1944 FERITA DA SCHEGGIA
linari_delmo LINARI DELMO
(o Adelmo)
07-12-1912 24-03-1946 INVESTIMENTO DA AUTOMEZZO MILITARE

Residente in via Borello 22, morì a Imola in via Emilia levante 1. E’ sepolto nel cimitero del Piratello di Imola.
Della sua morte riferisce il Giornale dell’Emilia del 25/3/1946:

Schiacciato da un’auto contro il parapetto d’un ponte

Ieri mattina verso le 10,30 una macchina alleata guidata da militari polacchi, nel tentativo di sorpassarne un’altra che la precedeva, investiva il colono Adelmo Linari di 39 anni [sic!], da Castelbolognese, che si dirigeva in bicicletta verso Imola.
Il disgraziato veniva letteralmente schiacciato contro il muretto di protezione di un ponte e decedeva all’istante”

Liverani_Ariovisto_1 LIVERANI ARIOVISTO 01-01-1910 18-02-1945

FERITA DA SCHEGGIA DI GRANATA

Componente volontario civile dell’U.N.P.A. nella squadra comandata dal suocero Arnaldo Cavallazzi, rimase ferito il 17 febbraio 1945 durante un giro di perlustrazione.
Trasportato all’Ospedale di Imola, vi morì il giorno successivo.
A guerra finita gli fu conferita la medaglia d’argento al valor civile alla memoria.
Per ulteriori testimonianze tratte dai documenti dell’epoca, cliccare sul nome vicino alla fotografia.

liverani_giuseppe LIVERANI GIUSEPPE
di Tomaso
08-04-1939 24-07-1951

SCOPPIO DI ORDIGNO

Della sua morte riferisce il Giornale dell’Emilia del 25 luglio 1951:

“Un bimbo muore straziato dallo scoppio di un residuato bellico

Ancora una vittima innocente dovuta a residuati bellici sparsi tuttora nei campi dei nostri laboriosi contadini; ancora una famiglia che non sa capacitarsi della nuova sciagura che l’ha colpita, chè già troppo provata dalla guerra, nella quale ben cinque dei suoi componenti lasciarono tragicamente la vita durante l’interminabile sosta del fronte sul Senio.
Dovevano essere le ore 16.30 circa di oggi, quando il piccolo Gino [i.e. Pino] Liverani di Tommaso, di anni 12, residente sul podere “Levione” di proprietà dell’O. P. Ospedale sito in parrocchia Biancanigo, via Burano, meglio conosciuto col soprannome di “Binèt”, trovato un residuato bellico (pare si trattasse di una spoletta di proiettile di artiglieria), mentre il padre col fratello maggiore erano intenti ad arare terreno e la madre era venuta in paese assieme alla figlia, dopo averlo stretto in una morsa di legno, nel tentativo forse di smontare il residuato stesso, ne provocava improvvisamente lo scoppio rimanendone colpito in pieno all’addome ed agli arti superiori dalle scheggie, così che il suo corpo ne veniva orrendamente straziato.
A nulla sono valse le cure dei primi a soccorrerlo e quelle del medico chiamato d’urgenza. Il povero fanciullo, dopo circa venti minuti cessava di vivere senza aver ripreso la conoscenza, fra lo strazio indicibile dei familiari presenti.
La misera fine del giovanissimo colono ha vivamente impressionato tutta la cittadinanza che conosce la triste odissea della laboriosa famiglia Liverani”.

(si ringrazia Carlo Liverani per la fotografia)

sagoma LIVERANI LUIGI 23-05-1887 07-11-1945

SCOPPIO DI MINA

Della sua morte riferisce Il Socialista del 22 novembre 1945

“Liverani Luigi del fu Carlo di anni 58 da Castel Bolognese si recava lungo il fiume Senio per far legna. Poco dopo la figlia Emilia di anni 23, udendo uno scoppio provenire dalla direzione del Senio, allarmata si portava al fiume a chiamare a gran voce il padre non ricevendone risposta. In uno stato di angosciosa agitazione si metteva alla ricerca del genitore e finalmente dopo due ore lo rinveniva in una macchia di arbusti orrendamente sfracellato dallo scoppio di una mina in cui il disgraziato era incappato”.

liverani_maria

LIVERANI MARIA 01-03-1896 12-02-1945

FERITA DA SCHEGGIA

Sorella di Vincenzo Liverani (Binet), morì assieme al figlio Vincenzo Farolfi. Il 7 marzo successivo anche il marito Francesco Farolfi rimase vittima di una granata.
Si veda anche la scheda relativa a Vincenzo Farolfi.

liverani_vincenzo LIVERANI VINCENZO 08-08-1908 11-02-1945

GRANATA

Detto Binèt, risiedeva nella parrocchia della Pace. L’11 febbraio 1945, ultima domenica di Carnevale (in tempo di pace alla Serra si faceva una festa), si recò con la moglie Norina Tabanelli ed altri castellani alla “Rossetta”, la casa che ancora si trova sul lato sinistro della via Emilia, direzione Imola, dopo l’incrocio con la via Serra.
Sulla via del ritorno, mentre si trovava in Borgo in corrispondenza della casa Zanelli, fu colpito dalle schegge di una granata caduta nei pressi. Assieme a lui furono gravemente feriti la moglie Norina ed Eugenio Cremonini, che pure stava rientrando dalla Rossetta. Binèt spirò pochi attimi dopo, la Tabanelli due giorni dopo all’Ospedale di Castello, mentre Eugenio Cremonini, trasportato all’Ospedale di Imola, morì otto giorni dopo. Alla Rossetta si era recato anche don Sermasi, il quale, essendo ritornato in paese poco prima dei tre sventurati, scampò alla strage.

(si ringrazia Carlo Liverani per la fotografia)

liverani_walter_pietro

LIVERANI WALTER (PIETRO) 26-09-1926 06-04-1945 FERITA DA SCHEGGIA
(Parrocchia di Casalecchio)

Della sua morte parla il luttino distribuito nel giorno delle esequie solenni:

“Il 6 aprile 1945 circa le 16, mentre nei pressi della sua casa si era attardato per qualche istante coll’amico Sergio Galavotti, che gli faceva osservare un ordigno di guerra trovato casualmente nel cortile, il giovane Pietro Liverani investito in pieno da grossa scheggia di granata lanciata d’oltre Senio cessava fulmineamente di vivere nella primaverile età di anni 19.

Nessuno potrà mai dire lo schianto della mamma, del babbo e di tutti gli altri della famiglia chiamata sul luogo della tragedia dallo scoppio terribile e micidiale della granata infausta. La scena delle più terribili e raccapriccianti… Le carni verginali del casto giovane, straziate e maciullate dal ferro micidiale, sparse sul suolo e lanciate violentemente sul muro della casa, non lasciavano dubbio sulla fine di quel fiore delicato reciso in piena primavera.
Raccolte quelle care membra da mano pietosa, ricomposte fra quattro misere tavole irrorate di fervido pianto materno, confortate dalle preghiere dei buoni furono inumate nel cimitero parrocchiale in attesa della risurrezione finale […]”

sagoma LOMBARDI GIUSEPPE 26-09-1923 04-05-1945 SCOPPIO DI MINA

(si veda la scheda di Angelo Galli)

LUSA GIOVANNI 24-06-1877 08-03-1945 FERITA DA SCHEGGIA DI GRANATA

E’ sepolto nel cimitero di Faenza.

LUSA VINCENZO GUERRINO
di Giovanni
02-08-1917 16-12-1944

INCURSIONE AEREA

morto a Castel Bolognese per ferite riportate nel bombardamento di Faenza del 19-11-1944

E’ sepolto nel cimitero di Faenza.

sagoma MAGNAGHI LUIGI 1896 29-03-1946

SCOPPIO DI MINA

Nato a Binasco, residente a Milano, morì nei pressi di via Emilia Ponente 3-via Rio Fantina. Il suo nome emerge per la prima volta da ricerche d’archivio. Della sua morte riferisce Il Giornale dell’Emilia del 31 marzo 1946:

Tragica sosta di un autotreno
Uno degli autisti dilaniato da una mina

Sulla via Emilia, nei pressi di Imola, un autotreno della Cooperativa Autotrasporti Balconi con sede in Milano era costretto a fermarsi per avarie alle gomme. Erano a bordo Lino Mari, di Lagosanto Ferrarese, capo macchina, Domenico Corneliani, da Mantova, residente a Milano, aiuto autista, e Luigi Magnani [sic], di Carlo, di anni 50, nato a Binasco e residente a Milano in via Tartaglia 18.
Mentre gli altri si affaccendavano alla riparazione della macchina il Magnani [sic] si allontanava per una occorrenza.
Scendendo lungo la scarpata del rio, aveva appena raggiunto il greto che veniva investito in pieno dalla vampa dell’esplosione di una mina contro cui aveva incidentalmente inciampato.
Il disgraziato era ridotto in brandelli”

sagoma MALVINI SERAFINA 19-02-1862 01-11-1945 FERITA DA SCHEGGIA DI GRANATA?

Della sua morte dovuta a una ferita di guerra si trova notizia sul registro dei defunti della parrocchia di San Petronio, mentre per l’anagrafe risulta morta per “senilismo”.
Nel diario delle attività della squadra di pronto soccorso risulta che una certa Stefania Malvini, facilmente identificabile con Serafina Malvini, rimasta ferita il 26 marzo 1945, fu trasportata in ospedale da Ennio Biancini e Tristano Grandi.
E’ probabile che, come si è visto in altri casi, ferite seppur leggere abbiano avute conseguenze mortali in una persona così anziana anche molti mesi dopo la fine della guerra.

marabini_valentino MARABINI VALENTINO 28-11-1879 04-01-1945

FERITA DA SCHEGGIA DI GRANATA

Risiedeva in viale Marconi nella zona in cui sorge attualmente la casa Tabanelli. Rimasto ferito il 29 dicembre 1944, fu trasportato all’Ospedale di Castel Bolognese, ma morì a causa di una grave infezione della ferita.

(si ringrazia Olga Tampieri per la testimonianza)

marchi_guido MARCHI GUIDO 01-07-1900 17-12-1944

FUCILAZIONE

Della sua morte si parla in una lettera inviata dal Sindaco del Comune di Castel Bolognese al Comitato Nazionale Pro Vittime Politiche, Sottocomitato Regionale Emilia Romagna in data 8 agosto 1946:
“… Marchi Guido fu Francesco, è morto il 17/12/1944, come segue:
Alle ore 17 di detto giorno, mentre era intento a deporre gli attrezzi (piccone e badile) che aveva dato ai tedeschi durante la giornata per servirsene a piantare dei mortai e che poi erano partiti per altre destinazioni, altri tedeschi sopraggiunti, ubriachi, lo incolparono di essersi impossessato di un mortaio. La cosa non era vera e non valsero tutte le buone ragioni per distogliere quei perfidi dai loro intenti.
Con un colpo d’arma da fuoco il Marchi fu strappato da casa (la moglie non potè muoversi sotto pena di morte) e portato nei dintorni del paese presso le mura delle Suore Domenicane, e con colpi pure d’arma da fuoco fu ucciso.
Fu trovato cadavere la mattina per tempo del 18 dicembre da una guardia municipale”.

(Archivio Storico Comunale di Castel Bolognese, busta 211)

sagoma MARTELLI ANGELO
fu Luigi
23-08-1868 14-12-1944
(o 16-12?)
SCOPPIO DI GRANATA O DI MINA
a Tebano?
(elenco di Faenza)Sepolto a Faenza, nel 1961 i suoi resti furono traslati al cimitero di Castel Bolognese per essere sepolti nella tomba del nipote Giuseppe Martelli (detto Fafina), ciabattino di Biancanigo.
martelli_anna MARTELLI ANNA 03-07-1859 11-05-1945

FERITA PER CROLLO DI CASA

Morì in seguito alle ferite riportate durante il bombardamento de “La Palaza” avvenuto il 29 gennaio 1945

(si ringrazia Anna Conti per la fotografia)

martelli_francesco_casanola MARTELLI FRANCESCO 26-04-1904 06-01-1945 SCOPPIO DI GRANATA

E’ sepolto nel cimitero di Casanola

martelli_francesco MARTELLI FRANCESCO 22-07-1879 28-08-1944 SINCOPE CARDIACA PER
BOMBARDAMENTO AEREO

Detto Magì d’Furlot, viveva nel podere Maciaza, la cui casa era, allora come oggi, lungo la ferrovia poco prima di arrivare all’ex passaggio a livello della via Lughese, lato monte.
Mentre la famiglia era sfollata in luogo più sicuro, Francesco Martelli era rimasto per occuparsi del podere. Il giorno 28 agosto, mentre era nel suo terreno a raccogliere il fieno, con a seguito una mucca con biroccio, fu sorpreso da un violento mitragliamento aereo. Il tempo di legare la mucca ad un albero e Magì si gettò in un fossato per ripararsi. I confinanti del podere Badia, i Landi, che poco prima lo avevano visto intento a fare fieno, non vedendolo più andarono a cercarlo e lo trovarono morto nel fossato. Il terribile spavento gli aveva causato un infarto che lo aveva ucciso.
Nel dopoguerra la vedova lottò non poco per dimostrare che l’infarto, causa ufficiale della morte, era dovuto ad un’azione di guerra e vedere così riconosciuto il diritto alla pensione.

(da una testimonianza orale della nipote Emilia Martelli)

martelli_gaspare MARTELLI GASPARE
fu Mario
15-04-1918 19-12-1944 SCOPPIO DI GRANATA
(elenco di Faenza)

(si ringrazia Carlo Bruni per la fotografia)

martelli_raffaele MARTELLI RAFFAELE 21-08-1885 06-12-1944

FERITE DA SCHEGGIA DI GRANATA

La famiglia di Raffaele Martelli, residente in via Faenza 16 (oggi Via Emilia Levante 346), a inizio dicembre 1944 ebbe dai tedeschi (sino a quel momento molto tranquilli) l’ordine di sgombero, assieme ad altre persone. Molti si rifugiarono nelle cantine della vicina casa Bosi. Martelli e la moglie resistettero allo sgombero per continuare ad occuparsi del loro bestiame e mandarono i figli Pierina e Francesco a rifugiarsi presso parenti residenti in Borgo. Solo di sera si recavano nelle cantine Bosi a pernottare. La sera del 6 dicembre 1944, all’ingresso del rifugio, Raffaele fu colpito alla testa da una scheggia che gli asportò parti del cranio e del cervello (che furono ritrovate solo alcuni giorni dopo nel cortile). La moglie, pochi metri avanti a lui, rimase illesa e si accorse solo dentro al rifugio che il marito non era dietro di lei e tornò fuori, trovandolo in una pozza di sangue. Raffaele Martelli fu una delle prime vittime civili e fu sepolto provvisoriamente nell’orto dell’Ospedale civile.

(si ringrazia Pierina Martelli per la testimonianza e per la fotografia)

martini_franca2 MARTINI FRANCA 24-10-1936 12-03-1945

FERITE DA SCHEGGIA

Morì al bosco del podere Borgo, non lontano dal fondo “Musslena” (Mussolina), parrocchia di Campiano, dove si era rifugiata assieme alla famiglia e a molte altre persone.
Durante lo stesso bombardamento rimasero mortalmente ferite anche la sorellina Silvana e la piccola Imelde Vignoli.

(si ringrazia Imelde Martini per la fotografia)

martini_silvana2 MARTINI SILVANA 09-06-1934 12-03-1945

FERITE DA SCHEGGIA

Rimasta ferita al bosco del podere Borgo, non lontano dal fondo “Musslena” (Mussolina), parrocchia di Campiano, dove si era rifugiata assieme alla famiglia e a molte altre persone, morì in ospedale ad Imola.
Durante lo stesso bombardamento rimasero mortalmente ferite anche la sorellina Franca e la piccola Imelde Vignoli.

(si ringrazia Imelde Martini per la fotografia)

Foto intera

massari_paolo MASSARI PAOLO 29-03-1873 28-12-1944 FERITE DA SCHEGGIA

(si ringrazia Rossella Massari per la fotografia)

massari_terzo MASSARI TERZO
di Paolo
12-08-1908 18-12-1944 FERITA DA GRANATA

(si ringrazia Rossella Massari per la fotografia)

mattioli_francesco MATTIOLI FRANCESCO 10-09-1879 05-04-1945

FERITE DA SCHEGGIA

Figura molto popolare, in quanto era uno dei due vetturini in attività in paese. Soprannominato Ceschi, risiedeva in via Amonio. Morì nelle cantine dell’Ospedale civile. Il figlio Violante morì militare in Africa nel 1940.

(si ringrazia Carmen Mattioli per la fotografia)

Foto intera

mazzanti_eugenio MAZZANTI EUGENIO 13-11-1937 25-01-1945 DIFTERITE

E’ sepolto nel cimitero di Castelnuovo, parrocchia in cui risiedeva.

Al manifestarsi dei primi malesseri i familiari pensarono di trasportarlo all’ospedale di Imola, ma fu loro impedito dai soldati tedeschi, che sospettavano che qualcuno dei Mazzanti svolgesse attività partigiana. Eugenio fu così sommariamente visitato da un militare tedesco che non diagnosticò la difterite. Qualche tempo dopo, essendo peggiorata la situazione, il bambino fu fatto visitare da un medico tedesco, che capì la gravità della malattia e consigliò il padre di Eugenio di recarsi immediatamente a Imola a procurarsi le medicine necessarie alla cura, nella speranza che non fosse già troppo tardi per intervenire. Poche ore dopo, però, il bimbo spirò.

(da una testimonianza di Guerrino Mazzanti, cugino di Eugenio)

mazzara_dionisio

MAZZARA DIONISIO 1901 02-09-1944

RAPPRESAGLIA DI FELISIO

Operaio, partigiano della Brigata “Celso Strocchi” Divisione “Garibaldi” Ravenna
La moglie era Boldrini Luigia, morta a fine 1945 a causa del crollo di un edificio pericolante

mazzetti_fernanda MAZZETTI FERNANDA 1909 03-01-1945

COLPITA DA FUCILATA

Era una delle ragazze dell’Istituto donne cieche di Bologna, tutte sfollate a Biancanigo. Dopo essere scampate all’Eccidio della Villa Rossi si rifugiarono nella canonica della parrocchia di Biancanigo. La mattina del 3 gennaio Fernanda Mazzetti, dopo essersi lavata il viso, si mise inavvertitamente ad asciugarsi con un asciugamani bianco dinanzi ad una finestra aperta. All’esterno il gesto fu interpretato come un segnale in codice e in lontananza partì una fucilata che la centrò in un occhio, uccidendola all’istante.

(da una testimonianza orale di Giuseppe “Nicio” Marabini)

Nel 1952 i suoi resti furono traslati nel cimitero di Casalecchio di Reno.

mazzotti_armanda MAZZOTTI ARMANDA 19-09-1909 02-05-1945 INVESTITA DA MEZZO MILITARE
sagoma MERENDA CESARE
fu Angelo
16-06-1877 30-04-1945 SCOPPIO DI MINA

Rimase ferito il 12 aprile 1945, giorno della Liberazione. Trasportato all’ospedale castellano dai volontari del Pronto soccorso, fu poi trasferito a Faenza, dove morì il 30 aprile successivo. Al momento non è stato possibile scoprire il luogo di sepoltura.

MERENDA GIOVANNA 29-11-1944 29-11-1944

La storia di Giovanna Merenda, bimba nata e subito morta, rende drammaticamente l’idea della situazione precaria in cui nascevano i bimbi durante l’inverno 1944-45. E’ doveroso ricordare questa bimba e, con lei, anche i vari neonati morti a causa delle condizioni difficili in cui si trovavano a vivere, essendo rinchiusi nelle cantine.
Giovanna Merenda fu protagonista di una vicenda assai sfortunata e, pur non potendosi forse considerare una vittima civile di guerra, è da ritenersi morta a causa della guerra in corso.
La sua nascita era attesa con gioia dalla famiglia, e in particolare da parte della sorellina Maria Cristina. Giovanna venne alla luce il 29 novembre 1944, nel nostro ospedale, mentre il paese stava vivendo un momento di grave emergenza. Era infatti in corso un’incursione aerea e quindi ad assistere al parto era presente solo una levatrice, dato che i medici erano assenti. La bimba nacque viva ma aveva il cordone ombelicale intorno al collo e la levatrice non fu in grado di salvarla e potè solo battezzarla in punto di morte. Probabilmente la presenza di un medico avrebbe potuto risolvere positivamente il problema, ma la piccola Giovanna morì. Il cappellano dell’ospedale, registrandone la morte sul libro dei defunti dell’ospedale, scrisse che era “passata alla vita del Cielo mentre nasceva alla vita della terra”.
Al padre Domenico toccò il triste compito di portare personalmente la piccola bara al cimitero, accompagnato dalla figlioletta Maria Cristina, che volle fortemente essere presente alla sepoltura nonostante i pericoli incombenti.
Nel 1951 Domenico Merenda chiese ed ottenne il permesso di tumulare la piccola salma nella tomba della moglie Elsa Bagnaresi, morta nel 1949 in un grave incidente stradale. Sul verbale dell’operazione fu scritto che la piccola Giovanna Merenda era morta “in seguito a incursione aerea”.

(si ringrazia Maria Cristina Merenda per la testimonianza)

minardi_giovanna MINARDI GIOVANNA
in ERANI
07-02-1905 25-08-1944 MITRAGLIAMENTO
morta a San Lazzaro (Bologna)
mingazzini_maria MINGAZZINI MARIA
in MORARA
11-10-1910 12-04-1945

FERITA DA SCHEGGIA

Il giorno della Liberazione le famiglie Morara e Marabini si incamminarono verso Biancanigo per far ritorno nelle proprie case. I Morara vivevano alla Capanna, la casa che tuttora si incontra uscendo da Castel Bolognese pochi metri prima di arrivare al Camerone, dove oggi come allora vive la famiglia Marabini.
Giunti alla Capanna, i Morara e i Marabini si salutarono; pochi secondi dopo una forte esplosione causò la morte di Maria Mingazzini, moglie di Luigi Morara, proprio mentre ella cercava di aprire la porta di casa. Alla porta era stato collegato un ordigno esplosivo. Nicio Marabini ricorda ancora che la signora Morara fu scaraventata in mezzo all’aia, e alcune grandi banconote da 1000 lire che aveva nel vestito volarono via.
Per le due famiglie svanì immediatamente il clima di festa per l’avvenuta liberazione.
I tedeschi in ritirata, purtroppo, avevano nascosto alla Capanna un’altra tremenda trappola, che avrebbe causato, dopo pochi giorni, la morte di Augusto ed Assunta Morara, figli di Maria Mingazzini.

 mingazzini_teresa MINGAZZINI MARIA TERESA 11-02-1895 17-12-1944  MINA

ECCIDIO DI VILLA ROSSI

Fotografia conservata presso la Biblioteca comunale “Luigi Dal Pane” di Castel Bolognese

minzoni_domenico MINZONI DOMENICO
fu Mario
16-04-1916 23-06-1945

SCOPPIO DI MINA

morto a Faenza (?)
Della sua morte riferisce il Corriere dell’Emilia del 29 giugno 1945:

Un morto e due feriti per scoppio di mine nel faentino
Faenza, 28 giugno
Per lo scoppio di mine disseminate dai tedeschi nelle nostre campagne, rimaneva gravemente ferito e decedeva poco dopo Domenico Minzoni, fu Mario, di anni 29, dimorante in Parrocchia Biancanigo 54.
Il bracciante Angelo Marocchi, fu Enrico, di anni 40, riportava, nello stesso incidente, ferite multiple guaribili in 30 giorni; Ugo Di Cesare, di anni 23, rimaneva pure egli ferito agli arti dallo scoppio di una mina.”

(fotografia tratta dall’Archivio fotografico di Stefano Borghesi)

minzoni_giovanni MINZONI GIOVANNI 21-03-1925 03-02-1945

SCOPPIO DI GRANATA

Fratello di Domenico Minzoni, rimase ferito, probabilmente, il 12 gennaio 1945. Il 16 gennaio fu trasferito a Bologna assieme ad altri feriti gravi. Il 3 febbraio morì all’Ospedale Rizzoli di Bologna e fu sepolto provvisoriamente in quella città grazie all’interessamento di alcuni castellani là residenti, fra i quali Mario Santandrea e Romolo Tosi

(fotografia tratta dall’Archivio fotografico di Stefano Borghesi)

misirocchi_rosa MISIROCCHI ROSA 28-10-1864 05-01-1945 FERITA PER CROLLO DI CASA

Nativa di Russi, era vedova di Luigi Babini. Morì in via Casanola 12. Fino al 1956 era sepolta nel cimitero di Casalecchio; attualmente è sepolta nel cimitero di Prada

monachesi_serafino MONACHESI SERAFINO 1880 09-01-1945

FERITA DA SCHEGGIA

Residente a Bologna, morì in via Casolana n. 30 assieme alla moglie Margherita Tattoni. I loro nomi emergono per la prima volta da ricerche d’archivio. Sono sepolti nel cimitero di Castel Bolognese

monari_ernesta MONARI ERNESTA
vedova Nicoletti
25-05-1889 20-12-1944

SCOPPIO DI GRANATA

Fu ricoverata in Ospedale il 10 dicembre 1944, dove morì 10 giorni dopo.
E’ molto probabile che si riferisca a lei il triste episodio raccontato da Tristano Grandi:

“MORTE PER TETANO
Il 10 dicembre fu ricoverata in Ospedale un’anziana donna che era sfollata con i familiari in una casa colonica di una località distante circa due chilometri dal Paese. Là era rimasta ferita, ma non aveva ricevuto subito le cure del caso. Fu ricoverata all’Ospedale dopo alcuni giorni ma, poco dopo, si manifestarono in lei i sintorni caratteristici del tetano. Nel tempo intercorso tra la ferita ed il ricovero non le era stata praticata l’iniezione antitetanica.
Fu sistemata in un letto a piano terra quando la malattia fu evidente. Quasi tutti i ricoverati erano già stati trasferiti negli scantinati.
L’assistevano anche i suoi familiari.
Che spettacolo orrendo fu il vedere quel povero essere contorcersi senza tregua, irrigidire i muscoli e contrarli sempre più, senza neppure avere la possibilità di ingoiare nè cibo, nè bevande! Solo un continuo, straziante lamento gutturale. usciva dalla sua bocca tesa. Perchè non cadesse fu anche assicurata al letto. Lo strazio continuò quache giorno. Man mano che l’intensità del lamento si attenuava, la vita si spegneva, ma gli spasmi, capaci anche di far subire al letto leggieri spostamenti, auméntavano fino a che, fievolmente, tutto si spense.
Purtroppo non fu la sola vittima per tetano”.

N.B. nell’archivio del cimitero comunale risulta morta per cause naturali

E’ sepolta nel cimitero della Certosa di Bologna.

montanari_giovanna MONTANARI GIOVANNA
(o anche Angela)
30-03-1890 17-12-1944  SOFFOCAMENTO DA CROLLO

ECCIDIO DI VILLA ROSSI

Fotografia conservata presso la Biblioteca comunale “Luigi Dal Pane” di Castel Bolognese
montanari_giovanni MONTANARI GIOVANNI 16-08-1892 17-12-1944  SOFFOCAMENTO DA CROLLO

ECCIDIO DI VILLA ROSSI

Fotografia conservata presso la Biblioteca comunale “Luigi Dal Pane” di Castel Bolognese

montanari_lidio MONTANARI LIDIO 09-09-1937 17-12-1944  SOFFOCAMENTO DA CROLLO

ECCIDIO DI VILLA ROSSI

Fotografia conservata presso la Biblioteca comunale “Luigi Dal Pane” di Castel Bolognese

montanari_nicola MONTANARI NICOLA 30-09-1930 17-12-1944  SOFFOCAMENTO DA CROLLO

ECCIDIO DI VILLA ROSSI

Fotografia conservata presso la Biblioteca comunale “Luigi Dal Pane” di Castel Bolognese

montanari_serafino MONTANARI SERAFINO 07-02-1932 17-12-1944  SOFFOCAMENTO DA CROLLO

ECCIDIO DI VILLA ROSSI

Fotografia conservata presso la Biblioteca comunale “Luigi Dal Pane” di Castel Bolognese

montanari_ubaldo

MONTANARI UBALDO 24-08-1920 18-07-1945

SCOPPIO DI MINA

Risiedeva nella parrocchia della Pace.
Recatosi a prendere alcune susine dall’albero a pochi metri da casa, calpestò accidentalmente una mina anti-uomo, rimanendo ucciso sul colpo.

MONTEVECCHI GIUSEPPE 02-09-1890 20-03-1946

SCOPPIO DI MINA

Della sua morte riferisce “Il Socialista” del 28 marzo 1946:
“Il colono Montevecchi Giuseppe di Gaetano, di anni 56, dimorante in Parr. S. P. Laguna 10, mentre trovavasi nell’argine del fiume Senio, urtava contro una mina dissepolta il cui scoppio gli cagionava la morte immediata avendo riportato orribili ferite in ogni parte del corpo”.

E’ sepolto nel cimitero di Faenza.

montuschi_sebastiano MONTUSCHI SEBASTIANO 08-02-1924 03-01-1945

SCHEGGIA DI BOMBA AEREO

Viveva in via Borello, parrocchia di Castelnuovo. Da militare, dopo l’8 settembre 1943 tornò a casa a piedi proveniente da Monfalcone. Il 3 gennaio 1945, mentre faceva legna per i tedeschi, rimase ucciso da una scheggia che lo trapassò entrando dalla schiena e uscendo dal petto. Vicino a casa Montuschi erano posizionati alcuni cannoni tedeschi, obiettivo del bombardamento aereo. La madre di Sebastiano, udendo gli aerei in lontananza, disse al figlio di tornare in casa, ma egli preferì ultimare il lavoro a cui era intento.
Molto toccante il testo del luttino, scritto molto probabilmente da don Gilberto Montuschi, fine letterato, cugino di Sebastiano.

(si ringrazia Francesca Montuschi per la fotografia e la testimonianza)

morara_assunta MORARA ASSUNTA 16-03-1936 23-04-1945

SCOPPIO DI MINA

A guerra finita i Marabini del Camerone di Biancanigo trovarono nella cantina della Capanna, la casa abitata dai Morara, sita a pochi metri dal Camerone, un pianoforte che precedentemente era stato depositato a casa loro dalle “cieche di Bologna” e che, a differenza di quello di loro proprietà, era scampato incredibilmente alla distruzione. Pochi giorni dopo la Liberazione (e la tragica morte di Maria Mingazzini in Morara), Nicio Marabini, anche per provare a rallegrare il clima, sperimentò l’integrità dello strumento suonando il motivo “Petit montagnard”. Il pianoforte fu lasciato ancora in deposito alla Capanna, dato che i Marabini non avevano modo di trasportarlo a casa finchè non fosse stato ricostruito il ponticello sul canale che consentiva l’accesso al Camerone.
Nicio Marabini non poteva sapere che, suonando il pianoforte, aveva corso un tremendo pericolo ed era scampato ad una sicura morte: infatti i tedeschi, prima della ritirata, avevano vigliaccamente minato il pianoforte.
Pochi giorni dopo fu udita una tremenda esplosione e Nicio Marabini vide una colonna di fumo alzarsi dalla Capanna. Accorso prontamente, vide Luigi Morara uscire dalla cantina portando in braccio i figli Augusto ed Assunta mortalmente feriti all’addome. I due bimbi Morara, recatisi in cantina, avevano iniziato a strimpellare innocentemente il pianoforte e spingendo per gioco tutti i tasti, incapparono anche in quello a cui era stata collegata la mina.
Fu questo l’episodio più assurdamente crudele di una serie di tragici fatti che, a guerra finita, resero drammatici anche gli innocenti giochi dei bambini.

morara_augusto MORARA AUGUSTO 18-08-1933 23-04-1945
morganti_giulio MORGANTI GIULIANO
(o Giulio)
07-01-1885 01-11-1945

SCOPPIO DI MINA

Dimorante nella parrocchia di Campiano, mentre stava zappando nel suo podere, veniva colpito dall’esplosione di una mina che gli dilaniava la regione parieto-occipitale destra. Moriva nell’Ospedale di Faenza poche ore dopo l’incidente.
(cfr. Il Socialista dell’8 novembre 1945)
E’ sepolto nel cimitero di Riolo Terme.

MORIGLIONE ARMANDO
(o anche Moriglioni)
14-07-1874 11-03-1945

SCOPPIO DI GRANATA

morto a Castel Bolognese; sfollato, residente a Faenza (?). E’ sepolto nel cimitero di Faenza.
Per il registro dei defunti della parrocchia di S. Petronio risulta morto per cause belliche; mentre nell’archivio del cimitero comunale risulta morto per cause naturali

morini_ezio

MORINI EZIO 27-03-1944 29-09-1950

FERITE MULTIPLE SCHEGGE
(Parrocchia di Casalecchio)

La guerra aveva duramente provato la famiglia del piccolo Ezio Morini, nato a Brisighella nel 1944. Il padre Luigi era morto il 31 gennaio 1945 (dopo che Brisighella era già stata liberata) saltando su una mina; la madre invece era deceduta in seguito ai disagi ed alle prove del periodo bellico. Del piccolo Ezio si occuparono così la nonna, gli zii e le zie. Partito da Fognano e accolto da qualche tempo presso la famiglia dello zio di Casalecchio, il giorno 29 settembre 1950, mentre stava giocando con alcuni coetanei, trovò una straziante morte a causa di un residuato bellico. Uno stesso fatale destino lo accomunò al padre Luigi.

(dal luttino distribuito il giorno dei funerali)

morini_francesco MORINI FRANCESCO 11-06-1875 04-12-1944 FERITA DA SCHEGGIA

Originario della parrocchia della Serra, è sepolto nel cimitero del Piratello di Imola

moschetti_pierino MOSCHETTI PIERINO 17-01-1916 15-12-1944 FERITA DA SCHEGGIA DI AEREO
muccinelli_francesco MUCCINELLI FRANCESCO
di Ernesto
27-07-1911 16-12-1944

SCOPPIO DI GRANATA

Morì nella casa di via Savoie n. 2, sita nel comune di Solarolo

Indicato col nome di Ernesto ne “Le cronache castellane” di Oddo Diversi 

 

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